All’interno della NATO non esiste attualmente l’unanimità sull’adesione dell’Ucraina. Lo ha dichiarato a Kyiv il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, che ha inoltre espresso solidarietà alla Romania dopo l’incidente che ha coinvolto un drone russo.
La Capitale ucraina ha ospitato una riunione del Consiglio Nord Atlantico, il principale organo decisionale della NATO. Durante la conferenza stampa congiunta, il segretario generale ha espresso la volontà di continuare il sostegno militare all’Ucraina, anche attraverso il programma PURL, tramite il quale la NATO fornisce a Kyiv equipaggiamenti statunitensi finanziati da altri Paesi alleati.
Ha inoltre sottolineato la necessità di una cooperazione tra le industrie della difesa dei Paesi dell’Alleanza e quelle ucraine, che oggi porta benefici a Kyiv ma che in futuro potrebbe rafforzare anche la NATO. “Tutto questo rappresenta un investimento nella libertà e nella sicurezza sia dell’Ucraina sia della NATO”, ha dichiarato.
Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato i Paesi europei ad aumentare le forniture dei sistemi chiave di difesa aerea, osservando che gli impegni finanziari previsti dal programma PURL stanno procedendo più lentamente del previsto.
“I missili balistici rappresentano l’ultimo argomento della Russia in questa guerra contro l’Ucraina e dobbiamo trovare una risposta adeguata. Sarebbe quindi molto utile se i nostri partner si concentrassero in particolare sulla protezione contro i missili balistici”, ha affermato.
Trump “sa essere esigente”
Rutte è stato interrogato dai giornalisti ucraini sull’atteggiamento degli Stati Uniti riguardo alla fornitura di aiuti all’Ucraina. L’ex premier olandese ha però difeso l’operato di Washington.
“Gli Stati Uniti stanno facendo tutto ciò che possono per fornire all’Ucraina missili Patriot PAC-2 e PAC-3. Ne sono realmente convinto sulla base di tutte le informazioni a mia disposizione. Tutto ciò che possono fornire, lo stanno fornendo”, ha sostenuto.
Secondo lui, il problema non è un eventuale mancato rispetto degli impegni da parte degli USA nei confronti di Kyiv, bensì il fatto che il peso del sostegno all’Ucraina continui a essere distribuito in modo poco equo tra gli alleati.
“Solo pochi alleati stanno facendo la maggior parte del lavoro in questo campo, ma questo è un problema di cui mi occupo personalmente”, ha assicurato.
“Per l’Ucraina la cosa più importante è che i fondi per acquistare i missili intercettori siano disponibili e che gli Stati Uniti continuino a fornirli. Gli USA continuano inoltre a condividere con Kiev tutte le informazioni d’intelligence fondamentali”, ha aggiunto.
Rutte ha riconosciuto che il ritmo di produzione dell’industria della difesa resta insufficiente, ma ha assicurato di essere in contatto costante con i produttori. “So che lo fa anche il presidente degli Stati Uniti”, ha dichiarato.
Ha poi aggiunto che il presidente Donald Trump ha esercitato forti pressioni sulle aziende americane affinché quadruplicassero la produzione del settore della difesa, non solo dei missili Patriot ma dell’intera industria.
“Ho incontrato uno degli amministratori delegati di queste aziende dopo una riunione alla Casa Bianca. Tremava ancora. Credo quindi che il presidente sia stato estremamente deciso su questo punto”, ha raccontato.
Rutte ha ammesso che Trump “sa essere molto esigente”, ma che allo stesso tempo “sta conducendo colloqui intensi con l’industria”. L’olandese ha concluso sostenendo “che tutti stiamo facendo il massimo possibile”.
Meno categorico riguardo alle prospettive di adesione dell’Ucraina alla NATO, Rutte ha confermato che il Paese si trova su un percorso irreversibile verso l’ingresso nell’Alleanza, ma ha evitato di indicare scadenze o altri dettagli concreti.
“Al momento non c’è unanimità su questa questione”, ha tagliato corto. Tra i Paesi considerati più scettici, o quantomeno più prudenti, rispetto a un invito formale all’Ucraina figurano soprattutto gli Stati Uniti e la Germania.
Rutte ai giovani russi: «Non arruolatevi»
Il segretario generale della NATO ha inoltre espresso solidarietà alla Romania, dove un drone russo ha sconfinato e colpito un edificio residenziale.
“I nostri pensieri, e anche i miei personali, sono rivolti alle persone ferite in questo attacco”, ha dichiarato. Non ha invece commentato gli attacchi ucraini sul territorio russo, compreso il recente raid contro San Pietroburgo.
Ha però rivolto un appello diretto ai giovani russi e alle loro famiglie, invitandoli a non firmare contratti per il servizio militare.
“Vi viene proposto un accordo estremamente svantaggioso. Se andrete a combattere, non riceverete un addestramento adeguato e l’equipaggiamento che vi verrà fornito sarà di scarsa qualità. Esiste una probabilità molto elevata che veniate uccisi o feriti. E se sarete feriti, potreste essere abbandonati a voi stessi, a soffrire nel fango fino alla morte”, ha avvertito.
“Quando parliamo di decine di migliaia di vittime, non si tratta di un’astrazione. È molto possibile che si tratti proprio di voi”, ha concluso.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

