Il giornalista investigativo Christo Grozev offrirà il proprio contributo per sostenere gli sforzi della sua Bulgaria natale nel contrastare la disinformazione e le minacce ibride in vista delle elezioni parlamentari anticipate del Paese, mentre le autorità mettono in guardia da un’intensificazione delle interferenze straniere e delle campagne di manipolazione.

Il primo ministro ad interim Andrey Gyurov e la ministra degli Esteri Nadezhda Neynski hanno tenuto colloqui online con Grozev sui rischi che incombono sulla Bulgaria, tra cui l’influenza esterna, le cosiddette “misure attive” e la disinformazione coordinata. Il giornalista è stato invitato a contribuire a un meccanismo di nuova istituzione presso il ministero degli Affari Esteri, volto a contrastare le minacce ibride nel periodo che precede il voto, ha annunciato il Consiglio dei ministri.

Grozev avrebbe condiviso analisi tratte dal suo lavoro investigativo sull’individuazione di reti di spionaggio e operazioni ibride, comprese le recenti rivelazioni su agenti russi operanti all’interno dell’Unione europea. Ha inoltre richiamato le conclusioni dell’Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons secondo cui il trafficante d’armi bulgaro Emilian Gebrev è stato avvelenato con un agente nervino del gruppo “Novichok”.

Le autorità bulgare hanno dichiarato che il nuovo meccanismo è pensato per fornire una risposta istituzionale tempestiva, strutturata e integrata alle minacce ibride, alle interferenze straniere e alla manipolazione dell’informazione. Grozev ha accettato di contribuire con le informazioni raccolte in anni di indagini su influenze malevole e operazioni occulte.

Christo Grozev è noto per il suo lavoro nello smascherare reti di spionaggio e operazioni segrete legate alla Russia. Ha acquisito notorietà internazionale grazie alle sue indagini con Bellingcat, tra cui l’identificazione degli agenti responsabili dell’avvelenamento nel 2018 dell’ex agente russo Sergei Skripal nel Regno Unito con un agente nervino Novichok, nonché l’individuazione dei responsabili dell’avvelenamento del critico del Cremlino Alexei Navalny. Le ricerche a cui ha contribuito hanno inoltre sostenuto il documentario Navalny vincitore dell’Oscar nel 2023. Nel 2025, Grozev si è unito al progetto mediatico austriaco Jetzt, dove lavora sia come reporter sia come mentore per giovani giornalisti investigativi.

Nel dicembre 2022, Grozev è stato inserito nella lista dei ricercati dalla Russia, anche se le accuse restano poco chiare. All’inizio del 2023 ha annunciato che non sarebbe tornato in Austria, dove aveva vissuto per anni, citando motivi di sicurezza e denunciando una significativa presenza di agenti e informatori russi a Vienna.

Grozev ha ripetutamente avvertito che la Bulgaria è un obiettivo chiave per i servizi di intelligence russi, descrivendo il Paese come un “bersaglio facile” con un’alta concentrazione di operativi. In precedenza, intervenendo davanti a una commissione parlamentare che supervisiona i servizi di intelligence, ha criticato la lentezza delle indagini sulle esplosioni nei depositi militari bulgari, collegate a precedenti inchieste di Bellingcat. Secondo lui, le autorità bulgare avrebbero minimizzato un possibile coinvolgimento dell’agenzia di intelligence militare russa GRU nei contatti con partner stranieri, presentando gli episodi come violazioni della sicurezza piuttosto che come possibili atti di sabotaggio.

Attivato il sistema di allerta rapido dell’Unione europea

Parallelamente alle misure interne, la Bulgaria si è rivolta all’Unione europea per ottenere supporto. Il Paese ha richiesto assistenza tecnica ed esperta alla Commissione europea e al Servizio europeo per l’Azione Esterna per contrastare la disinformazione e le interferenze straniere in vista delle elezioni del 19 aprile.

La richiesta include l’attivazione del Sistema di allerta rapido dell’Unione, un meccanismo concepito per sostenere gli Stati membri durante i periodi elettorali, individuando e contrastando le campagne di disinformazione. La partecipazione al sistema è volontaria e coinvolge grandi aziende tecnologiche, organizzazioni non governative e reti di fact-checking impegnate a rilevare e segnalare tentativi coordinati di manipolazione.

Il sistema è stato attivato anche recentemente in relazione alle elezioni parlamentari in Ungheria previste per il 12 aprile, a testimonianza delle più ampie preoccupazioni regionali riguardo alle interferenze elettorali.

Il ministero degli Esteri istituisce un’unità di coordinamento

Grozev sosterrà, secondo quanto riportato, il nuovo meccanismo istituito presso il Ministero degli Affari Esteri bulgaro con la sua esperienza, fornendo analisi e informazioni utili a individuare ed esporre influenze malevole. La struttura è entrata in funzione il 23 marzo, nel contesto di aspettative di un aumento dei tentativi di manipolazione dell’informazione, in particolare su temi di politica estera, nell’ambito degli sforzi più ampi per contrastare disinformazione e minacce ibride prima delle elezioni.

Il meccanismo è guidato dall’ambasciatrice per la resilienza Maria Spasova, sotto la supervisione del viceministro degli Esteri ad interim Velizar Shalamanov. Opererà come gruppo di lavoro interno, riunendo diverse unità del ministero per garantire monitoraggio, analisi e risposta coordinati.

Tra i suoi compiti principali figurano il monitoraggio centralizzato della disinformazione e delle interferenze straniere, la preparazione di valutazioni dei rischi e la redazione di rapporti analitici per la leadership del ministero, anche in relazione all’organizzazione del voto all’estero.

Le autorità affermano che il meccanismo è progettato per migliorare il coordinamento e la comunicazione istituzionali di fronte alle minacce ibride, rafforzando al contempo la cooperazione con i partner internazionali.

Il governo ha sottolineato che la nuova struttura lavorerà a stretto contatto con gli organismi dell’Unione europea e della NATO, nonché con organizzazioni della società civile ed esperti accademici. Questo quadro di cooperazione più ampio è considerato essenziale per affrontare minacce ibride complesse che spesso attraversano i confini nazionali e coinvolgono molteplici attori.

In precedenza, il governo aveva inoltre segnalato un aumento delle indicazioni di possibili violazioni elettorali durante il primo briefing del Consiglio di coordinamento incaricato di preparare le elezioni, alimentando ulteriormente le preoccupazioni sull’integrità del voto imminente.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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