Una nuova ondata di allarmi bomba ha interessato venerdì 6 novembre oltre una dozzina di voli commerciali europei, dopo i quasi trenta episodi segnalati il giorno precedente. Le minacce, finora risultate infondate nei casi verificati, hanno coinvolto nuovamente diversi aeroporti europei, provocando deviazioni e controlli di sicurezza. In Irlanda, gli allarmi si sono estesi anche alle redazioni giornalistiche, mentre il governo di Dublino ha annunciato un rafforzamento delle misure precauzionali in vista del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea previsto il 12 e 13 novembre.
La Commissione europea ha ribadito che la responsabilità delle indagini spetta alle autorità nazionali, confermando tuttavia l’attivazione di un meccanismo comunitario per la condivisione delle informazioni sulla sicurezza aerea.
“Prendiamo queste minacce molto sul serio e qualsiasi minaccia contro i civili è assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato venerdì la portavoce della Commissione europea per i Trasporti, Anna-Kaisa Itkonen, durante il briefing quotidiano con la stampa a Palazzo Berlaymont. “La nostra priorità assoluta è garantire la sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini”, ha aggiunto.
La portavoce ha precisato che, pur spettando agli Stati membri la responsabilità principale delle indagini, Bruxelles mantiene i contatti con l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) e con le autorità nazionali.
“In qualità di Commissione, noi svolgiamo un ruolo di regolamentazione: abbiamo stabilito norme specifiche che riguardano la sicurezza dell’aviazione. Il nostro compito, in questo momento, consiste nel coordinare gli Stati membri affinché vi sia una visione completa e chiara della situazione”, ha spiegato Itkonen.
La portavoce ha inoltre ricordato che giovedì il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha preso contatto con l’EASA e che la Commissione ha attivato il meccanismo europeo di condivisione delle informazioni sulla sicurezza aerea. Il sistema prevede riunioni periodiche tra i rappresentanti degli Stati membri per favorire lo scambio di informazioni sugli episodi segnalati.
Nuovi allarmi sui voli europei
Secondo un bilancio diffuso dall’AFP nel primo pomeriggio di venerdì, almeno nove voli in partenza o in arrivo a Praga e due voli diretti a Sofia sono stati interessati da nuove minacce. Un ulteriore allarme ha riguardato un aereo Ryanair sulla tratta Roma-Lisbona, sottoposto a controlli dopo l’atterraggio nella capitale portoghese. Le verifiche non hanno individuato esplosivi o oggetti sospetti.
Un volo Wizz Air partito da Praga e diretto a Roma Fiumicino è stato invece dirottato sull’aeroporto di Venezia dopo una segnalazione anonima. L’aereo è atterrato in sicurezza ed è stato sottoposto alle procedure di controllo previste.
Nuove minacce sono state segnalate anche all’aeroporto di Copenaghen, dove la polizia danese è intervenuta per il secondo giorno consecutivo. Le autorità hanno precisato che, secondo le valutazioni iniziali, non vi erano pericoli immediati per i passeggeri e che il traffico aereo continuava regolarmente.
In Romania, un volo della compagnia Tarom proveniente da Praga e diretto a Bucarest ha ricevuto una minaccia, successivamente rivelatasi infondata.
La successione degli episodi segue la giornata del 5 novembre, quando almeno 27 voli erano stati interessati da analoghe segnalazioni, con l’intervento in diversi casi di caccia militari e il dirottamento precauzionale di alcuni velivoli.
Irlanda, minacce anche ai media. Dublino prepara il vertice europeo
Particolare preoccupazione desta l’estensione degli allarmi alle redazioni giornalistiche irlandesi. Venerdì mattina sono state evacuate, tra le altre, le sedi dell’emittente pubblica RTÉ, del quotidiano Irish Independent e delle emittenti Newstalk, Today FM e Virgin Media, dopo la ricezione di messaggi contenenti minacce di attentati.
Le trasmissioni radiofoniche di RTÉ sono state temporaneamente interrotte, mentre la polizia irlandese ha avviato le verifiche negli edifici interessati.
Il governo irlandese, in una nota diffusa dal primo ministro Micheál Martin, ha definito le minacce ai media “molto gravi”, osservando che episodi analoghi hanno perturbato il traffico aereo europeo negli ultimi giorni.
“Sembra probabile che si tratti di una campagna coordinata per creare disagi”, si legge nella nota del governo, che sottolinea tuttavia come resti ancora da accertare chi sia responsabile delle minacce.
La polizia irlandese aveva già considerato il rischio di falsi allarmi bomba nell’organizzazione degli appuntamenti legati alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, in particolare in vista del vertice europeo che Dublino ospiterà il 12 e 13 novembre.
Le autorità stanno applicando i protocolli di sicurezza predisposti e collaborano con le forze armate e gli organismi competenti per la sicurezza informatica e aerea, mantenendo contatti costanti con i partner europei.
“La priorità è garantire la sicurezza delle persone”, ha ribadito il governo irlandese.
Le ipotesi sulle responsabilità e il rischio di minacce ibride
La successione ravvicinata degli allarmi ha alimentato interrogativi sulla possibile esistenza di un’azione coordinata finalizzata a provocare disagi al sistema dei trasporti europei e, ora, anche agli organi di informazione.
Secondo quanto riportato da Reuters, alcune delle email contenenti le minacce sarebbero state inviate utilizzando il nome di “Mikhail Andropov”, accompagnato da riferimenti a una più ampia campagna contro i trasporti europei. L’agenzia non ha tuttavia potuto verificare l’identità del mittente né stabilire un collegamento tra i diversi episodi.
Nei giorni precedenti, altri messaggi erano stati firmati da sedicenti membri di “Male State”, organizzazione estremista russa di orientamento ultranazionalista e misogino, dichiarata illegale in Russia nel 2021. Il fondatore del movimento, Vladislav Pozdnyakov, ha negato qualsiasi coinvolgimento negli allarmi.
L’ipotesi di una campagna di destabilizzazione o di guerra ibrida rimane quindi oggetto di valutazione, senza che siano emersi elementi conclusivi sull’identità degli autori o sull’esistenza di un’unica regia.
La Commissione europea mantiene per il momento una posizione prudente. Già giovedì il commissario Tzitzikostas aveva sottolineato che era prematuro stabilire eventuali collegamenti tra gli episodi segnalati, ribadendo che le indagini proseguono a livello nazionale.
L’attivazione del meccanismo di condivisione delle informazioni rappresenta quindi, per Bruxelles, il principale strumento di coordinamento europeo, mentre le autorità dei singoli Stati continuano gli accertamenti per individuare i responsabili delle minacce.
Didascalia: foto di repertorio. Aeroporto di Roma Fiumicino. Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44594173

