Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso mercoledì (21 ottobre) di impedire che si ripeta la violenza dello scorso fine settimana durante le proteste previste nei prossimi giorni e ha definito “stupidi e inaccettabili” i commenti di alcuni leader stranieri sulle tensioni che hanno scosso la Francia.
Parlando durante una visita in Qatar, dove è impegnato nella ricerca di accordi energetici mentre il Paese deve fare i conti con l’aumento dei costi dei carburanti, Macron ha dichiarato che sabato (24 ottobre) saranno fermati coloro che intendano provocare disordini nei centri delle città. Macron ha inoltre accusato alcuni leader stranieri di diffondere disinformazione.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attribuito le tensioni agli immigrati e all’Islam radicale senza fornire prove, descrivendo quanto accaduto come un monito per gli americani. Alla domanda se si riferisse a Trump, Macron ha risposto “tra gli altri”, aggiungendo che alcuni politici stranieri starebbero cercando di ricavare un vantaggio politico a spese della Francia.
“Dopo gli eventi è circolata disinformazione proveniente dall’estero, che ha dato origine a commenti tanto inaccettabili quanto stupidi da parte di molte persone, compresi alcuni leader stranieri”, ha dichiarato. Affermazioni analoghe sono arrivate da figure come il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il primo ministro ungherese Péter Magyar.
Macron ha insistito sul fatto che non vi siano state evidenze di interferenze straniere dirette negli eventi, ma soltanto di manipolazioni delle informazioni avvenute successivamente. Manifestazioni simili, legate alle condizioni di vita e ai servizi pubblici, si sono verificate anche in altri Paesi europei, tra cui le proteste di studenti e insegnanti in Grecia, mentre l’Italia ha inasprito le proprie leggi sulla sicurezza in risposta alle recenti tensioni interne.
Il presidente ha annunciato che incontrerà i vertici dell’intelligence e alcuni ministri per discutere della crisi. “Coloro che vogliono provocare disordini nei centri delle città sabato prossimo saranno fermati”, ha dichiarato ai giornalisti.
Il 17 ottobre la Francia è stata colpita da alcune delle peggiori violenze urbane degli ultimi anni, verificatesi ai margini delle proteste nazionali contro l’alto costo della vita e le condizioni del sistema educativo. La portata degli episodi e l’apparente incapacità della polizia di contenerli hanno scosso profondamente il Paese.
Più di 2.500 persone sono state fermate, centinaia sono state deferite all’autorità giudiziaria e decine sono già finite in carcere. I coprifuoco locali imposti in diverse città, tra cui Parigi, Lione e Marsiglia, sono trascorsi per la seconda notte consecutiva senza incidenti di rilievo, concedendo alle autorità una temporanea tregua.
Rinforzi per la sicurezza e contraccolpi politici
Il governo ha promesso un’operazione di sicurezza fortemente rafforzata per sabato, dopo aver riconosciuto le carenze nella risposta iniziale. Le truppe dell’operazione Sentinelle dovrebbero essere dispiegate insieme a un numero aggiuntivo di agenti di polizia, alle unità d’élite GIGN, RAID e BRI, a veicoli blindati e a cannoni ad acqua.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato un approccio più mobile, pensato per seguire i gruppi in rapido movimento invece di ricorrere a un dispositivo statico, criticato dopo gli eventi del fine settimana.
La principale organizzazione studentesca francese, UNEF, ha convocato ulteriori manifestazioni, mentre il movimento dei Gilet Gialli, emerso per la prima volta nel 2018 come potente forza di protesta anti-establishment, ha depositato una richiesta per una marcia nel centro di Parigi nella stessa giornata. Nella capitale sono stati indicati due percorsi, anche se l’autorizzazione definitiva della prefettura resta in sospeso a causa dell’imponente dispositivo di sicurezza previsto.
I tentativi di allentare le tensioni sociali hanno prodotto finora pochi risultati. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha incontrato i leader sindacali, ma i colloqui si sono conclusi senza un accordo, con le organizzazioni dei lavoratori che hanno lamentato l’assenza di risposte concrete su salari e servizi pubblici.
I sindacati hanno promesso di procedere con uno sciopero generale il 5 novembre per protestare contro il costo della vita e i tagli ai servizi pubblici. “Non c’è stata alcuna considerazione delle nostre richieste”, ha dichiarato Sophie Binet, segretaria generale della CGT. “È arrivato il momento di portare la mobilitazione a un livello superiore”.
Le tensioni hanno inoltre provocato un contraccolpo politico in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. La leader dell’estrema destra Marine Le Pen ha affermato che il governo avrebbe “perso il controllo di tutto”, mentre il partito di sinistra radicale La France insoumise (LFI | Left) ha criticato il progetto di dispiegare truppe nelle strade, sostenendo che i manifestanti non siano “nemici interni”.
Pressioni crescenti sui mercati e commenti dall’estero
La preoccupazione degli investitori si è già riflessa sui mercati. I costi di finanziamento del governo francese sono aumentati questa settimana, portando il rendimento dei titoli di Stato decennali di riferimento al 5%, il livello più alto dal luglio 2002.
Gli analisti hanno collegato il movimento ai timori che un prolungamento delle tensioni possa complicare gli sforzi per risanare le finanze pubbliche, già sottoposte a crescenti pressioni di bilancio.
Le proteste riflettono un malessere più profondo, alimentato dagli elevati costi dell’energia, dalla pressione sui bilanci familiari e dalla crescente frustrazione di lavoratori e giovani per le condizioni dei servizi pubblici.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

