Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha annunciato profonde riforme nelle forze armate e il ritorno negli USA di decine di migliaia di militari. Ha inoltre presentato la creazione di un nuovo comando dedicato all’intelligenza artificiale – o alla “superintelligenza”, come la definisce Donald Trump – e un rafforzamento del ruolo della religione nelle forze armate.
Presso la base dei Marines di Quantico, vicino Washington, nel corso di quello che è stato definito un “discorso sullo stato delle forze armate”, Hegseth ha annunciato sei nuove iniziative. Tra queste figurano la costruzione di “nuove e belle basi” per le unità che rientreranno negli Stati Uniti, la creazione di un Comando per la guerra autonoma e l’istituzione di un Ufficio per gli Affari religiosi. Il segretario alla Guerra prevede inoltre una riduzione del 20% delle posizioni di generali e ammiragli.
A capo del nuovo Comando per la guerra autonoma sarà posto un generale a quattro stelle. Per motivare la creazione della nuova struttura, Hegseth ha fatto riferimento all’esperienza della guerra in Ucraina. Ha inoltre annunciato una modifica delle procedure con cui le forze armate acquisiscono, testano e utilizzano droni e armi analoghe.
I soldati americani torneranno negli Stati Uniti
Il capo del Pentagono ha sottolineato che “sotto la guida di questo comandante delle forze armate stiamo riportando a casa decine di migliaia dei nostri migliori soldati”.
“Stiamo aumentando di decine di migliaia gli effettivi delle forze congiunte e spostando l’attenzione dove deve essere: sulla difesa della patria e del nostro emisfero, mantenendo al contempo la superiorità su qualsiasi minaccia globale”, ha dichiarato Hegseth, citato dall’agenzia PAP.
Non ha tuttavia fornito dettagli sul rientro delle truppe. L’annuncio è arrivato nel contesto della revisione della presenza militare statunitense in Europa, che dovrebbe portare a una riduzione della presenza militare americana nel Vecchio Continente. Ieri (30 settembre) il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che gli ultimi reparti americani hanno già lasciato l’Iraq, definendo la conclusione della lunga guerra nel Paese una grande vittoria per l’esercito degli Stati Uniti.
La religione nell’esercito
Il Pentagono creerà un Ufficio per gli Affari religiosi, che dipenderà direttamente dal segretario alla Guerra. La nuova struttura avrà il compito di tutelare i bilanci destinati ai cappellani militari, occuparsi delle infrastrutture e rafforzare l’assistenza pastorale nelle forze armate.
Hegseth ha motivato la decisione sottolineando che meno del 5% dei militari si dichiara non credente. Ha inoltre paragonato la “etica del guerriero” all’atteggiamento del profeta biblico Isaia e alla sua risposta alla chiamata di Dio.
“Mandatemi a combattere contro quelli dalle uniformi rosse. Mandatemi a combattere contro i comunisti. Mandatemi a combattere contro gli islamisti. Mandatemi”, hanno riportato i media citando il segretario alla Guerra americano.
Hegseth ha inoltre sostenuto che le élite universitarie e i media non comprendono i militari e li rappresentano in maniera distorta, sottolineando che sono proprio i soldati a svolgere il “vero lavoro”.
“Si potrebbe dire che il nostro Dipartimento indossa la completa armatura di Dio, perché, sebbene combattiamo una guerra fisica, sappiamo tutti che la vera battaglia si combatte sul piano spirituale”, ha dichiarato Hegseth. “Dio è buono; il male no, e l’esercito americano deve comprendere questa differenza”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

