La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica e una richiesta di contributi per preparare i futuri requisiti di ecodesign sulla riparabilità dei prodotti. L’iniziativa è stata presentata il 3 novembre e punta a rendere più facilmente riparabile un’ampia gamma di beni venduti nell’Unione, con l’obiettivo di allungarne la vita utile, ridurre i rifiuti e sostenere la transizione verso un’economia circolare.
La raccolta di contributi resta aperta fino al 9 febbraio 2027, a mezzanotte ora di Bruxelles. I risultati serviranno alla valutazione d’impatto per un possibile atto delegato previsto dal regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili (ESPR), la cui adozione è al momento prevista per il 2027. L’ESPR è in vigore dal 18 luglio 2024 e stabilisce il quadro per fissare requisiti di ecodesign per specifici gruppi di prodotti, estendendo le regole oltre i beni legati al consumo di energia.
Alla consultazione possono partecipare cittadini, imprese, autorità pubbliche, riparatori professionali, associazioni dei consumatori e organizzazioni ambientaliste. Il questionario è disponibile per ora in inglese, con le traduzioni in tutte le lingue ufficiali dell’Unione annunciate a breve, e i contributi possono essere inviati in qualsiasi lingua ufficiale.
Le domande riguardano le difficoltà che consumatori e riparatori incontrano oggi e le possibili misure per intervenire. Tra queste ci sono l’accesso ai pezzi di ricambio, la disponibilità delle informazioni per la riparazione e la manutenzione, i requisiti su software e firmware, la facilità di smontaggio e rimontaggio e l’indicazione di un punteggio di riparabilità o di informazioni sul ttema al momento dell’acquisto.
Quanto ai prodotti interessati, la Commissione indica tre famiglie, sulla base dei risultati preliminari dello studio preparatorio e salvo conferma nella valutazione d’impatto. Si tratta dell’elettronica di consumo, come alcune apparecchiature audio e video, i dispositivi indossabili e le periferiche, dei mezzi di trasporto leggeri, come alcune biciclette elettriche, i dispositivi autobilanciati e alcuni monopattini elettrici, e dei piccoli elettrodomestici, tra cui gli apparecchi da cucina e per la cura della persona. Restano invece fuori i prodotti già disciplinati da norme specifiche, accordi volontari o altri quadri regolatori, per evitare sovrapposizioni con la legislazione esistente.

