Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance sta pianificando una visita in Ungheria nei prossimi giorni come segnale di sostegno al primo ministro nazionalista Viktor Orbán, che il mese prossimo affronterà un’elezione difficile.

Il viaggio arriverebbe dopo che il segretario di Stato statunitense Marco Rubio si è già recato a Budapest a febbraio per sostenere pubblicamente Orbán, in vista della sua più dura battaglia per la rielezione da quando è al potere, nel 2010. I sondaggi mostrano che è in svantaggio nei confronti dello schieramento di Peter Magyar.

Il momento esatto della visita di Vance non è ancora chiaro e i suoi piani potrebbero cambiare, hanno avvertito le fonti, poiché i vertici potrebbero scegliere di restare a Washington mentre continua la guerra aerea tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di rinviare il suo viaggio in Cina a causa del conflitto.

Orbán, uno degli alleati più stretti di Trump in Europa, è da tempo in contrasto con l’Unione europea su una serie di questioni, tra cui l’Ucraina. Sfida Bruxelles mantenendo rapporti cordiali con Mosca, rifiuta di inviare armi all’Ucraina e sostiene che Kyiv non potrà mai entrare nell’Unione europea.

Trump ha sostenuto Orbán il mese scorso, definendolo “un leader davvero forte e potente” in un post sui social media, e molti esponenti della destra radicale americana lo considerano un modello per le dure politiche migratorie del tycoon e per il sostegno al conservatorismo cristiano. C’è da sottolineare che Trump ha appoggiato e continua ad appoggiare leader conservatori in tutto il mondo, più recentemente Javier Milei in Argentina e Sanae Takaichi in Giappone.

Dal canto suo, Rubio, durante la sua visita in Ungheria, ha dichiarato che la leadership di Orbán è cruciale per gli interessi statunitensi, suggerendo che relazioni strette e continue dipendono dalla sua rielezione. Ha inoltre indicato che Washington sarebbe disposta ad aiutare finanziariamente Budapest, se necessario.

Le elezioni, che si svolgono mentre l’Ungheria affronta una crescita debole e le conseguenze persistenti dell’impennata dell’inflazione seguita all’invasione russa dell’Ucraina avranno importanti implicazioni per l’Europa nel contesto dell’ascesa dei movimenti politici conservatori e di estrema destra.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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