Unione europea e Regno Unito hanno firmato formalmente martedì 14 luglio il trattato sullo status di Gibilterra, frutto dell’accordo raggiunto nel giugno dello scorso anno volto a facilitare gli attraversamenti di frontiera e a porre fine ad anni di incertezza politica sul territorio britannico d’oltremare.
Il trattato è stato firmato a Bruxelles dal Commissario europeo per il commercio Maroš Šefčovič, dal ministro di Stato britannico per gli affari europei Stephen Doughty, dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares e dal primo ministro di Gibilterra Fabiano Picardo.
Come sottolinea la Commissione europea in una nota, l’accordo è entrato in vigore provvisoriamente il 15 luglio, in attesa della ratifica da parte del Regno Unito e dell’Unione europea, ed è frutto di oltre quattro anni di negoziati e completa il quadro giuridico delle relazioni tra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit.
“Sono orgoglioso di firmare questo accordo con il Regno Unito su Gibilterra”, ha affermato il commissario al Commercio, Šefčovič, che ha definito i negoziati intercorsi a partire dal 2021 “pazienti e complessi”, ma che hanno prodotto importanti risultati: prosperità condivisa, maggiore cooperazione e niente più barriere per le circa 15.000 persone che ogni giorno attraversano il confine tra Spagna e Gibilterra. “È una sensazione davvero speciale vedere cadere un muro. Ora attendo con fiducia la positiva attuazione di questo accordo”, ha affermato.
Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha affermato che l’accordo apre un nuovo capitolo per Gibilterra, la Spagna, il Regno Unito e l’Unione Europea. Secondo Albares porterà benefici ai 300.000 residenti della regione di Campo de Gibraltar, migliorando la connettività, incoraggiando gli investimenti e rafforzando la cooperazione transfrontaliera, sostituendo secoli di diffidenza con un futuro condiviso basato sulla coesistenza e sulla prosperità.
Con l’accordo firmato ieri si è conclusa una convivenza durata ben 313 anni e basata dal Trattato di Ultrecht firmato il 13 luglio 1713 al termine della Guerra di successione spagnola che cedeva alla Corona britannica “la piena e completa proprietà della città e del castello di Gibilterra, insieme al suo porto, alle difese e alle fortezze ad essa appartenenti”.
Costa prevede l’accordo
Con l’entrata in vigore dell’accordo i residenti di Gibilterra possono ora attraversare il confine con la Spagna utilizzando la carta di residenza senza bisogno di far timbrare il passaporto, mentre i cittadini spagnoli possono farlo utilizzando un documento d’identità rilasciato dal governo. Chi arriva all’aeroporto di Gibilterra dovrà mostrare il passaporto sia agli agenti di frontiera di Gibilterra che a quelli spagnoli, e il Regno Unito dovrebbe implementare un sistema simile a quello in vigore presso la stazione ferroviaria di St Pancras a Londra per il servizio Eurostar.
Il piano comprende anche misure di convergenza in materia di tassazione indiretta dei beni, adeguamento alle normative ambientali dell’UE, con la creazione di un meccanismo comune di valutazione dell’impatto ambientale e impegni a garantire condizioni di parità in materia di aiuti di Stato, tassazione, lavoro, commercio, sviluppo sostenibile, lotta al riciclaggio di denaro e trasporti.
Allo scattare della mezzanotte del 14 luglio si è tenuta una cerimonia per celebrare la fine di quello che è considerato “l’ultimo muro dell’Europa continentale”, mentre 12 ore dopo, a mezzogiorno, il premier spagnolo Pedro Sanchez e il ministro Albares hanno assistito alla demolizione della recinzione di confine di La Línea de la Concepción.

