A due anni dalla denuncia presentata dalle organizzazioni non governative francesi Ligue des droits de l’homme (LDH) e Utopia 56, è stata avviata un’indagine nei confronti di Fabrice Leggeri per presunta complicità in crimini contro l’umanità e tortura. I reati contestati sarebbero stati commessi da Leggeri attraverso l’applicazione di una politica violenta volta a ostacolare l’accesso dei migranti all’Unione europea durante il suo mandato come direttore dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex).

Leggeri ha ricoperto il ruolo di direttore di Frontex tra il 2015 e il 2022, dunque nel pieno della crisi migratoria nel Mediterraneo. Si è dimesso a seguito di un rapporto dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che ha acceso i riflettori sulle presunte irregolarità del personale dell’agenzia nella gestione dei flussi migratori e sulla scarsa trasparenza in relazione ad alcuni incidenti. Successivamente è entrato in politica, candidandosi e venendo eletto al Parlamento europeo nel 2024 con il partito di estrema destra Rassemblement National (RN | PfE).

Con l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Corte d’appello di Parigi, quello nei confronti di Leggeri rappresenta il primo procedimento giudiziario che coinvolge una persona fisica per presunti reati legati alle attività di Frontex, ma l’agenzia è sotto pressione da anni. A partire dal 2019, diverse inchieste giornalistiche hanno sollevato dubbi sul suo operato, rafforzati nel 2021 dalla commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento europeo (LIBE), secondo cui Frontex era venuta conoscenza di violazioni dei diritti umani e non era intervenuta in modo efficace per impedirle.

Il punto di svolta è stato proprio il rapporto di OLAF, che ha accusato i vertici dell’agenzia non solo di inerzia, ma anche di aver deliberatamente coperto operazioni di respingimento illegale condotte soprattutto dalla Grecia, e che ha portato alle dimissioni di Leggeri. Le operazioni di pushback, che secondo OLAF sarebbero state compiute da Frontex, sono infatti in pieno contrasto con il diritto internazionali.

Accanto al tema dei respingimenti, un altro filone di critiche riguarda la gestione delle operazioni di ricerca e soccorso in mare di Frontex. Alcune ONG, tra cui Sea-Watch, hanno accusato l’agenzia europea di non intervenire tempestivamente in situazioni di pericolo, contribuendo indirettamente a tragedie nel Mediterraneo.

L’agenzia ha sempre respinto queste accuse, sostenendo di operare nel rispetto del proprio mandato e di non avere competenze dirette di coordinamento dei soccorsi, che spettano agli Stati. Quando nel febbraio del 2023 si verificò un naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo di Cutro, sulla sponda tirrenica della Calabria, ad esempio, Hans Leijtens, direttore di Frontex succeduto a Leggeri, dichiarò che l’agenzia non aveva spazio di manovra e che “la decisione se far intervenire la Guardia di Finanza o istituire un’operazione SAR spettava unicamente all’Italia”.

Anche Leggeri stesso ha respinto le accuse relative ai pushback, così come ogni altra possibile responsabilità, tra cui l’eventuale mancata adozione di misure efficaci per prevenire violazioni o l’ostacolo ai meccanismi interni di controllo sui diritti fondamentali, che costituirebbe il nucleo degli illeciti per cui è indagato.

Marine Le Pen, leader del partito di cui fa parte l’ex direttore di Frontex, ha denunciato una presunta politicizzazione della vicenda. “Il popolo francese, che sta subendo le drammatiche conseguenze dell’immigrazione di massa, non si lascerà ingannare da una rozza manovra di un’organizzazione di estrema sinistra”, ha dichiarato.

L’inchiesta potrebbe avere conseguenze anche sul futuro dell’agenzia. Nel luglio 2024 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un rafforzamento di Frontex, sia in termini di personale sia di risorse materiali ed economiche. Questo implica una revisione del regolamento dell’agenzia, aggiornato l’ultima volta nel 2019, che dovrebbe concludersi nel corso del 2026.

, , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *