La Turchia e la Somalia hanno firmato un accordo in base al quale Ankara costruirà uno spazioporto in Somalia, ha dichiarato lunedì (5 ottobre) il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Il presidente turco ha fatto l’annuncio durante l’apertura del Congresso internazionale sullo spazio ad Antalya, al quale hanno partecipato scienziati e rappresentanti di 111 Paesi.

“Oggi, essere presenti nello spazio non significa soltanto produrre satelliti, ma anche riuscire a raggiungere lo spazio. Per questo motivo, nel nostro Programma spaziale nazionale abbiamo attribuito un’importanza particolare all’obiettivo di raggiungere lo spazio e di costruire strutture per il lancio, il controllo e l’atterraggio dei veicoli spaziali”, ha dichiarato Erdoğan.

“Tenendo conto della posizione geografica della Turchia, insieme alla Somalia, Paese amico e fratello, stiamo gettando le basi per una cooperazione storica nel settore spaziale. Abbiamo avviato i lavori per la costruzione di uno spazioporto che realizzeremo in Somalia”, ha aggiunto.

Secondo Erdoğan, il progetto contribuirà inoltre a coinvolgere maggiormente l’Africa nella cooperazione internazionale nel campo delle scienze spaziali.

Il Programma spaziale nazionale della Turchia, presentato nel 2021 con una prospettiva decennale, comprende una serie di obiettivi che vanno dal raggiungimento della Luna e dallo sviluppo di un marchio satellitare commerciale competitivo a livello globale fino alla creazione di un sistema regionale di posizionamento e sincronizzazione.

Il programma punta inoltre a garantire un accesso indipendente allo spazio e a realizzare uno spazioporto, migliorare l’osservazione astronomica e il monitoraggio degli oggetti spaziali, nonché sviluppare un’industria spaziale nazionale e una zona dedicata allo sviluppo tecnologico. Tra gli obiettivi figura anche una missione spaziale con equipaggio.

Il discorso di Erdoğan si è concentrato anche sui preparativi della Turchia per una missione sulla Luna. Il presidente turco ha dichiarato che sono già stati completati lo sviluppo, l’assemblaggio e l’integrazione dei sistemi per un rover lunare turco. “Siamo orgogliosi del fatto che oltre l’80% dei componenti del rover lunare sia prodotto internamente”, ha affermato Erdoğan.

La spinta di Ankara verso un accesso indipendente allo spazio

La Turchia ha già lanciato nel 2024 il suo primo satellite per telecomunicazioni sviluppato internamente, Türksat 6A, rafforzando le capacità di Ankara nella produzione e nell’integrazione di satelliti. Nel gennaio 2024 la Turchia ha inoltre inviato il suo primo astronauta, Alper Gezeravcı, sulla Stazione spaziale internazionale.

Il prossimo importante traguardo è la prima missione turca nello spazio profondo. L’Agenzia spaziale turca e TÜBİTAK UZAY hanno completato nel settembre 2026 la produzione, l’assemblaggio e l’integrazione del primo veicolo spaziale lunare del Paese.

Il veicolo, costituito per oltre l’80% da componenti nazionali e con un peso di circa 3,5 tonnellate, è attualmente sottoposto a test ambientali e dovrebbe essere lanciato nei primi mesi del 2027. La missione prevede l’ingresso in orbita lunare e la realizzazione di misurazioni scientifiche, prima di un impatto controllato sulla superficie della Luna.

Perché la Somalia?

La scelta della Somalia è legata principalmente alla sua posizione geografica. Gran parte del Paese si trova relativamente vicino all’Equatore, una caratteristica che offre ai veicoli di lancio una spinta naturale derivante dalla rotazione terrestre. Un lancio verso est da una località a bassa latitudine può quindi aumentare la capacità di carico utile oppure ridurre la quantità di carburante necessaria per raggiungere l’orbita.

La Turchia ha inoltre indicato come elemento favorevole la lunga costa somala sull’Oceano Indiano, che permetterebbe di effettuare i lanci sopra aree marine aperte anziché sopra zone densamente popolate.

Funzionari ed esperti turchi hanno inoltre indicato tra i possibili vantaggi le condizioni meteorologiche favorevoli e il traffico aereo e marittimo relativamente ridotto nell’area prevista per il lancio, fattori che potrebbero rendere le operazioni più sicure e facilitarne la programmazione.

Il progetto dello spazioporto rappresenta l’ultimo tassello di una partnership turco-somala molto più ampia, sviluppatasi negli ultimi 15 anni.

La visita di Erdoğan a Mogadiscio nell’agosto 2011, nel pieno della crisi umanitaria somala, ha segnato una svolta nelle relazioni bilaterali. Quella che inizialmente era una collaborazione fortemente incentrata sugli aiuti umanitari e sullo sviluppo si è progressivamente estesa alle infrastrutture, alla sanità, all’istruzione, al commercio, all’energia e alla sicurezza.

Secondo l’agenzia Anadolu, dal 2011 gli aiuti turchi alla Somalia hanno superato il miliardo di dollari. La Turchia ha inoltre sviluppato nel Paese una delle sue più importanti presenze diplomatiche e militari all’estero.

Nel 2017 Ankara ha aperto a Mogadiscio la base di addestramento militare TURKSOM. Da allora ha formato personale delle forze di sicurezza somale nell’ambito del sostegno turco agli sforzi del Paese per rafforzare le proprie forze armate e combattere il gruppo militante islamista al-Shabaab. Il coinvolgimento turco si estende inoltre alla sicurezza marittima e al settore energetico.

Nel febbraio 2024 Turchia e Somalia hanno firmato un accordo quadro di cooperazione in materia di difesa ed economia, comprendente anche la sicurezza marittima. L’accordo è stato seguito da un’intesa nel settore energetico, in base alla quale navi turche hanno effettuato attività di esplorazione sismica al largo delle coste somale.

Successivamente la Turchia ha annunciato piani per avviare attività di perforazione offshore, con la nave di perforazione Çağrı Bey che ha iniziato le operazioni al largo della costa somala nel 2026.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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