La Polonia deve prepararsi a possibili nuove provocazioni russe lungo il fianco orientale dell’Unione europea. A lanciare l’allarme è il primo ministro polacco Donald Tusk, che ha riferito di una “minaccia diretta” a un valico di frontiera sventata nella notte tra 9 e 10 settembre grazie alla cooperazione tra i servizi polacchi e ucraini.

“La scorsa notte, grazie alla cooperazione tra i nostri servizi e i loro omologhi ucraini, è stata scongiurata una minaccia diretta a un valico di frontiera”, ha dichiarato Tusk ieri (10 settembre), al termine dell’incontro dei leader del Gruppo di Visegrád in Slovacchia. Il premier non ha tuttavia fornito dettagli sulla natura della minaccia né indicato quale valico sarebbe stato coinvolto.

Secondo Tusk, l’accaduto rappresenta un possibile anticipo di una più ampia strategia russa volta a colpire infrastrutture e collegamenti lungo i confini dell’Ucraina. “La Russia ha già fatto ricorso ad attacchi provocatori contro i valichi di frontiera, per esempio in Moldova”, ha spiegato il premier, aggiungendo che Varsavia si aspetta “azioni simili” anche contro i valichi di frontiera con l’Ucraina in altri Paesi, inclusa la Polonia.

Le dichiarazioni di Tusk arrivano a poche ore da un attacco russo contro il valico di Starokozache, nella regione di Odessa, nel sud dell’Ucraina, vicino al confine con la Moldova, nonché all’avvistamento di droni a Chișinău che hanno causati disagi all’aeroporto cittadino, tra cui un ritardo nel decollo del volo verso la Norvegia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

I leader del Gruppo di Visegrád annunciano il ritorno a una stretta cooperazione

Le guardie di frontiera ucraine hanno riferito che, nelle ultime settimane, la Russia ha colpito cinque valichi di frontiera: quattro lungo il confine moldavo e uno al confine con la Romania, Stato membro dell’Unione europea e della NATO.

Gli attacchi sembrano inserirsi nella più ampia strategia di Mosca volta a interrompere le infrastrutture logistiche e le rotte commerciali utilizzate da Kyiv. Il rischio è che la pressione sulle infrastrutture di confine finisca per coinvolgere direttamente anche i Paesi membri dell’Unione confinanti con l’Ucraina.

A rafforzare le preoccupazioni di Varsavia contribuisce anche un rapporto ricevuto da Tusk direttamente dal direttore della CIA John Ratcliffe, recatosi recentemente a Mosca. Il premier polacco ha parlato di un documento “piuttosto preciso” relativo ai possibili sviluppi dei prossimi mesi.

“La Polonia e l’intera Europa devono essere preparate a diversi scenari”, ha affermato Tusk, sottolineando che l’attenzione non deve concentrarsi esclusivamente sul fronte russo-ucraino, ma anche sul “fianco orientale dell’Unione europea”.

Per Varsavia, il tema assume particolare rilevanza. La Polonia è uno dei principali sostenitori militari e politici dell’Ucraina e rappresenta uno dei Paesi strategicamente più esposti sul fianco orientale della NATO.

Il livello di allerta in patria è aumentato ulteriormente dopo la violazione dello spazio aereo polacco da parte di un missile da crociera russo Kh-101 durante un attacco su larga scala contro l’Ucraina alla fine di luglio. Il missile è successivamente precipitato nei pressi di Tarnawa-Kolonia, nella Polonia orientale, a circa 80 chilometri dal confine ucraino.

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