Le commissioni Mercato interno e Libertà civili del Parlamento europeo hanno approvato mercoledì la loro posizione congiunta sulla proposta di semplificazione, il cosiddetto pacchetto omnibus, della legge europea sull’Intelligenza artificiale.
Il testo è stato adottato mercoledì con 101 voti a favore, 9 contrari e 8 astensioni e apre ora la strada al passaggio in plenaria, previsto per il 26 marzo, dopo il quale potranno iniziare i negoziati con il Consiglio. Tra i punti principali figurano il rinvio di alcune scadenze per i sistemi di IA ad alto rischio, l’introduzione di date applicative più chiare e la proposta di vietare i deepfake con contenuti sessuali.
L’eurodeputata del Partito popolare europeo (PPE) e correlatrice del dossier, Arba Kokalari, della commissione Mercato interno, ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a norme “prevedibili, immediate e semplificate” che eliminino le sovrapposizioni con la legislazione settoriale e riducano la frammentazione tra gli Stati membri.
Secondo l’eurodeputata del PPE, le imprese “hanno ora bisogno di chiarezza sul fatto che siano ad alto rischio o meno” e, se l’Europa vuole restare competitiva, deve “aumentare gli investimenti e semplificare l’uso dell’IA, non penalizzare le aziende che introducono funzionalità innovative di IA in prodotti sicuri”.
Da parte sua l’eurodeputato di Renew Europe Michael McNamara, correlatore della commissione Libertà civili, ha sottolineato l’importanza del compromesso raggiunto include anche il divieto delle cosiddette applicazioni di “nudità”, una misura che, a suo giudizio, “i cittadini si aspettano dai colegislatori”.
Il cuore della proposta riguarda soprattutto il calendario di applicazione delle norme per i sistemi di IA ad alto rischio. Gli eurodeputati concordano sulla necessità di rinviare l’attivazione di alcune disposizioni, partendo dal presupposto che gli standard tecnici fondamentali potrebbero non essere pronti entro l’attuale scadenza del 2 agosto 2026.
Allo stesso tempo gli eurodeputati richiedono di sostituire l’incertezza con date precise. Per i sistemi ad alto rischio esplicitamente elencati nel regolamento — inclusi quelli che coinvolgono la biometria e quelli impiegati in infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, forze dell’ordine, giustizia o gestione delle frontiere — il nuovo termine proposto è il 2 dicembre 2027.
Per i sistemi di IA che rientrano nella legislazione settoriale europea sulla sicurezza e sulla sorveglianza del mercato, oppure che vengono utilizzati come componenti di sicurezza in prodotti già disciplinati da quella normativa, la data indicata slitta invece al 2 agosto 2028.
Il Parlamento interviene anche sugli obblighi di trasparenza per i contenuti generati con l’IA. Gli eurodeputati sono favorevoli a concedere più tempo ai fornitori per adeguarsi alle regole sul watermarking di contenuti audio, immagini, video o testi creati artificialmente, così da renderne riconoscibile l’origine. Tuttavia, rispetto alla proposta iniziale della Commissione, suggeriscono una proroga più contenuta: il termine verrebbe spostato al 2 novembre 2026 e non al 2 febbraio 2027.
Sul piano politico, uno dei punti più sensibili è l’introduzione di un nuovo divieto per i sistemi di deepfake con contenuti sessualmente espliciti. Nella posizione adottata, gli eurodeputati chiedono di vietare i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per creare o manipolare immagini sessualmente esplicite o intime che assomigliano a una persona reale identificabile, senza il suo consenso. Il divieto non scatterebbe, però, per quei sistemi che integrano misure di sicurezza efficaci in grado di impedire agli utenti di generare questo tipo di immagini.
La proposta contiene anche misure pensate per aumentare la flessibilità del quadro normativo e alleggerire il carico sulle imprese, in particolare su quelle più piccole. Gli eurodeputati sostengono la possibilità per i fornitori di trattare dati personali allo scopo di individuare e correggere eventuali pregiudizi nei sistemi di IA, ma introducono garanzie per limitare questa possibilità ai soli casi strettamente necessari. Inoltre, appoggiano l’idea di estendere alcune misure di sostegno anche oltre la soglia formale di PMI, così da non penalizzare le imprese europee proprio nel momento in cui crescono e superano lo status che consente loro di beneficiare di determinati aiuti.
Altro punto riguarda il coordinamento tra l’AI Act e la legislazione europea settoriale sulla sicurezza dei prodotti. Per evitare sovrapposizioni tra regole diverse, il Parlamento sostiene che gli obblighi della legge sull’intelligenza artificiale possano essere meno stringenti per quei prodotti già disciplinati da normative specifiche, come dispositivi medici, apparecchiature radio, giocattoli e altri beni regolamentati. In questi casi, la Commissione dovrebbe poi intervenire per aggiornare le norme di settore e colmare eventuali lacune.
[a cura di Simone Cantarini]

