Non ha dubbi il cancelliere tedesco Friedrich Merz su come l’Unione europea dovrebbe implementare la sua politica di allargamento. Per Merz conta il merito, quindi sostiene l’adesione del Montenegro entro il 2030 e sottolinea che l’ingresso del Paese nell’Unione non dovrebbe dipendere dai progressi di altri candidati, compresa la Serbia.

Intervenendo mercoledì (29 luglio), Merz ha affermato che il Montenegro non dovrebbe essere frenato dal ritmo dell’allargamento in altre aree, sostenendo che il Paese abbia in larga parte soddisfatto le condizioni per l’adesione all’Unione e meriti di procedere sulla base dei propri risultati. “Il Montenegro è pronto a entrare. Ha in larga parte soddisfatto tutti i requisiti”, ha dichiarato Merz, secondo quanto riportato dall’emittente serba N1.

Le sue dichiarazioni arrivano mentre alcuni governi dell’Unione chiedono di sincronizzare l’adesione del Montenegro con quella della Serbia, nonostante Belgrado sia in ritardo nel rispetto dei criteri richiesti per l’ingresso nel blocco. “Il Montenegro soddisfa queste condizioni e l’Unione europea deve mantenere la propria parola”, ha dichiarato Merz, aggiungendo che il Paese ha compiuto i maggiori progressi tra tutti gli attuali candidati. “Per questo motivo non dovremmo costringerlo ad aspettare”.

L’Unione europea non ha ammesso un nuovo membro da 13 anni, nonostante abbia ripetutamente dichiarato che l’allargamento rimane aperto ai Paesi europei che soddisfano i criteri di Copenaghen.

La Commissione europea considera il Montenegro il Paese candidato più avanzato, mentre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha più volte descritto l’allargamento come una prospettiva realistica alla luce degli sforzi di riforma compiuti da Podgorica.

Il Montenegro ha costantemente sostenuto che l’ingresso nell’Unione entro il 2028 rimane un obiettivo raggiungibile. È l’unico Paese candidato ad aver aperto tutti i capitoli negoziali, con più della metà già chiusi provvisoriamente. La Serbia, al contrario, continua a rimanere indietro nel proprio processo di adesione.

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La spinta franco-tedesca per rilanciare l’allargamento

L’intervento di Merz si inserisce in un’iniziativa franco-tedesca più ampia presentata a giugno per dare nuovo slancio all’allargamento dell’Unione europea. Durante il vertice dei Balcani occidentali a Tivat, Merz ha sostenuto che l’Unione europea debba dimostrare sia la capacità sia la volontà politica di ampliarsi, descrivendo l’assenza di nuovi Stati membri da oltre un decennio come una dimostrazione delle carenze interne all’Unione stessa.

Anche von der Leyen ha chiesto un processo di adesione più rapido e credibile, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha sposato l’idea di una “integrazione graduale”, che permetterebbe ai Paesi candidati di partecipare progressivamente a specifiche politiche e istituzioni dell’Unione europea prima della piena adesione.

La proposta garantirebbe ai candidati impegnati nelle riforme benefici concreti durante i negoziati, consentendo allo stesso tempo a Bruxelles di invertire il processo di maggiore integrazione qualora i governi facessero marcia indietro rispetto ai principi democratici fondamentali di Bruxelles.

La nuova spinta arriva mentre la guerra della Russia contro l’Ucraina ha profondamente modificato l’agenda dell’allargamento dell’Unione, con Bruxelles che considera sempre più l’adesione uno strumento geopolitico per rafforzare il vicinato orientale e sud-orientale dell’Europa.

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Le divisioni interne restano

Nonostante il sostegno diffuso dell’opinione pubblica all’adesione europea, il panorama politico del Montenegro rimane diviso tra forze sovraniste e forze filoserbe.

Il campo sovranista sottolinea una distinta identità nazionale montenegrina e la propria statualità, mentre i partiti filoserbi considerano i montenegrini parte di una più ampia nazione serba e sostengono legami politici, culturali e religiosi più stretti con Belgrado.

Secondo il censimento del Montenegro del 2023, circa il 41% dei cittadini si identifica come montenegrino e circa il 33% come serbo: un equilibrio demografico che continua a influenzare le elezioni e la formazione delle coalizioni.

I partiti filoserbi restano tra gli attori politici più influenti del Paese e sono ampiamente considerati il principale canale dell’influenza politica di Belgrado all’interno del Montenegro. Sebbene tutti i principali partiti sostengano ufficialmente l’adesione, persistono preoccupazioni secondo cui le forze filoserbe potrebbero rallentare o ostacolare il percorso europeo di Podgorica qualora cambiassero gli orientamenti politici provenienti da Belgrado.

Il Montenegro ha presentato domanda di adesione all’Unione europea nel 2008 e rimane il più avanzato tra i candidati dei Balcani occidentali. È l’unico Paese candidato ad aver aperto tutti i capitoli negoziali e ne ha chiusi provvisoriamente più della metà.

Sebbene Podgorica abbia fissato il 2028 come data obiettivo per l’adesione, molti funzionari europei considerano questa tempistica ambiziosa, vista la complessità delle riforme ancora necessarie e il requisito dell’approvazione unanime da parte di tutti i 27 Stati membri in ogni fase del processo di adesione.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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