L’Unione europea ha compiuto un nuovo passo avanti verso un’infrastruttura europea di servizi in orbita, firmando, insieme a Grecia, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia, una dichiarazione congiunta a sostegno della missione pilota ISOS (In-Space Operations and Services). La firma è avvenuta lo scorso 10 giugno all’International Airshow di Berlino.
“L’Europa mantiene il suo ruolo guida per l’azione nello spazio compiendo il primo passo verso lo sviluppo di una nuova capacità per le operazioni e i servizi nello spazio, creando nuove opportunità commerciali per i talenti europei nella fiorente economia orbitale”, ha affermato in una nota il Commissario per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius.
Come sottolinea la Commissione UE in una nota, l’obiettivo dell’ISOS è quello di ridurre i costi di sostituzione e garantire la protezione e l’uso a lungo termine delle risorse spaziali europee e svolgerà compiti come la cattura e il riposizionamento dei satelliti, l’ispezione e le riparazioni satellitari, la logistica nello spazio, la produzione nello spazio e la rimozione dei detriti, aiutando così l’Europa a servire, riparare ed estendere il ciclo di vita dei sistemi spaziali una volta in orbita.
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Subito dopo la firma delle dichiarazioni, si è svolta una cerimonia con i leader dell’industria e della ricerca per celebrare l’avvio della fase operativa della Missione Pilota ISOS, sancito dal lancio di 6 ambiziosi progetti del programma Horizon Europe. Questi progetti sono coordinati da Thales Alenia Space (FR), Leonardo (IT), The Exploration Company (DE), ArianeGroup (DE), Planetek (IT) e dall’Università RWTH di Aquisgrana (DE).
Secondo quanto riferito da Bruxelles, l’ISOS contribuirà alla promozione di una nuova economia nello spazio, nonché alla protezione delle risorse spaziali, salvaguardando la libertà dell’UE di agire nello spazio. Infatti, secondo la Commissione, “con l’intensificarsi della concorrenza mondiale, è imperativo mantenere le capacità dell’Europa alla pari con i concorrenti” e agire nello spazio si configura come una capacità strategica fondamentale per una potenza spaziale.
La dichiarazione è aperta a ulteriori firme dopo che Germania, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna avevano già firmato la dichiarazione l’anno scorso. Anche la Commissione europea e l’Agenzia spaziale europea hanno firmato la stessa dichiarazione, sigillando la loro cooperazione spaziale di lunga data: la loro ambizione comune è sostenere la commercializzazione e l’industrializzazione delle attività spaziali, abilitando nuovi servizi in orbita e valorizzando le tecnologie europee.
[Maria Vittoria Braschi]

