Dopo quasi 50 giorni di manifestazioni di piazza in Albania, la superstar mondiale Dua Lipa ha finalmente preso posizione. E le sue parole arrivano come un ritornello perfettamente sincronizzato contro il governo del primo ministro Edi Rama.
Nata a Londra nel 1995 da genitori albanesi, Dua – il cui nome significa “amore” in albanese – è passata dalle cover pubblicate su YouTube da adolescente a diventare una delle più grandi popstar del pianeta. Con successi come Levitating, Don’t Start Now e New Rules, ha conquistato diversi Grammy Awards, accumulato miliardi di ascolti in streaming e costruito un’influenza culturale che va ben oltre il mondo della musica.
Espone con orgoglio la bandiera albanese durante i concerti, visita regolarmente la famiglia in Kosovo e in passato ha già utilizzato la propria notorietà per richiamare l’attenzione sulle questioni balcaniche. Per chi segue soprattutto la politica europea, più che le classifiche musicali, si può immaginare Dua Lipa come una sorta di ambasciatrice culturale e influencer globale, con una capacità di raggiungere il pubblico superiore a quella della maggior parte dei leader politici.
Nel suo podcast Service95, intervistando la filosofa e scrittrice Lea Ypi, Lipa ha espresso una preoccupazione misurata, piuttosto che indignazione. Ha definito “preoccupante” il fatto che le tutele ambientali possano essere modificate senza un’adeguata consultazione pubblica.
Si tratta di una critica sobria, fondata su principi di trasparenza e partecipazione democratica, rivolta direttamente ai cambiamenti legislativi che hanno aperto la strada al progetto di un resort di lusso collegato a Jared Kushner. Nessun manifesto infuocato, ma un segnale chiaro: anche una celebrità che non ha alcun interesse personale nella vicenda sta osservando con attenzione ciò che accade.
Per Edi Rama, il tempismo è tutt’altro che favorevole. Le proteste dei “Fenicotteri” – così chiamate in riferimento agli uccelli migratori minacciati dal progetto edilizio – si sono ormai trasformate da una mobilitazione ambientalista locale in un movimento più ampio contro quello che molti manifestanti considerano clientelismo politico e mancanza di trasparenza.
Quando una figura globale, orgogliosamente legata alle proprie radici albanesi e con un’enorme credibilità internazionale come Dua Lipa decide di far sentire la propria voce, il messaggio supera immediatamente i confini delle piazze di Tirana. Non sta organizzando manifestazioni né chiedendo le dimissioni del governo, ma il suo ingresso, seppur discreto, nel dibattito pubblico rappresenta comunque un nuovo e significativo contrappeso.
Resta da vedere se questo intervento sarà sufficiente a modificare gli equilibri politici. Tuttavia, nell’epoca dei contenuti virali e dell’influenza esercitata dalle diaspore, una sola riflessione pronunciata in un podcast da quella che è probabilmente la più celebre figlia dell’Albania può avere un impatto che difficilmente le decisioni prese a porte chiuse nella capitale possono ignorare. Le strade albanesi parlano ormai da settimane; ora anche una delle loro voci più conosciute nel mondo si è unita al coro.
In una controversia che sta catalizzando l’attenzione dell’intero Paese, il fatto che tra i protagonisti figurino Jared e Ivanka Kushner, il primo ministro Edi Rama e l’icona del pop Dua Lipa rende questa vicenda persino più avvincente di molte serie Netflix.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

