Per tre giorni Ventotene torna al centro del dibattito europeo sulla difesa della libertà e della democrazia. Dal 10 al 12 settembre l’isola che diede i natali al Manifesto federalista ospita la seconda Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia, promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, con il patrocinio del Comune di Ventotene e il sostegno della Regione Lazio.
Un appuntamento che riunisce dissidenti, attivisti, esponenti delle istituzioni, giornalisti, intellettuali e artisti provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di costruire una rete internazionale tra quanti si oppongono ai regimi autoritari e difendono lo Stato di diritto. Tra le presenze più attese figurano Yulia Navalnaya, leader dell’opposizione russa e vedova di Alexei Navalny, la leader dell’opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya e Oleksandra Matviichuk, direttrice del Centro per le libertà civili ucraino e premio Nobel per la Pace.
La Conferenza ha ricevuto quest’anno anche la Medaglia del Presidente della Repubblica, conferita da Sergio Mattarella. “È una medaglia per tutti voi, per chi ogni giorno lotta per la libertà e per chi sente come un dovere l’impegno a difendere le nostre democrazie”, ha sottolineato Picierno rivolgendosi agli attivisti e ai dissidenti presenti sull’isola.
La scelta di Ventotene non è casuale. Il programma dedica diversi momenti alla storia del Manifesto, ad Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni e al contributo delle donne alla costruzione dell’unità europea. L’isola diventa così il punto di collegamento tra la memoria dell’antifascismo europeo e le sfide contemporanee poste da guerra, disinformazione, repressione politica e ritorno della competizione tra democrazie e regimi autoritari.
Nasce la Freedom Academy
Una delle principali novità della seconda edizione è la Freedom Academy, uno spazio di formazione rivolto soprattutto ai giovani europei, con incontri dedicati alla storia dell’integrazione europea, alla disinformazione, alla difesa dello Stato di diritto, alle sanzioni contro i regimi autoritari e alle tecniche di contrasto alla corruzione. Alcuni degli appuntamenti sono organizzati insieme alla Fondazione Pietro Nenni e alla Anti-Corruption Foundation fondata da Alexei Navalny.
“L’anno scorso abbiamo visto nascere una comunità di donne e uomini, di ragazzi e ragazze che vuole scommettere sulla necessità di lottare per la democrazia”, ha spiegato Picierno. L’obiettivo della nuova edizione, ha aggiunto, è consolidare quella rete e trasformarla in qualcosa di più stabile e concreto attraverso la formazione.
Il filo conduttore della manifestazione è il rafforzamento delle democrazie liberali di fronte a quella che gli organizzatori considerano una pressione sempre maggiore esercitata dalle autocrazie. Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha parlato della necessità di un’alleanza tra chi difende la libertà, dentro e fuori dall’Unione europea. Di fronte a “un fronte di autocrazie molto aggressivo” che punta anche a indebolire l’Ue, secondo Corazza, serve una rete capace di comprendere non soltanto gli Stati membri ma anche dissidenti e movimenti democratici nei Paesi autoritari.
Dall’Ucraina alla Russia, passando per Iran e Georgia
Il programma riflette questa impostazione. Oleksandra Matviichuk è intervenuta in un confronto dedicato al rapporto tra il futuro dell’Ucraina e quello dell’Europa, mentre diversi appuntamenti della Freedom Academy sono stati affidati alla Fondazione Anticorruzione Alexei Navalny, con incontri sulle sanzioni, sull’informazione destinata alle nuove generazioni e sulle indagini contro la corruzione transnazionale.
Venerdì sera si è tenuto uno dei momenti centrali della conferenza, con il dialogo tra Yulia Navalnaya e Pina Picierno dal titolo “Far vincere la democrazia”, seguito dalla proiezione del documentario Navalny di Daniel Roher.
Il programma affronta anche la repressione delle proteste in Iran attraverso il panel “Donna, vita, libertà”, la crisi democratica della Georgia, il Venezuela, la situazione delle carceri e la repressione internazionale delle comunità LGBTQIA+. Non manca il tema della sicurezza europea: sabato sono previsti incontri sull’autonomia strategica e sulla difesa dell’Europa, con esponenti politici ed esperti di sicurezza.
La vicepresidente di Taiwan a Ventotene, Pechino protesta
A trasformare l’iniziativa anche in un caso diplomatico internazionale è stata però la partecipazione, mantenuta riservata fino all’arrivo sull’isola, della vicepresidente di Taiwan Hsiao Bi-khim, accompagnata dal ministro degli Esteri Lin Chia-lung. Una visita particolarmente significativa perché è raro che un esponente di livello così elevato del governo taiwanese si rechi in un Paese europeo che non intrattiene relazioni diplomatiche ufficiali con Taipei.
Pechino ha reagito presentando formali rimostranze all’Italia e all’Unione europea e ribadendo il principio dell’“unica Cina”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha definito la visita “deplorevole” e “inutile”, accusando le autorità taiwanesi di utilizzare i rapporti con soggetti stranieri per promuovere l’indipendenza dell’isola.
Picierno ha replicato rivendicando la scelta di ospitare la vicepresidente taiwanese. “Siamo orgogliosi di avere con noi la vicepresidente di Taiwan”, ha affermato, sottolineando che le istituzioni democratiche europee “non si fanno dettare l’agenda né da Pechino né da Mosca”. La partecipazione era stata mantenuta riservata proprio per evitare pressioni che potessero impedire l’arrivo di Hsiao sull’isola.
Non sono invece previsti incontri della delegazione taiwanese con il ministro degli Esteri Antonio Tajani o con Palazzo Chigi, secondo quanto riferito da fonti italiane alla Reuters.
Sabato 12 settembre la conferenza prosegue con il confronto sull’Afghanistan con Ahmad Massoud, leader del Fronte di resistenza nazionale, e con un dibattito sul ruolo internazionale dell’Italia e dell’Europa al quale partecipano Antonio Tajani, Sviatlana Tsikhanouskaya e Pina Picierno. La tre giorni si conclude con il concerto di Luca Barbarossa, aperto al pubblico.
[Articolo a cura di Simone Cantarini]
[Video a cura EU Video News]

