L’Ungheria rischia di non rispettare la scadenza di settembre per rientrare nel programma Erasmus +, dopo che, nel 2022, una parte consistente delle università ungheresi era stata esclusa dal programma. Secondo quanto riporta Euronews, Budapest, per riuscire a rientrare nella scadenza, dovrebbe presentare a Bruxelles le riforme sullo stato di diritto nei tempi previsti. La sospensione del programma Erasmus+, infatti, potrebbe essere revocata se l’Ungheria soddisfacesse i criteri del Meccanismo di condizionalità, uno strumento dell’Unione Europea che consente la sospensione dei finanziamenti agli Stati Membri in caso di violazione dello stato di diritto.
La Commissione europea ha scelto di sospendere il diritto di 21 atenei ungheresi a ricevere finanziamenti nell’ambito dei programmi Erasmus+ e Horizon Europe per via di preoccupazioni legate allo Stato di diritto e alla trasparenza, dopo che gli atenei erano passati nel 2021 sotto la gestione di cosiddetti trust di interesse pubblico legati al governo, enti gestiti da consigli di amministrazione che includono figure legate al regime di Orbán, compresi membri del suo governo. Ciò ha lasciato le istituzioni pubbliche con scarso controllo sulle università, pur continuando a operare con fondi pubblici. Il nuovo modello ha conferito un potere pressoché illimitato ai consigli di amministrazione, il che significa che i politici del governo possono controllare direttamente gran parte dell’istruzione superiore, non attraverso le istituzioni, ma attraverso il potere personale, come spiega il sito di informazione ungherese Atlatszo. Nel frattempo, l’Ungheria ha sostituito Erasmus+ con il proprio programma Pannónia, finanziato dal bilancio nazionale.
La collaborazione ungherese
Dopo la vittoria elettorale di Peter Magyar, lo scorso 12 aprile, il nuovo governo ungherese e la Commissione hanno manifestato la volontà di riammettere gli studenti ungheresi al programma a partire dall’inizio del prossimo anno accademico, a settembre. Il governo di Magyar ha deciso di rinazionalizzare gli enti di interesse pubblico, accogliendo le richieste dell’UE di maggiore trasparenza nei loro consigli di amministrazione e nei processi decisionali. Tuttavia, senza un intervento amministrativo immediato da parte di Budapest, la Commissione non sarà in grado di revocare la sospensione di Erasmus+ e Horizon Europe in tempo. “Troveremo una soluzione, si spera, in modo che da settembre in poi ci siano studenti ungheresi che possano usufruire delle opportunità offerte dalla borsa di studio Erasmus”, aveva dichiarato il primo ministro ungherese ad aprile.
“Non vediamo come l’Ungheria potrà rientrare presto nel programma Erasmus+ se Budapest non presenterà, entro l’estate, le misure relative al meccanismo di condizionalità per sbloccare i fondi” ha dichiarato a Euronews un funzionario della Commissione, che ha chiesto di rimanere anonimo.
Inoltre, secondo quanto riporta ancora Euronews, l’Ungheria avrebbe già raggiunto questo insieme di “super traguardi” ma non li sottoporrà a Bruxelles prima della fine di agosto. Di conseguenza, la Commissione quasi certamente non sarà in grado di revocare il divieto prima di settembre.
Se l’Ungheria dovesse presentare i requisiti necessari prima di agosto, Bruxelles potrebbe sbloccare la pratica Erasmus+ durante l’estate.
La dottoressa Loretta Huszák, docente presso l’Università Corvinus, ha affermato a Euronews che ottenere finanziamenti dall’UE per gli scambi studenteschi nell’ambito del programma Erasmus+ per l’anno accademico 2026-2027 è ormai praticamente impossibile. “Le università dovranno organizzare il ritorno al programma Erasmus in autunno, e le condizioni e i finanziamenti per il prossimo ciclo di bandi di mobilità internazionale proverranno dal fondo Erasmus”, ha dichiarato. “Questo potrebbe avere ripercussioni non prima dell’anno accademico 2027-2028”.
Il fascicolo ungherese è attualmente in mano alla Direzione generale Bilancio della Commissione.

