Il Regno Unito ha firmato il 13 luglio un accordo contrattuale per partecipare allo Ukraine Support Loan, il prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato a sostenere Kiev nel biennio 2026-2027. L’intesa consente alle imprese britanniche della difesa di concorrere alle commesse finanziate dal meccanismo e impegna Londra a coprire una quota dei costi del prestito proporzionata al valore dei contratti aggiudicati alle proprie aziende.
La firma è stata annunciata dal primo ministro britannico Keir Starmer al suo arrivo a Parigi per la riunione della Coalizione dei Volenterosi. In una dichiarazione congiunta, Unione europea e Regno Unito hanno definito l’accordo una prova del sostegno condiviso all’Ucraina e della natura interconnessa e interdipendente delle rispettive basi industriali della difesa.
L’intesa segna la conclusione dei negoziati avviati a maggio a margine del vertice della Comunità politica europea in Armenia. Con la partecipazione, le aziende britanniche del comparto, tra cui BAE Systems, QinetiQ e Babcock International, potranno candidarsi alle gare finanziate dal prestito. In cambio, Londra si è impegnata a versare un contributo “equo e proporzionato” ai costi di finanziamento, parametrato al valore delle commesse effettivamente aggiudicate alle proprie imprese. Secondo Euronews, la quota britannica graverà su una parte dei circa 3 miliardi di euro di interessi annui del prestito.
Sul piano formale l’adesione non è ancora perfezionata. Il governo britannico precisa che l’accordo resta subordinato a una decisione di esecuzione del Consiglio, attesa entro l’estate. La firma arriva dopo che a novembre Londra aveva rinunciato a entrare nel distinto fondo europeo per la difesa da 150 miliardi di euro previsto dal regolamento SAFE, per il disaccordo sull’entità del contributo richiesto da Bruxelles.
La struttura del prestito da 90 miliardi
Lo Ukraine Support Loan è stato istituito dal regolamento (UE) 2026/467, adottato da Parlamento e Consiglio a febbraio nell’ambito di una cooperazione rafforzata a cui partecipano 24 Stati membri, con l’esclusione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca. L’importo complessivo è ripartito in 30 miliardi di euro per il sostegno di bilancio e 60 miliardi per l’approvvigionamento militare sull’arco del biennio 2026-2027, con finanziamento reperito dalla Ue sui mercati dei capitali e garantito dal bilancio dell’Unione.
Con la decisione di esecuzione del 23 aprile, il Consiglio ha reso disponibili per il 2026 fino a 45 miliardi di euro, di cui 16,7 miliardi di sostegno al bilancio, suddivisi tra assistenza macrofinanziaria e Ukraine Facility, e 28,3 miliardi per le capacità industriali della difesa. Il prestito diventerà rimborsabile soltanto qualora la Russia versi riparazioni di guerra all’Ucraina, ipotesi respinta da Mosca, e poggia sui proventi straordinari generati dagli attivi russi immobilizzati nell’Unione. L’accesso di Paesi terzi è consentito, tra gli altri, agli Stati che hanno concluso un partenariato di sicurezza e difesa con la Ue e assicurano un contributo proporzionato, la via attraverso cui si inserisce il Regno Unito.
Le erogazioni già disposte
A giugno la Commissione ha versato complessivamente 7,1 miliardi di euro. La prima tranche da 3,2 miliardi di assistenza macrofinanziaria è stata annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, mentre il 30 giugno sono stati erogati 3,9 miliardi destinati all’acquisto di droni prodotti in Ucraina. La dichiarazione congiunta indica per questa settimana un’ulteriore erogazione a valere sulla componente difesa.
Le successive tranche, secondo la Commissione, si estenderanno a munizioni, missili e sistemi di difesa aerea. Il regolamento prevede in via eccezionale deroghe alla clausola sul contenuto europeo quando l’industria ucraina o la base industriale e tecnologica di difesa europea non siano in grado di fornire nei tempi richiesti i prodotti necessari, come già avvenuto per la prima lista di prodotti relativa ai droni.
Il vertice di Parigi e il ruolo dell’Italia
L’accordo è stato siglato a margine della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ospitata da Emmanuel Macron all’Hôtel des Invalides con la partecipazione di 37 Paesi e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per l’Italia era presente il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è atteso il 14 luglio alla parata sugli Champs-Élysées, quest’anno dedicata alla difesa dell’Ucraina.
Nel corso del vertice nove Paesi europei, tra cui l’Italia, e l’Ucraina hanno annunciato la creazione di una coalizione per lo sviluppo di capacità antimissile balistico, mentre Parigi e Kiev hanno definito una tabella di marcia per la fornitura di 16 caccia Rafale e di nuove batterie SAMP/T. In parallelo Ue e Regno Unito hanno adottato nuove sanzioni cibernetiche contro la Russia. Per Starmer, premier uscente destinato a essere sostituito da Andy Burnham, si è trattato dell’ultima partecipazione alla Coalizione nella veste di capo di governo.

