È stato “l’obbligo di neutralità” a spingere la presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde, ad anticipare la sua uscita dalla guida dell’Eurotower al 7 febbraio 2027, rispetto alla scadenza naturale del mandato il 31 ottobre 2027. A spiegarlo è stata la stessa Lagarde al termine della conferenza stampa a Francoforte del 29 ottobre dopo il Consiglio direttivo della BCE.
“Non penso di poter rimanere neutrale. Non credo di potermi sentire a mio agio in questa neutralità nel momento attuale”, ha affermato Lagarde, che dopo l’annuncio ha ricevuto messaggi di ringraziamento dalle principali cariche istituzionali europee e internazionali.
“Non c’è mai un buon momento per andarsene”, ha osservato Lagarde, ricordando che il sistema di governance della BCE prevede mandati non rinnovabili per il presidente e i membri del Comitato esecutivo. La scelta di anticipare di otto mesi la propria uscita, ha spiegato, nasce dalla volontà di recuperare “la libertà di parola, la libertà di espressione e la libertà di intervenire su questioni che non riguardano la politica monetaria”.
La presidente ha ricordato che il suo incarico, così come quello degli altri membri del Comitato esecutivo e del Consiglio direttivo, comporta precisi vincoli istituzionali. “Abbiamo un obbligo di neutralità. Commentiamo la situazione concentrandoci sulla politica monetaria. Siamo guidati da un unico mandato e non usciamo da quel mandato, perché questo è il prezzo che paghiamo per essere indipendenti”, ha affermato, sottolineando che tali vincoli riguardano anche la possibilità di pronunciarsi su quanto accade al di fuori dell’Europa.
Pur non fornendo informazioni su futuri incarichi, Lagarde ha osservato che la sua voce e la sua azione potrebbero “essere d’aiuto in relazione a principi che mi stanno a cuore”. In una frase che lascia aperte varie interpretazioni, la presidente della BCE, che prima dell’incarico ha ricoperto la carica di direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), ha affermato: “Mi interessa la verità. E vedo che molto spesso la verità viene danneggiata, contraddetta da rappresentazioni distorte”.
Richiamando la propria esperienza internazionale, Lagarde ha spiegato di ritenere necessario prendere posizione su determinate questioni. “Dalla posizione che ho ricoperto negli ultimi vent’anni e più della mia vita, nelle questioni economiche e finanziarie sulla scena internazionale, ci sono cose che posso dire. Che le persone mi ascoltino oppure no è un’altra storia. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale”, ha aggiunto.
Le dimissioni arrivano dopo mesi di indiscrezioni su un possibile addio anticipato. Già a settembre, in un’intervista all’emittente irlandese RTÉ, Lagarde aveva evitato di confermare che sarebbe rimasta fino alla scadenza naturale del mandato, rispondendo con un “vedremo” a una domanda sulla possibilità di lasciare prima dell’ottobre 2027.
Tra le ipotesi circolate sulla sua prossima destinazione figura una posizione di vertice al World Economic Forum (WEF), l’organizzazione che promuove il Forum economico mondiale di Davos.
BCE, Lagarde annuncia le dimissioni dal 7 febbraio 2027. Costa avvia la procedura per la successione
La successione alla guida della BCE
L’uscita anticipata di Lagarde apre una delicata partita tra i governi europei. Secondo le ricostruzioni di Reuters ed El País, i nomi considerati più forti per la successione sono quelli dell’ex governatore della Banca centrale olandese Klaas Knot e dell’ex governatore della Banca di Spagna Pablo Hernández de Cos, attualmente direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali. Tuttavia, a oggi nessuna candidatura è stata formalmente selezionata.
La tempistica della decisione assume particolare rilievo anche per la Francia. La scelta del successore potrà infatti essere negoziata prima delle elezioni presidenziali francesi del 2027, consentendo all’attuale presidente Emmanuel Macron di partecipare alla definizione dei nuovi equilibri ai vertici della BCE.
In merito al suo successore, Lagarde ha voluto rassicurare sulla continuità dell’istituzione dopo la sua uscita, ricordando che il processo per individuare il successore è già stato avviato e che vi sono numerosi potenziali candidati qualificati. La procedura prevede una raccomandazione del Consiglio dell’UE, previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE. La nomina definitiva spetta al Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.
“Non preoccupatevi della continuità delle attività. Non preoccupatevi che il processo decisionale rimanga sospeso. Assolutamente no”, ha dichiarato. “L’istituzione è solida, forte come una roccia. E continuerà a esserlo”, ha affermato. Prima di lasciare l’incarico, Lagarde presiederà ancora le riunioni di politica monetaria di dicembre 2026 e febbraio 2027.
Didascalia: nella foto la presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde. @ecb/X

