I socialdemocratici romeni, la più grande forza parlamentare del Paese, hanno annunciato l’intenzione di unire le forze con l’Alleanza per l’Unità dei Romeni (AUR), formazione di estrema destra, con l’obiettivo di rovesciare il governo di coalizione filo-europeo guidato dal premier Ilie Bolojan.

I ministri del Partito Socialdemocratico (PSD) avevano già lasciato l’esecutivo nei giorni scorsi, privandolo della maggioranza parlamentare. La mossa apre una fase di forte instabilità politica, con possibili conseguenze economiche rilevanti: secondo osservatori internazionali, il Paese rischia di perdere fondi europei, subire un peggioramento del rating creditizio e affrontare un aumento dei costi del debito.

Bolojan, esponente della Partito Nazionale Liberale (PNL), ha rifiutato di dimettersi, sostenendo che il governo deve portare avanti riforme chiave per accedere a oltre 10 miliardi di euro del programma NextGenerationEU entro la scadenza fissata dall’Unione europea ad agosto.

La coalizione attuale era nata dopo le elezioni parlamentari del dicembre 2024, ma è stata segnata da continui scontri tra liberali e socialdemocratici, in particolare sulle politiche di bilancio. Il nodo principale riguarda la riduzione del deficit, che nel 2024 ha superato il 9% del PIL – il più alto nell’Unione europea – e che dovrebbe scendere al 6,2% quest’anno.

Il PSD ha più volte dichiarato di essere disposto a rientrare nella coalizione, ma senza Bolojan come primo ministro. Il PNL, tuttavia, continua a difendere il premier, accusando i socialdemocratici di aver violato gli accordi precedenti ed escludendo una nuova collaborazione.

Verso una mozione di sfiducia?

Senza i socialdemocratici, la formazione di una maggioranza filo-europea appare estremamente difficile. In passato il PSD aveva escluso qualsiasi cooperazione con AUR, oggi seconda forza parlamentare e attualmente in testa nei sondaggi con circa il 35% dei consensi.

L’eventualità di elezioni anticipate resta incerta: in Romania non si sono mai tenute elezioni parlamentari anticipate, e le prossime sono previste solo nel 2028.

L’ex vicepremier socialdemocratico Marian Neacșu ha evitato di confermare esplicitamente un’alleanza con AUR, limitandosi a dichiarare che “ogni viaggio inizia con un primo passo”.

Più esplicito il leader di AUR, George Simion, che ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia contro il governo Bolojan non appena saranno raccolte le 233 firme necessarie in parlamento. Il voto potrebbe tenersi già il 5 maggio. Simion ha inoltre dichiarato che il suo partito è aperto al dialogo con tutte le forze politiche dopo un’eventuale caduta dell’esecutivo.

La prospettiva di un’alleanza tra socialdemocratici e destra radicale rappresenta una svolta significativa per la politica rumena, con implicazioni potenzialmente rilevanti sia sul piano interno sia nei rapporti con l’Unione europea.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

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