La Spagna ha rimandato in Marocco un gruppo di migranti dopo il rigetto delle loro richieste di asilo. Secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno spagnolo e dalle organizzazioni non governative attive a Ceuta, sono state rimpatriate 16 persone provenienti da Senegal, Nigeria, Yemen, Camerun e Bangladesh.
Il ministero spagnolo non ha comunicato ufficialmente né il numero delle persone rimpatriate né la loro nazionalità. Ha tuttavia dichiarato che il Marocco ha accettato di accogliere il gruppo e che le persone si trovano attualmente sul territorio marocchino.
Secondo il quotidiano spagnolo El País, le prime persone appartenenti al gruppo sono state rimandate indietro venerdì (23 ottobre). Le loro richieste di protezione internazionale erano state esaminate e i migranti non avevano presentato ricorso contro le decisioni entro il termine previsto.
Le organizzazioni per i diritti umani criticano i rimpatri
Le azioni delle autorità spagnole sono state criticate dalle organizzazioni non governative, che richiamano l’attenzione sulla situazione dei migranti in Marocco e sui rischi associati al loro rimpatrio.
Virginia Álvarez di Amnesty International ha affermato che la Spagna non garantisce adeguate tutele dei diritti umani alle persone che attraversano le sue frontiere a Ceuta e Melilla.
“La Spagna, nonostante le sue dichiarazioni progressiste in Europa, non garantisce il rispetto delle tutele dei diritti umani nei confronti delle persone che attraversano le sue frontiere a Ceuta e Melilla”, ha dichiarato la ricercatrice. Ha aggiunto che il Marocco non rispetta pienamente i diritti umani.
Le organizzazioni non governative sollevano inoltre dubbi riguardo ai rimpatri dei migranti in Marocco. A loro avviso, nel prendere decisioni di questo tipo è necessario tenere conto dei rischi a cui possono essere esposte le persone provenienti da altri Paesi.
Il governo difende le proprie azioni
Il ministero dell’Interno spagnolo respinge le accuse relative alla mancanza di adeguate garanzie. Un portavoce del ministero ha dichiarato all’agenzia Reuters che l’Unione europea considera il Marocco un Paese sicuro e che le deportazioni vengono effettuate “nel rispetto di tutte le garanzie necessarie”.
Il ministero, tuttavia, non ha fornito informazioni dettagliate sulle garanzie concretamente adottate. Nemmeno l’Organizzazione internazionale per le migrazioni – che collabora con le autorità marocchine nell’ambito di programmi di rimpatrio volontario per migranti e cittadini di Paesi terzi – ha risposto alle domande di Reuters sulle deportazioni.
La crisi migratoria a Ceuta
I rimpatri sono una conseguenza della crisi migratoria iniziata alla fine di luglio. Nel giro di 48 ore, circa 80.000 persone sono entrate dal Marocco a Ceuta, enclave spagnola situata in Nord Africa.
Ceuta e Melilla sono gli unici territori spagnoli ad avere una frontiera terrestre con il Marocco e, allo stesso tempo, gli unici confini terrestri dell’Unione europea con l’Africa.
La maggior parte delle persone che hanno attraversato la frontiera a luglio è tornata in Marocco nel giro di pochi giorni. Nell’enclave, tuttavia, sono rimaste migliaia di migranti.
Secondo le informazioni riportate da Reuters, le autorità spagnole garantiscono alloggio a circa 8.000 persone nei centri di accoglienza. Stanno inoltre esaminando le richieste di asilo presentate dalla maggior parte dei migranti rimasti a Ceuta.
Anche i rimpatri dei migranti in Marocco sono oggetto di controversia: le autorità spagnole li definiscono volontari. Secondo i dati del governo, dalla metà di agosto oltre 13.000 persone sono tornate in Marocco attraverso questo meccanismo. Diverse organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, hanno tuttavia presentato denunce al difensore civico spagnolo.
Le organizzazioni sostengono che alcuni migranti siano stati costretti a lasciare la Spagna. Tra queste persone vi sarebbero anche cittadini di Paesi diversi dal Marocco.
Il governo spagnolo vuole risolvere la crisi a Ceuta prima delle elezioni previste per il 29 novembre.
In foto: I migranti arrivati a Ceuta fanno rientro verso il Marocco [Alicia Garcia Herrero, X]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

