Il 17 maggio, a Göteborg, in occasione dell’European Business Round Table for Industry (ERT), il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha incontrato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Il summit, volto principalmente a favorire il dialogo tra i vertici delle imprese europee e indiane, si è rivelato un’occasione per rafforzare il partenariato strategico tra l’India e l’Unione Europea.

Come riportato dal Times of India, alla tavola rotonda erano presenti rappresentanti di aziende quali Volvo Group, Maersk, Nestlé, ASML, Vodafone, SAP, Capgemini, Shell, Airbus, AstraZeneca, Roche, Ericsson, Nokia, Orange e Unilever. Il Primo Ministro Modi, citando la crescita del Paese, le sue dimensioni, l’ecosistema delle startup, le infrastrutture digitali e la spinta al settore manifatturiero, avrebbe di fatto esortato le imprese europee ad assumere nuovi impegni nei confronti dell’India per i prossimi cinque anni.

Modi ha inoltre menzionato la necessità di istituire una più stretta cooperazione economica tra UE e India, sottolineando l’importanza della conclusione di un accordo sugli investimenti, in linea con l’FTA ufficializzato a gennaio. Anche la necessità di disporre di catene di approvvigionamento globali affidabili, in un contesto di crescente incertezza geopolitica, è stata oggetto di dibattito. A tal proposito, sono state individuate cinque aree chiave per lo sviluppo del partenariato: infrastrutture e mobilità, telecomunicazioni e infrastrutture digitali, transizione verde ed energia pulita, intelligenza artificiale e semiconduttori, nonché sanità e scienze della vita. Il PM indiano ha infine proposto di tenere la tavola rotonda dei CEO India-Europa con cadenza annuale e ha suggerito di istituire un “India Desk” presso l’ERT.

In una dichiarazione conclusiva all’incontro, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha a sua volta specificato come, dalla firma dell’Accordo di Libero Scambio con l’India, il partenariato tra le due entità sia entrato in una “nuova era storica”, ponendo le basi per lo sviluppo di un’agenda incentrata su investimenti, tecnologia, difesa e spazio. A dare misura dell’ambizione dell’intesa e del suo impatto economico, von der Leyen ha citato alcuni dati: un mercato comune di oltre 2 miliardi di persone, pari a circa un quarto del PIL globale, e tagli tariffari su oltre il 90% delle merci. Ma il libero scambio, ha precisato, è solo metà dell’equazione. In piena sintonia con quanto sostenuto da Modi, ha enfatizzato la necessità di rivolgere maggiore attenzione agli investimenti e di favorire i rapporti bilaterali tra i singoli Stati Membri e l’India.

Sul fronte della sicurezza e della difesa, invece, è stato ricordato il primo Dialogo UE-India dedicato a tali tematiche e tenutosi a New Delhi lo scorso 6 marzo. L’occasione si era rivelata fondamentale per ribadire l’impegno comune a favore della democrazia, dello Stato di diritto, del multilateralismo e di un ordine internazionale fondato sulle regole. Inoltre, le delegazioni avevano condiviso le loro valutazioni sui recenti sviluppi geopolitici e sulle rispettive iniziative e priorità in materia di difesa e sicurezza, nonché su quali strumenti di cooperazione adottare.

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La strategia bilaterale indiana

L’incontro tra Modi e von der Leyen si è inserito nel quadro più ampio di visite istituzionali che il PM indiano ha effettuato in Europa e non solo. Questi summit bilaterali, avviati il 15 maggio e conclusi questo mercoledì, hanno avuto lo scopo di favorire gli interessi economici e strategici indiani, in un momento di profonda instabilità globale, dettata dalla crisi in Medio Oriente.

Alla luce di un simile scenario, il primo ministro indiano ha avviato il viaggio ad Abu Dhabi, incontrando il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan. I due Paesi hanno stipulato accordi in materia di difesa, energia e trasporti marittimi, come riportato da Al Jazeera. Di fatto, il partenariato strategico prevede che entrambe le nazioni intensifichino la collaborazione industriale nel settore della difesa e la cooperazione in materia di innovazione e tecnologie avanzate, formazione, esercitazioni, sicurezza marittima, difesa informatica, comunicazioni sicure e scambio di informazioni.

Un’altra area chiave dell’accordo è stata quella delle riserve strategiche di petrolio e della fornitura di gas naturale liquefatto. In aggiunta, il governo emiratino investirà fino a 5 miliardi di dollari per rafforzare i legami economici con l’India. La conclusione di tali accordi non solo rifletterebbe la volontà indiana di consolidare le riserve energetiche e la proiezione militare nel Golfo, ma potrebbe anche porsi in parallelo all’accordo di difesa reciproca che il Pakistan ha firmato l’anno scorso con l’Arabia Saudita. A supportare tale indirizzo, bisognerebbe anche considerare come, in tempi recenti, a causa del conflitto nello Yemen e della perdita di introiti petroliferi dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz, i rapporti tra Abu Dhabi e Riyadh si siano particolarmente deteriorati, aprendo la possibilità ad altre cooperazioni.

A seguire, Modi si è recato in Europa, con visite programmate nei Paesi Bassi, in Svezia, in Norvegia e in Italia.

Le prime due tappe si sono rivelate di rilievo, soprattutto per i settori economico e tecnologico. Nei Paesi Bassi, con cui l’India detiene scambi bilaterali pari a 27,8 miliardi di dollari, secondo dati del Ministero degli Affari Esteri indiano aggiornati al 2024-25, il primo ministro Narendra Modi e il suo omologo olandese, Rob Jetten, hanno deciso di elevare le loro relazioni a un livello di partenariato strategico.

A tal fine, come segnalato dall’ITA, sono stati conclusi 17 accordi e protocolli d’intesa (MoU) nei settori “WAH” (acqua, agricoltura e sanità), energie rinnovabili e minerali strategici, nonché un progetto di produzione di semiconduttori tra TATA Electronics e la società olandese ASML, segnando un punto di svolta nella capacità produttiva indiana nel settore dei chip. Anche in Svezia, a lato dell’ERT, la cooperazione è stata elevata a partenariato strategico. Tra i pilastri fondamentali sono nuovamente emersi i settori legati alle tecnologie emergenti, all’economia, e alla sicurezza. Il quotidiano The Statesman ha inoltre segnalato l’obiettivo delle due nazioni di raddoppiare gli scambi commerciali entro cinque anni e di istituire un Partenariato per l’Innovazione 2.0, assieme a un Centro congiunto per la scienza e la tecnologia e un Corridoio svedese-indiano sull’intelligenza artificiale.

La visita è poi proseguita in Norvegia dove, come riportato nella dichiarazione del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, i due attori internazionali hanno siglato un Partenariato Strategico Verde. Tale scelta è legata alla crescente convergenza tra l’India e la Norvegia sul fronte tecnologico. Nel dettaglio, sempre secondo le parole di Støre, entrambi i Paesi stanno sviluppando quadri normativi per un’Intelligenza Artificiale responsabile e comprendono ormai che la transizione verso l’energia pulita richiede nuove capacità industriali. A tal fine, mentre la Norvegia possiede il know-how nei settori della cattura e dello stoccaggio del carbonio, dell’eolico offshore e dell’idrogeno, l’India possiede le dimensioni, le capacità ingegneristiche e l’ambizione necessarie per implementare le tecnologie rinnovabili. Per Modi, la tappa norvegese è stata anche un’opportunità per incontrare, durante il terzo vertice India-Nordic, i leader di Danimarca, Finlandia e Islanda.

L’ultima tappa del viaggio europeo di Modi si è svolta in Italia, dove il Primo Ministro indiano ha incontrato l’omologa Giorgia Meloni. A suggellare l’incontro, secondo quanto segnalato nell’Italy-India Joint Declaration, è stata la firma di una serie di accordi in linea con le priorità emerse nel corso delle tappe precedenti. Sul versante delle risorse strategiche, i due premier hanno accolto con favore la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la cooperazione nel settore dei minerali critici. Di rilievo anche l’annuncio della creazione di INNOVIT India, un polo dell’innovazione con sede in India pensato per rafforzare la cooperazione tra i rispettivi ecosistemi.

I due Paesi hanno inoltre ribadito il comune impegno nei confronti del Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), riconoscendone il potenziale trasformativo nel ridisegno dei flussi commerciali e della connettività globale. A chiudere il quadro, è stato firmato un MoU relativo alla partecipazione italiana allo sviluppo del Complesso del patrimonio marittimo nazionale a Lothal, aprendo una dimensione culturale e storica inedita nel partenariato tra i due Paesi.

Nel complesso, come sottolineato in un’analisi del German Marshall Fund, lo scenario sembrerebbe dimostrare una volontà indiana di diversificazione molto ampia e radicata. In un momento di instabilità globale come quello attuale, l’India, per affrontare la crisi economica interna e l’indebolimento del 3,33% della rupia, ha deciso di rafforzare i suoi partenariati sia nella regione del Golfo, che con l’Unione Europea.

I diversi incontri hanno rivelato la persistenza di una matrice prevalentemente economica nei rapporti, sebbene anche i settori legati alle tecnologie e alla difesa stiano subendo una maggiore rivalutazione. In generale, le conclusioni dei meeting bilaterali e dell’incontro con Ursula von der Leyen darebbero adito a prospettive positive, ma le conseguenze, soprattutto in uno scenario di medio-lungo termine, dovrebbero essere ulteriormente monitorate.

[Emma Bellon]

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