Il Consiglio dei ministri ha approvato mercoledì 28 ottobre il disegno di legge di bilancio per il 2027, che passa ora all’esame del Parlamento. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato in circa 26 miliardi di euro il valore complessivo della manovra, più dei 23,5 miliardi del Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 15 ottobre. È l’ultima legge di bilancio della legislatura prima delle elezioni politiche e arriva dopo uno slittamento di cinque giorni rispetto alla data prevista del 23 ottobre, dovuto ai nodi su banche, flessibilità europea e taglio Irpef. Meloni ha rivendicato una strategia di medio-lungo termine con una chiara logica di legislatura e ha detto che le risorse sono state concentrate sulle stesse priorità degli anni scorsi, famiglia, natalità, imprese, potere d’acquisto e salute, senza aiuti a pioggia.
Fisco e lavoro
La misura principale è l’innalzamento della soglia del secondo scaglione Irpef, quello al 33%, fino a 55mila euro. Il beneficio massimo è di 500 euro l’anno. Meloni ha spiegato che chi ha un reddito di 55mila euro pagava all’insediamento del governo 16.550 euro di Irpef e ora ne paga 15.350, con un beneficio netto annuo di 1.200 euro, circa 100 al mese, al netto della detassazione dei premi di produttività. Con gli interventi precedenti sull’Irpef lo Stato ha rinunciato a circa 21 miliardi. Il tetto della flat tax per gli autonomi sale da 85mila a 100mila euro, ma per il regime di esenzione Iva serve un’autorizzazione europea e il governo ha un anno per negoziarla. Per i giovani lavoratori under 30 arriva un premio da 2.500 euro tassati all’1%, che secondo la nota di Palazzo Chigi prende la forma di un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro limiti di reddito e di importo. Restano confermate le misure della manovra precedente in scadenza, per circa 9 miliardi, tra cui la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, e la maxi-deduzione per le nuove assunzioni sale al 140% per i giovani e al 180% per le madri.
L’esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kilowatt e per le moto diventa strutturale. Meloni ha precisato che riguarda circa il 70% dei veicoli in circolazione. Entrano anche le targhe personalizzate a pagamento, che secondo alcune ricostruzioni costerebbero 600 euro. Sugli affitti a canone concordato la cedolare secca scende al 5% e all’1% se l’inquilino ha meno di 35 anni. Per i negozi è prevista una cedolare al 21% fino a 300 metri quadrati, con aliquota ridotta al 10% nei centri metropolitani. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato i bonus per le ristrutturazioni al 50% sulla prima casa e al 36% sulle altre e il bonus mobili fino a 5mila euro. La detassazione delle tredicesime, ipotizzata nei giorni scorsi, non è invece nel testo. Il vicepremier Antonio Tajani ha annunciato per plastic tax e sugar tax un rinvio di sei mesi.
Famiglia, sanità e pensioni
Il Fondo sanitario nazionale aumenta di 3,4 miliardi e sale a 146,3 miliardi nel 2027, con una quota vincolata agli stipendi dei medici di pronto soccorso. Per gli over 75 con pensione fino a 28mila euro è previsto un voucher da 300 euro per spese sanitarie non coperte dal servizio pubblico, farmaci e visite specialistiche, che riguarda 5,5 milioni di persone e costa 1,6 miliardi. Meloni ha sommato le due voci e ha parlato di circa 5 miliardi per la sanità. Per la famiglia, il congedo parentale retribuito all’80% aumenta di un mese per tutti, di due mesi per il secondo figlio e arriva a sei mesi dal terzo. Per ogni nuovo nato l’Inps aprirà una posizione previdenziale, con un versamento iniziale dello Stato di 100 euro. La somma non sarà tassabile né pignorabile e potrà essere riscattata a 18 anni, per studiare, avviare un’attività o integrare la previdenza complementare.
Sulle pensioni la manovra stanzia un fondo da poco meno di un miliardo per la flessibilità in uscita, le cui regole saranno definite a gennaio con un successivo provvedimento. Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato l’obiettivo di consentire l’uscita a 64 anni e ha rivendicato l’aumento del tetto della flat tax e le misure sulla sicurezza, tra cui gli aumenti di stipendi e pensioni per le forze dell’ordine e il rifinanziamento di Strade sicure. Parte delle risorse del Piano nazionale energia e clima finanzierà climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole e l’efficientamento energetico di università e ospedali, con i bandi nel 2027 e le erogazioni dal 2028. Il decreto per ridurre il costo dell’energia, invece, è stato rinviato al prossimo Consiglio dei ministri per alcune modifiche tecniche.
Coperture e conti
Il conto della manovra, nella versione del Documento programmatico, è di 23,5 miliardi e si regge sulla clausola di salvaguardia nazionale per difesa ed energia da 14,4 miliardi. Secondo il Documento il deficit sarà al 3,5% nel 2027 e al 3,3% nel 2028. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sostiene che, al netto dello 0,6% della clausola, i dati restano sotto il 3%, condizione per uscire dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera del 2027.
Circa 5 miliardi vengono dal settore finanziario. Leo ha spiegato che l’addizionale Ires sale di tre punti, dal 27,5 al 30,5% per le banche e dal 24 al 27% per le assicurazioni. Per l’Irap l’imponibilità di spese amministrative e ammortamenti passa dal 90 al 30%, con l’esclusione delle società di gestione dei fondi comuni e di intermediazione immobiliare. Meloni ha citato anche una franchigia di 90mila euro per le popolari e le banche piccole e un aumento della Tobin tax. Tajani ha ricordato che le banche di credito cooperativo e le popolari sono state escluse dalla richiesta, perché più esposte. Le altre coperture sono circa 700 milioni da un ulteriore contributo delle società energetiche, 700 milioni dal settore dei giochi e un taglio ai ministeri da circa un miliardo.
Con le banche non c’è stato accordo. Meloni ha detto che non è stato possibile arrivare a un’intesa, ha aggiunto di sperare di non doversi aspettare un ricorso e ha precisato che “non è una manovra contro qualcuno”. L’Abi aveva già sostenuto che l’intervento non è concordato e il presidente Antonio Patuelli aveva richiamato la Costituzione, osservando che non prevede che alcuni debbano essere “mazzolati”. Il settore faceva riferimento all’accordo triennale con il governo, da 10 miliardi, siglato lo scorso anno.
Le reazioni e l’iter
Sul fronte sindacale la Cgil ha criticato l’impostazione della manovra, definendola fondata su “riarmo e austerità”, con 14 miliardi di spese per le armi nel biennio a scapito di sanità, previdenza, istruzione ed enti locali. Il documento dell’assemblea generale richiama anche le stime del Mef sull’effetto della manovra sulla crescita: più 0,2 punti nel 2027, più 0,1 nel 2028 e zero nel 2029. La Cgil ha già fissato lo sciopero generale per il 20 novembre. Giorgetti ha definito la manovra “seria” e ha auspicato che il Parlamento mantenga questa rotta, mentre Tajani ha sostenuto che dà credibilità al Paese.
Il disegno di legge dovrà essere approvato dalle Camere entro il 31 dicembre, e in quella sede potranno essere modificati stanziamenti e singole disposizioni, purché coperti. Le coperture e il rapporto con le banche sono tra i punti su cui il confronto è più aperto, insieme alle regole sulle pensioni, rinviate a gennaio.

