L’Ucraina ha annunciato il completamento dei lavori di riparazione del tratto dell’oleodotto Druzhba danneggiato a gennaio da un attacco della Russia, sottolineando che il petrolio proveniente dai giacimenti russi può tornare a fluire. Secondo quanto affermato dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, la decisione è stata presa dopo colloqui con funzionari governativi sulle priorità nella cooperazione energetica con i partner.
“Come concordato nelle comunicazioni con l’Unione Europea, l’Ucraina ha completato i lavori di riparazione del tratto dell’oleodotto Druzhba danneggiato da un attacco russo. L’oleodotto può riprendere le operazioni”, ha affermato il presidente ucraino in una nota.
Nel messaggio, Zelensky ha però osservato che “nessuno” può “attualmente garantire che la Russia non ripeterà gli attacchi alle infrastrutture dell’oleodotto”.
Zelensky ha osservato che l’Ucraina subordina questa decisione allo sblocco di un pacchetto di aiuti europei già approvato dal Consiglio europeo. “Ci auguriamo inoltre che i nostri partner intraprendano i passi necessari per quanto riguarda i gruppi di negoziato dell’UE per l’Ucraina: noi abbiamo già svolto la nostra parte di lavoro sui primi gruppi”, ha affermato.
Il Presidente ha sottolineato l’importanza di proseguire con le sanzioni sistematiche contro la Russia e di intensificare gli sforzi per diversificare le fonti energetiche in Europa. Secondo lui, l’Europa deve rendersi indipendente da coloro che cercano di indebolirla o distruggerla.
Ha inoltre sottolineato che, nel contesto della crisi causata dalla guerra in Iran, è importante attuare pienamente gli accordi relativi alla fornitura all’Ucraina dei quantitativi di carburante necessari.
“I volumi per aprile e maggio sono assicurati”, ha affermato. Zelensky ha aggiunto che per questa settimana si sta preparando un incontro nel “formato Energia Ramstein”. Secondo Zelensky, è necessario accelerare i finanziamenti per i lavori di ripristino e la costruzione di opere di protezione per gli impianti energetici.
La ripresa dei flussi petroliferi attraverso l’oleodotto russo dovrebbe portare l’Ungheria porre fine al blocco durato mesi su un maxi-prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina, con una decisione che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.
Il voto del 12 aprile ha infatti aperto una nuova fase per Budapest, con l’affermazione netta dell’opposizione guidata da Péter Magyar, che si prepara a imprimere una svolta nei rapporti con Bruxelles e nella linea ungherese sulla guerra in Ucraina. Nei giorni scorsi, Magyar si era detto convinto che l’attuale premier Viktor Orbán, che rimarrà in carica per un altro mese, avrebbe revocato il “veto tecnico” sul pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro per l’Ucraina nel caso in cui fossero riprese le forniture di petrolio attraverso l’oleodotto “Druzhba” .
Sul piano procedurale, il dossier è ormai alle battute finali. Gli ambasciatori dei ventisette Stati membri sono chiamati a esaminare un ultimo emendamento tecnico al Quadro Finanziario Pluriennale, passaggio necessario per attivare lo strumento finanziario relativo al biennio 2026-2027. L’adozione formale dovrebbe avvenire tramite procedura scritta, senza discussione politica, segno di un consenso ormai consolidato.
Parlando ai giornalisti al termine del Consiglio affari esteri a Lussemburgo, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha auspicato un accordo entro 24 ore. “È un impegno già preso e speriamo che tutti gli ostacoli vengano rimossi”, ha affermato, osservando che “la promessa dell’Ucraina di ripristinare i flussi dovrebbe rimuovere gli ostacoli posti da Ungheria e Slovacchia e non dovrebbe bloccare la decisione”.

