Il Giappone entra ufficialmente a far parte di Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione. L’accordo di associazione è stato firmato giovedì 30 luglio a Bruxelles dalla vicedirettrice generale della direzione generale Ricerca e innovazione della Commissione europea, Maria Cristina Russo, e dall’ambasciatore del Giappone presso l’Unione europea, Hamada Takashi. Con la firma odierna, Tokyo diventa così il 23° Paese associato al programma e, con circa 123 milioni di abitanti, il più popoloso tra quelli che partecipano al principale strumento europeo per il finanziamento della ricerca.
“La scienza prospera quando talenti, idee e innovazione attraversano i confini. Come 23° Paese associato a Horizon Europe, il Giappone rafforza una comunità globale sempre più ampia che ritiene apertura, eccellenza e cooperazione internazionale elementi essenziali per trasformare la ricerca in innovazione e l’innovazione in prosperità”, ha dichiarato in una nota la commissaria europea per le Startup, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zaharieva.
Secondo quanto riferisce la Commissione UE, l’intesa permetterà a ricercatori, università, centri di ricerca e imprese giapponesi di partecipare ai bandi del secondo pilastro di Horizon Europe alle stesse condizioni dei soggetti degli Stati membri e degli altri Paesi associati. Le organizzazioni giapponesi potranno coordinare consorzi multinazionali, ottenere finanziamenti direttamente dal programma europeo e lavorare insieme alle principali istituzioni scientifiche e industriali europee.
La partecipazione del Giappone riguarda il Pilastro II di Horizon Europe, che dispone di una dotazione di 52,4 miliardi di euro e finanzia progetti multinazionali di ricerca e innovazione su grandi sfide sociali ed economiche, tra cui clima, energia, salute e trasformazione digitale. Il Giappone contribuirà finanziariamente al bilancio del programma per coprire la partecipazione delle proprie organizzazioni.
“L’associazione del Giappone al Pilastro II rappresenta una tappa importante del nostro partenariato scientifico e tecnologico. Offre un quadro molto efficace per affrontare le sfide globali e rafforzare la competitività industriale”, ha affermato Russo durante la cerimonia di firma. La vicedirettrice generale ha sottolineato che l’accordo renderà più semplice la cooperazione tra ricercatori, innovatori, università, organismi di ricerca e imprese delle due parti.
I negoziati tra la Commissione europea e il governo giapponese si erano conclusi nel dicembre 2025. Da gennaio 2026 erano già in vigore disposizioni transitorie che consentivano ai soggetti giapponesi di candidarsi ai bandi del Pilastro II e di essere valutati come potenziali beneficiari.
Secondo quanto riferito da Hamada, nei primi mesi dell’anno sono state già presentate numerose domande da parte di organizzazioni giapponesi. “Ho sentito personalmente molti portatori di interesse esprimere grandi aspettative nei confronti di questo accordo e sono rimasto profondamente colpito dal forte interesse e dall’entusiasmo che ha generato”, ha dichiarato l’ambasciatore. Hamada ha definito la firma “una tappa importante”, destinata a permettere a ricercatori, università, centri di ricerca e imprese giapponesi ed europei di unire conoscenze di livello mondiale e produrre nuove innovazioni.
“Questa cooperazione sarà approfondita in settori strategici come i semiconduttori, l’intelligenza artificiale, i materiali avanzati, l’idrogeno pulito, lo spazio, gli oceani e la salute”, ha spiegato Russo. “I nostri ricercatori potranno assumere un ruolo guida nelle tecnologie che saranno determinanti nei prossimi decenni”, ha aggiunto, indicando tra gli obiettivi comuni la lotta al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità, la transizione energetica e digitale e la costruzione di catene di approvvigionamento più resilienti.
Secondo la rappresentante della Commissione, tuttavia, il valore dell’associazione va oltre l’accesso ai finanziamenti. “Si tratta di collegare i nostri ecosistemi della ricerca e dell’innovazione, rafforzare il dialogo tra i responsabili politici e costruire partenariati duraturi basati sull’eccellenza, sull’apertura e sulla fiducia reciproca”, ha affermato Russo, definendo l’intesa anche un forte segnale politico della fiducia esistente tra Bruxelles e Tokyo.
Il Giappone e l’Unione europea condividono, ha ricordato Hamada, valori fondamentali come libertà, democrazia e Stato di diritto. La cooperazione scientifica assume inoltre un rilievo crescente di fronte a sfide transfrontaliere quali il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, la preparazione alle malattie infettive e lo sviluppo accelerato di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico.
“In questa fase, la necessità di approfondire la cooperazione tra il Giappone e l’Unione europea nella scienza, nella tecnologia e nell’innovazione, in quanto partner fidati, è maggiore che mai”, ha dichiarato l’ambasciatore. “L’accordo non promuoverà soltanto la ricerca congiunta, ma rafforzerà anche gli scambi tra ricercatori di eccellenza e gli ecosistemi della ricerca e dell’innovazione di entrambe le parti”.
Hamada ha inoltre evidenziato le possibili ricadute industriali dell’intesa. “L’accordo dovrebbe creare nuove opportunità per la collaborazione internazionale e lo sviluppo delle attività economiche, comprese quelle delle startup”, ha affermato. Secondo l’ambasciatore, i risultati della cooperazione potranno contribuire alla crescita economica, al rafforzamento della competitività industriale e alla ricerca di soluzioni per le principali sfide sociali comuni.
I partecipanti giapponesi continueranno ad avere accesso anche alle parti di Horizon Europe aperte ai Paesi terzi, tra cui il pilastro dedicato alla scienza di eccellenza, quello sull’Europa innovativa e le azioni Marie Skłodowska-Curie, che sostengono la formazione dottorale, la ricerca post-dottorato, la mobilità e la collaborazione scientifica internazionale.
Con un bilancio complessivo di 93,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, Horizon Europe rappresenta il principale programma europeo per la ricerca e l’innovazione. L’ingresso del Giappone rafforza una cooperazione scientifica avviata con l’accordo bilaterale sulla scienza e la tecnologia e progressivamente estesa a settori come l’intelligenza artificiale, i materiali avanzati, l’elettronica, la mobilità, l’energia e la scienza basata sui dati.
[a cura di Simone Cantarini]

