All’indomani di una nuova ondata di attacchi russi contro Kyiv, che secondo le autorità ucraine ha provocato almeno 17 vittime, la Commissione europea – per voce della presidente Ursula von der Leyen – ha annunciato lo stanziamento di 1,4 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. A finanziarli saranno i profitti generati dagli asset russi congelati in Europa.

“La Russia deve pagare per la distruzione che ha causato. E stiamo utilizzando i proventi dai beni russi immobilizzati per assicurarci che lo faccia”, ha dichiarato von der Leyen su X, definendo “orribili atrocità” i bombardamenti condotti nella notte sulla capitale ucraina. La presidente della Commissione ha ribadito che le risorse contribuiranno a sostenere la capacità dell’Ucraina di resistere all’aggressione russa.

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire l’annuncio, solo una parte limitata dei fondi sarà destinata direttamente al sostegno militare. Circa il 95% della somma, pari a 1,33 miliardi di euro, sarà infatti trasferito attraverso lo Ukraine Loan Cooperation Mechanism, il meccanismo creato per contribuire al rimborso dei prestiti concessi all’Ucraina nell’ambito delle iniziative del G7 e dell’Unione europea.

I restanti 70 milioni di euro saranno invece erogati tramite lo European Peace Facility, lo strumento intergovernativo utilizzato dall’Unione per finanziare la fornitura di equipaggiamenti e assistenza militare ai partner.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia europea di utilizzo dei rendimenti finanziari prodotti dai beni della Banca centrale russa immobilizzati dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022. Pur mantenendo congelato il capitale, come richiesto da alcuni Stati membri, a partire dal Belgio, l’Unione ha deciso di destinare gli utili maturati al sostegno di Kyiv. Tale soluzione mira a conciliare l’assistenza all’Ucraina con i vincoli giuridici internazionali relativi alla proprietà degli asset statali.

Secondo la Commissione europea, i beni russi congelati hanno finora generato circa 8 miliardi di euro di profitti straordinari. Le risorse vengono progressivamente redistribuite nell’ambito del programma di assistenza finanziaria all’Ucraina concordato dai partner europei e del G7.

L’annuncio arriva in una fase di rinnovata intensificazione delle operazioni militari russe. Negli ultimi giorni Mosca ha aumentato gli attacchi con missili e droni contro diverse città ucraine, colpendo anche infrastrutture civili.

L’escalation ha spinto Kyiv a rinnovare gli appelli ai partner occidentali affinché rafforzino ulteriormente il sostegno, sia sul piano finanziario sia su quello militare. L’Unione europea è subito corsa in soccorso del partner, confermando peraltro la linea di Bruxelles secondo cui dovrà essere la Russia a contribuire ai costi economici della guerra attraverso i profitti generati dai propri asset congelati.

D’altro canto, pare vacillare il sostegno degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump avrebbe infatti respinto ieri (4 agosto) la richiesta dell’omologo ucraino Volodymyr Zelensky di centinaia di ulteriori intercettori Patriot. La decisione sarebbe motivata non da un cambio di linea politica nei confronti dell’Ucraina, bensì dalla limitata disponibilità delle scorte statunitensi.

Trump ha infatti dichiarato che gli intercettori sono necessari per garantire la protezione degli asset e delle forze americane dispiegate in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, alla luce delle persistenti tensioni regionali con l’Iran.

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