La Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno presentato il primo rapporto congiunto sull’attuazione della strategia di sicurezza marittima dell’Ue (EUMSS) dalla sua revisione del 2023. A tre anni dall’entrata in vigore della strategia aggiornata, il documento segnala progressi in tutti e sei gli obiettivi e indica la strategia come il quadro che allinea gli sforzi civili e militari per proteggere gli interessi marittimi dell’Unione e rispettare il diritto internazionale, in particolare la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). Il rapporto cita tra le minacce in crescita gli attacchi con droni, le attività della flotta ombra e il sabotaggio delle infrastrutture marittime critiche.
Sul fronte operativo, l’operazione navale EUNAVFOR Aspides, avviata nel febbraio 2024 nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, ha protetto oltre 800 navi mercantili e ne ha monitorate più di 2.000, con un tasso di successo del 100% secondo il rapporto. L’Ue ha inoltre istituito un’esercitazione annuale dal vivo sulla sicurezza marittima, a cui partecipano marine e guardie costiere degli Stati membri, servizi europei e agenzie come EMSA, EFCA e Frontex. Tra il 2024 e il 2025 si sono svolte cinque grandi esercitazioni multiuso nel Mar Nero, nel Baltico e nell’Adriatico, e per il 2026 ne è prevista una nuova nel Mare del Nord.
Per la cooperazione con i partner, il rapporto elenca nuovi accordi politici sulla sicurezza marittima con Australia, Canada, Ghana, Islanda, India, Giappone, Corea del Sud, Norvegia e Regno Unito. L’Ue è diventata anche Friend of the Djibouti Code of Conduct, mentre la presenza marittima coordinata nel Golfo di Guinea è definita uno strumento maturo dell’approccio integrato europeo.
Nel campo della conoscenza della situazione marittima, la Commissione ha avviato a luglio 2024 la fase operativa dell’ambiente comune per la condivisione delle informazioni (CISE), che collega autorità civili e militari. L’Agenzia europea per la difesa ha esteso la rete MARSUR III e a settembre 2026, durante l’esercitazione navale Repmus al largo del Portogallo, ha testato lo scambio di dati in tempo reale con i sistemi di comando nazionali e con la Nato.
Per la gestione dei rischi, a febbraio 2025 l’Ue ha adottato un piano d’azione sulla sicurezza dei cavi sottomarini, seguito da un pacchetto di strumenti dedicato. A giugno 2026 la Commissione ha finanziato due centri regionali di sorveglianza dei cavi e dello spazio marittimo, uno nel Baltico e uno nel Mediterraneo. Contro la flotta ombra sono state adottate sanzioni su oltre 700 navi e circa 100 soggetti che le assistono, oltre a verifiche della bandiera a bordo di numerose imbarcazioni da parte di Stati membri e dell’operazione Irini, in conformità con l’UNCLOS.
Sul piano delle capacità, a settembre 2026 il Consiglio ha approvato cinque progetti europei di difesa di interesse comune. Tra questi, il progetto sulla difesa marittima e dei fondali integrata (IMSD) ha investimenti indicativi fino a 72 miliardi di euro, mentre quello su droni e contromisure anti-drone (DECODER) fino a 5 miliardi. Il rapporto cita anche nuove opportunità di formazione, tra cui EMILYO, l’Erasmus militare, sessioni per le guardie costiere ed esercitazioni di cybersicurezza sulla protezione delle infrastrutture marittime critiche.
Il documento precisa che il rapporto è un traguardo intermedio e non la conclusione del processo. Per i prossimi anni indica la necessità di rafforzare la conoscenza della situazione marittima, sviluppare capacità comuni, approfondire la cooperazione tra civili e militari e tra pubblico e privato e consolidare il ruolo dell’Unione come attore globale della sicurezza marittima. La strategia risale al 2014, quando il Consiglio adottò la prima versione con un piano d’azione, aggiornata nel 2023 con una comunicazione congiunta di marzo.

