Il 20 marzo l’EIOPA, l’autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, ha pubblicato la sua “Valutazione delle riserve tecniche lorde-nette di Euroins Romania”. Il rapporto, completato nel marzo 2023, era stato tenuto “sotto traccia” per tre anni.
I tentativi degli eurodeputati di accedere al documento si sono scontrati con un muro di gomma. Le interrogazioni parlamentari presentate da deputati di tutto lo spettro politico hanno ricevuto risposte difensive, evasive, fuorvianti e poco sincere. A un certo punto, la Commissione ha ammesso che il rapporto dell’EIOPA non le era stato “condiviso”.
Quando l’EIOPA ha infine pubblicato il documento a lungo nascosto, lo ha fatto in sordina – senza comunicato stampa e senza spiegazioni per lo straordinario ritardo di tre anni. La pubblicazione solleva più domande che risposte.
Una disputa radicata nel rifiuto di salvare un concorrente in difficoltà
Nel 2019 l’autorità di vigilanza finanziaria romena, l’ASF, fece pressione su Euroins Romania – allora un attore importante nel competitivo mercato della responsabilità civile auto (MTPL) – affinché acquisisse la compagnia in collasso City Insurance. All’epoca City era il più grande assicuratore auto della Romania. Euroins rifiutò. Da quel momento, i rapporti si deteriorarono.
All’inizio del 2023, a seguito di cambiamenti nelle pratiche di vigilanza introdotti dall’ASF che Euroins considerava discriminatori, la società chiese all’EIOPA di nominare, sotto la propria supervisione, un gruppo di esperti indipendenti per esaminare la situazione. La richiesta di Euroins fu sostenuta dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Anche l’autorità di regolamentazione finanziaria bulgara segnalò preoccupazioni riguardo all’ASF.
L’EIOPA decise di condurre una valutazione interna e a porte chiuse. Euroins fu completamente esclusa dal processo. Non fu invitata a presentare dati né a partecipare.
La valutazione dell’EIOPA conclude che al 30 settembre 2022 Euroins Romania presentava una massiccia carenza nella migliore stima netta delle passività MTPL – tra 550 e 581 milioni di euro. Ciò contrasta nettamente con i risultati delle tre precedenti revisioni annuali condotte dall’ASF su Euroins. Si scontra persino con un rapporto di controllo dell’ASF del febbraio 2023 che indicava cifre diverse.
Il principio “garbage in, garbage out”
In qualsiasi analisi in cui i dati siano errati, incompleti, obsoleti o distorti, oppure in cui vengano incluse ipotesi viziate, i risultati sono probabilmente fuorvianti o privi di valore. A prescindere dalla sofisticazione dell’approccio o dalle buone intenzioni di chi conduce l’analisi, vale il principio del “garbage in, garbage out”.
Il sommario esecutivo del rapporto EIOPA osserva che la valutazione è stata effettuata “sui dati riportati da Euroins Romania all’ASF. L’EIOPA non ha avuto accesso al rapporto di controllo permanente dell’ASF né agli aggiustamenti, al fine di garantire piena obiettività e imparzialità”.
Non viene fornita alcuna spiegazione sul perché l’EIOPA abbia scelto di limitarsi esclusivamente all’ASF come fonte dei dati. Quanto meno, questa impostazione comportava il rischio di dati distorti.
Una lettura di base del rapporto EIOPA solleva due “campanelli d’allarme” molto significativi. Il primo riguarda le sanzioni legate ai ritardi nella liquidazione dei sinistri, il secondo i contratti di riassicurazione.
Dati sui sinistri obsoleti
In Romania vengono imposte sanzioni severe quando i sinistri non sono liquidati entro 30 giorni. I ritardi comportano una penale dello 0,02% al giorno – l’equivalente del 73% annuo.
A partire dal 2020 Euroins Romania ha accelerato rapidamente il ritmo delle liquidazioni. Nel 2021 la società impiegava in media 35 giorni per liquidare un sinistro. Entro la primavera del 2023, la media era scesa a 7 giorni. Questo miglioramento ha fatto sì che nel 2023 il numero di sinistri pendenti nei libri contabili fosse inferiore rispetto al passato.
I dati utilizzati dall’EIOPA non riflettono questo miglioramento. Di conseguenza, il significativo calo delle potenziali sanzioni sui sinistri pendenti non è considerato nell’analisi, con un mancato riconoscimento di risparmi potenziali per decine di milioni di euro – una mancanza molto rilevante.
Trattamento dei contratti di riassicurazione / quota share
Come la maggior parte delle compagnie assicurative nell’Unione, Euroins Romania operava con contratti di quota share, una forma di riassicurazione proporzionale volta a mitigare il rischio. Gli accordi di riassicurazione in essere nel 2023, quando l’ASF intervenne contro la società, erano operativi da diversi anni. La validità di tali contratti era stata confermata da un esercizio specifico condotto da ASF ed EIOPA nel 2021.
Pochi giorni prima di avviare la propria azione contro Euroins Romania, l’ASF cambiò radicalmente posizione sulla riassicurazione. Stabilì che i contratti di quota share non soddisfacevano più i suoi requisiti – riscrivendo di fatto le regole. Le ragioni di questa inversione non sono chiare. Non si può escludere che la decisione fosse parte di un processo volto a “estromettere” Euroins: gli elementi lo suggeriscono. Prima del febbraio 2023, l’ASF non aveva segnalato alcuna preoccupazione riguardo ai quota share. Non è chiaro se abbia applicato restrizioni simili ad altri assicuratori oltre a Euroins.
Quando l’ASF annunciò i cambiamenti, Euroins Romania intervenne immediatamente per adeguare i propri accordi di riassicurazione alla nuova politica. Come primo passo, Euroins Romania e la capogruppo Euroins Insurance Group (EIG) decisero di stipulare un nuovo contratto di riassicurazione con il proprio riassicuratore di gruppo, con l’intenzione di trasferire il rischio a un panel internazionale di primo piano entro un mese. Questi sforzi non ebbero alcun effetto sull’ASF. Inoltre, sembra che tali iniziative non siano state “condivise” con l’EIOPA.
Questi cambiamenti di policy, radicali e repentini, sono stati incorporati nell’analisi dell’EIOPA senza alcuna discussione sul loro impatto, influenzando pesantemente la valutazione di Euroins Romania e sottovalutandone gli attivi, secondo le norme europee vigenti, tra 250 e 300 milioni di euro.
Elementi che mettono in discussione l’analisi dell’EIOPA e altri costi reali
Sono passati tre anni dalla revoca della licenza di Euroins Romania. In questo periodo, migliaia di sinistri relativi a polizze emesse dalla società sono stati liquidati tramite il Fondo di garanzia assicurativo rumeno. I pagamenti effettuati finora sono molto più in linea con le proiezioni di Euroins Romania del 2023 che con le fosche valutazioni dell’EIOPA.
La decisione dell’ASF di “eliminare” Euroins Romania ha comportato costi concreti che non compaiono nell’analisi dell’EIOPA. Gli assicurati hanno subito disagi, i dipendenti hanno perso il lavoro, gli azionisti hanno registrato perdite e il già sotto pressione fondo di garanzia rumeno ha subito un ulteriore colpo. La riduzione della concorrenza nel mercato MTPL ha contribuito all’aumento dei premi, spingendo la Romania a imporre tetti ai prezzi, difficilmente conciliabili con le regole del mercato unico dell’UE.
Le ricadute finanziarie continuano. Nel 2024 Euroins ha avviato un arbitrato ICSID contro la Romania, chiedendo oltre 500 milioni di euro di risarcimento. Il caso è in corso, con una possibile decisione entro la fine del prossimo anno.
È tempo di rendere conto
L’EIOPA esiste per promuovere una vigilanza coerente e di alta qualità e per proteggere il mercato unico. Nel caso Euroins Romania, sembra aver fatto l’opposto. Esisteva un percorso alternativo che, se seguito, avrebbe evitato i costi reali che continuano ad accumularsi.
Il settore assicurativo europeo – e i cittadini europei – meritano di meglio. Il Parlamento europeo, la Commissione e i governi nazionali dovrebbero ora richiedere una revisione completa e indipendente di come l’EIOPA ha gestito la vicenda.
Anche il ruolo dell’ASF rumena, un’agenzia con una storia molto controversa, deve far parte di questa revisione.
La pubblicazione silenziosa di un rapporto vecchio di tre anni non chiude il caso. Apre invece un dibattito necessario: chi controlla i controllori quando il cane da guardia europeo sbaglia?
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
The using Party credits the source Party prominently (EUAlive)

