La Commissione europea ha nominato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto rappresentante speciale della Commissione per Cipro. Nella nuova veste, Fitto contribuirà al processo di risoluzione della questione cipriota condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite, in stretta collaborazione con l’inviata personale del Segretario generale dell’Onu per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar. Il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, ha accolto con favore la nomina lo stesso giorno dell’annuncio.

Secondo quanto comunicato da Bruxelles, la nomina “riflette il forte impegno della Commissione a favore della riunificazione di Cipro, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione globale, funzionale e sostenibile” in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e con i principi e la legislazione dell’Unione europea. Nel suo nuovo ruolo, Fitto dovrà impegnarsi con tutte le parti interessate e gli interlocutori pertinenti per preparare il terreno alla ripresa dei negoziati diretti tra le due comunità dell’isola, contribuendo alla costruzione di fiducia reciproca.

L’incarico si innesta su responsabilità che il vicepresidente italiano già deteneva: la lettera di missione affidatagli dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen il 1° dicembre 2024, all’atto del suo insediamento come vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, gli assegnava infatti anche il compito di rafforzare le condizioni sociali ed economiche della comunità turco-cipriota e di monitorare l’attuazione del regolamento sulla linea verde ai fini della riunificazione dell’isola. A differenza della nomina dell’ex commissario Johannes Hahn a inviato speciale per Cipro, che aveva richiesto una decisione formale del collegio dei commissari, la designazione di Fitto non ha seguito lo stesso iter: una fonte Ue ha riferito alla Cyprus News Agency che si è trattato di una scelta personale della presidente von der Leyen.

La reazione di Cipro: il plauso di Christodoulides

Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha definito la nomina un segnale del crescente interesse dell’Unione per la questione cipriota e della sua disponibilità a svolgere un ruolo guida e più sostanziale negli sforzi per far ripartire i negoziati condotti dalle Nazioni Unite. Secondo Christodoulides, affidare l’incarico a uno dei funzionari più alti in grado della Commissione conferisce un peso politico particolare allo sforzo comune per la riunificazione dell’isola.

Il presidente ha inoltre descritto la nomina come un ulteriore risultato concreto della strategia del suo governo, perseguita fin dall’inizio ai massimi livelli europei, per rafforzare il coinvolgimento diretto dell’Unione nella vicenda cipriota. Non sono ancora arrivate reazioni ufficiali dalla parte turco-cipriota.

Il contesto: la questione cipriota dopo la svolta di Erhürman

La divisione dell’isola risale al 1974, quando l’invasione turca seguita a un colpo di stato sostenuto dalla Grecia portò alla separazione tra la parte meridionale, greco-cipriota, e quella settentrionale, oggi amministrata dall’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara. Le due aree sono divise dalla cosiddetta linea verde. I precedenti tentativi di riunificazione promossi dalle Nazioni Unite si sono arenati nel 2017, al termine dei negoziati di Crans-Montana, senza trovare un accordo sul ritiro delle truppe turche dal Nord dell’isola.

Per anni la leadership turco-cipriota, guidata dal presidente uscente Ersin Tatar, ha sposato la linea della “soluzione a due Stati” sostenuta da Ankara, allontanando la prospettiva di un’intesa federale. Il quadro è cambiato con le elezioni presidenziali del 19 ottobre 2025, vinte con il 62,8% dei voti dal candidato di centrosinistra ed europeista Tufan Erhürman, che in campagna elettorale ha rilanciato l’ipotesi di una federazione tra le due comunità. Christodoulides ha accolto la sua vittoria con favore, esprimendo la volontà di riprendere i negoziati “dal punto in cui sono stati interrotti a Crans-Montana”, nel quadro dell’impegno annunciato dal Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. È in questo contesto, giudicato più favorevole a una ripresa del dialogo, che si inserisce la nomina di Fitto

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