Per l’Europa “i sonni tranquilli sono finiti”. Parola di Dmitrij Medvedev, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, non nuovo alle minacce verso gli alleati dell’Ucraina, che questa volta alza ulteriormente i toni per rispondere alle accuse rivolte a Mosca dopo lo schianto di un drone russo su un condominio a Galați, nel sud-est della Romania, vicino al confine con l’Ucraina.
In un messaggio sui social media, Medvedev ha sostenuto che “i cittadini dei Paesi dell’UE” dovrebbero sapere che “le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia”. E ha aggiunto: “Siate vigili e non sorprendetevi di nulla”.
Il messaggio dell’ex presidente russo è giunto mentre Bucarest, la NATO e diversi leader europei condannavano l’episodio come una nuova e grave violazione della sovranità romena.
Medvedev ha affermato che “bisogna stabilire chi ha lanciato il drone”, ma ha poi accusato i Paesi europei di essere “direttamente coinvolti nella guerra contro la Russia”, citando droni, componenti, altre armi e dati di intelligence usati dall’Ucraina contro il territorio russo.
“Non sarà l’ultima volta. C’è una guerra in corso”, ha scritto, arrivando ad attaccare direttamente Ursula von der Leyen, Friedrich Merz, Emmanuel Macron e Keir Starmer.
Cosa è accaduto a Galati
Nella notte tra giovedì e venerdì un drone russo impegnato in un attacco contro l’Ucraina è entrato nello spazio aereo romeno ed è precipitato su un edificio residenziale di dieci piani a Galați. L’impatto ha provocato un’esplosione e un incendio sul tetto del palazzo, con danni agli ultimi piani, a due vani scala, a un ascensore e ad alcune automobili. Una donna e un bambino sono rimasti lievemente feriti, mentre altre persone sono state assistite sul posto per attacchi di panico e circa settanta residenti sono stati evacuati.
Il ministero della Difesa romeno ha confermato che il drone era stato tracciato dai radar dopo l’ingresso nello spazio aereo nazionale. Il velivolo avrebbe volato a bassa quota per circa dieci chilometri, restando in territorio romeno per pochi minuti. Due F-16 e un elicottero sono stati fatti decollare, ma le autorità militari hanno spiegato che l’intercettazione in un’area densamente abitata avrebbe comportato rischi troppo elevati per la popolazione civile.
Il caso è il più grave registrato finora sul territorio romeno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio del 2022, perché per la prima volta un drone attribuito a Mosca ha colpito una zona urbana densamente popolata di un Paese NATO causando feriti.
Grave violazione dello spazio aereo: drone russo si schianta su un edificio in Romania
Un episodio senza precedenti
Dopo una riunione del Consiglio supremo di difesa nazionale, il presidente romeno Nicușor Dan ha definito l’episodio “senza precedenti” e ha annunciato una risposta diplomatica contro Mosca. Bucarest ha dichiarato persona non grata il console russo a Costanza e ha deciso la chiusura del consolato russo nella città sul Mar Nero. La stampa romena ha sottolineato il carattere politico della decisione, arrivata dopo la convocazione del CSAT e dopo le prime valutazioni delle autorità militari e diplomatiche.
Nel suo messaggio il dello Stato ha affermato che la Romania, membro dell’Unione europea e della NATO, non accetterà che la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina venga trasferita sul proprio territorio e sui propri cittadini.
La risposta della NATO è arrivata direttamente dal segretario generale Mark Rutte, che ha parlato con il presidente Dan e ha ribadito che l’Alleanza è pronta a difendere “ogni centimetro del territorio alleato”. Rutte ha definito il comportamento russo “sconsiderato” e “un pericolo per tutti”, sottolineando che Mosca continua a colpire civili e infrastrutture civili in Ucraina e che l’incidente in Romania dimostra ancora una volta come le conseguenze della guerra non si fermino al confine ucraino. Il segretario generale non ha evocato l’attivazione dell’Articolo 5, ma ha insistito sulla necessità di rafforzare la prontezza dell’Alleanza anche contro la minaccia dei droni.
Anche Volodymyr Zelensky ha reagito offrendo sostegno a Bucarest. Il presidente ucraino ha affermato che Kyiv è pronta ad aiutare la Romania “in qualunque modo sia necessario” e ha collegato l’incidente alla necessità di nuove sanzioni europee contro Mosca. Secondo Zelensky, le misure dell’Unione europea dovrebbero essere “davvero forti” e tali da far capire alla Russia che i suoi attacchi producono “perdite significative” per Mosca stessa.
La posizione ucraina punta quindi a trasformare l’incidente di Galați non solo in un caso di sicurezza del fianco orientale della NATO, ma anche in un argomento politico per irrigidire la pressione europea sul Cremlino.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di un nuovo limite superato dalla guerra russa. “La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un’altra linea”, ha dichiarato, ricordando che un drone russo ha colpito una zona densamente popolata della Romania, ferendo civili “sul territorio dell’Unione europea”. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha aggiunto che Mosca “da tempo ha smesso di rispettare i confini” e che non le può essere consentito di violare impunemente lo spazio aereo europeo.
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha definito l’episodio “un atto gravissimo”, sostenendo che dimostra come la guerra di aggressione russa “non risparmi nessuno”, continui a colpire brutalmente civili innocenti e metta in pericolo la sicurezza europea. La sua reazione si inserisce in una linea condivisa da molte capitali dell’Unione: solidarietà a Bucarest, condanna della violazione dello spazio aereo romeno e richiesta di rafforzare la deterrenza sul fianco orientale.
Tra gli altri leader europei, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di una nuova prova della disponibilità russa a innalzare il livello dello scontro, ribadendo il sostegno della Germania agli alleati NATO e la necessità di una postura più solida sul fronte orientale. La presidente moldava Maia Sandu ha condannato l’attacco affermando che la Russia “è un pericolo per tutti e deve essere fermata”, mentre il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha chiesto un rafforzamento della difesa aerea dell’Alleanza.
Più prudente il premier slovacco Robert Fico, che ha espresso solidarietà alla Romania ma ha invitato a evitare dichiarazioni incendiarie e a riaprire il dialogo tra Unione europea e Federazione Russa.
[a cura di Simone Cantarini]

