La Commissione europea ha rinviato alla prossima settimana la pubblicazione delle pre-enlargement policy reviews, il pacchetto attraverso cui l’Unione intende definire una strategia operativa per il percorso di allargamento che coinvolge Montenegro, Albania, Ucraina e Moldova. Nel frattempo, oggi (30 settembre), l’attenzione di Bruxelles si è concentrata su uno dei quattro Paesi: l’Albania, dove la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata per incontrare il primo ministro Edi Rama.

L’Albania è il secondo Paese più avanzato nel processo di adesione all’Unione europea, alle spalle del solo Montenegro. Tuttavia, le vicende degli ultimi mesi hanno riportato Tirana al centro dell’attenzione europea. A suscitare interesse sono state in particolare le mobilitazioni popolari ribattezzate “Rivoluzione dei Fenicotteri”, durante le quali migliaia di cittadini hanno protestato contro la corruzione nelle istituzioni politiche e denunciato interferenze straniere.

Sugli scudi l’eurodeputato Sandro Gozi, del Mouvement Démocrate (MoDem | Renew), per il quale “la Rivoluzione dei Fenicotteri è ancora forte e continua a chiedere trasparenza e democrazia, mentre Rama reagisce in maniera repressiva e autoritaria”. Gozi aveva già sollevato al Parlamento europeo la questione della sospensione dei profili social di alcuni attivisti della protesta, contestando a Rama e alla presidente albanese Bajram Begaj la gestione della vicenda.

Quanto accade in Albania “non è positivo per uno Stato candidato. Non sta aiutando il percorso dell’Albania verso l’Europa”, ha dichiarato l’eurodeputato. In tal modo, ha smentito la retorica della Commissione, per la quale Tirana resta uno dei principali esempi di successo del nuovo slancio impresso alla procedura di allargamento.

Quest’ultimo messaggio è stato comunque ribadito da von der Leyen nella conferenza stampa che ha seguito il suo incontro con Rama, che a suo dire sta “lavorando sodo per trasformare il sogno europeo dell’Albania in realtà”. Tuttavia, per la presidente l’obiettivo si può raggiungere “solo mantenendo un forte dialogo con la società”. Si può quindi supporre che il tema della Rivoluzione dei Fenicotteri sia stato effettivamente sollevato nell’incontro bilaterale, ma non ha trovato alcun commento esplicito davanti ai giornalisti.

Un minimo riferimento si è potuto leggere nelle parole di Rama, che ha garantito come ogni progresso compiuto dall’Albania sotto il profilo della democrazia, della lotta alla corruzione e della sostenibilità ambientale dei progetti avviati sarà reso pubblico e trasparente.

Il primo ministro albanese ha però voltato velocemente pagina per soffermarsi sull’importanza del Piano di crescita europeo per l’Albania. Rama ha chiarito come questo abbia permesso di mobilitare ingenti investimenti e sostenere lo sviluppo del Paese balcanico. Ha poi acconsentito sulla prospettiva di un’integrazione graduale e guardato con interesse agli ulteriori allargamenti dell’Unione europea.

Nel rispondere alla domanda di una giornalista sulle limitazioni ai diritti dell’Albania in seno all’Unione europea attraverso il meccanismo dell’integrazione graduale, Rama non si è detto preoccupato, ma ha anzi colto l’occasione per criticare il diritto di veto. Secondo il premier albanese, tale strumento è ormai diventato obsoleto ed è certo che il suo Paese non avrà mai la necessità di utilizzarlo.

La Commissione scommette sull’integrazione graduale per i Paesi candidati all’adesione, Serbia esclusa

“Dalla mia ultima visita a Tirana lo scorso anno, l’Albania ha compiuto ulteriori progressi degni di nota”, ha dichiarato von der Leyen, dando ragione a Rama. La presidente della Commissione ha invitato il Paese a “mantenere il focus”, a non fermarsi in quanto un’Albania forte può rendere più forte la stessa Unione europea.

Relativamente a un altro tema che ha fatto notevolmente preoccupare gli albanesi, ossia quello della legislazione selvaggia messa in atto dalla maggioranza di Rama in Parlamento per progredire nel percorso di adesione, von der Leyen ha chiarito che adottare le riforme è importante, ma lo è ancora di più implementarle effettivamente. “Per raggiungere questo obiettivo è necessario un allineamento tra le forze politiche e un costante confronto con la società”, ha aggiunto la presidente della Commissione.

A proposito del Piano di crescita, lodato da Rama, von der Leyen ne ha ricordato la funzione: portare investimenti europei in Albania affinché vengano utilizzati per adeguare il Paese agli standard dell’Unione. Anche attraverso questi, Tirana sta procedendo rapidamente nell’avvicinamento al mercato unico, e per la presidente della Commissione si tratta di un risultato significativo.

Tra i progressi ricordati da von der Leyen figura inoltre l’adesione dell’Albania alla SEPA – la Single Euro Payments Area – che facilita i pagamenti in euro tra i Paesi aderenti, insieme al lavoro di Tirana per entrare nella European Roaming Free Area e al rafforzamento dei rapporti tra imprese albanesi ed europee.

In chiusura, la presidente della Commissione ha fatto cenno alla roadmap per l’allargamento dell’Unione europea all’Albania. “Vi state preparando e lo stiamo facendo anche noi, perché l’allargamento è un lavoro su due binari”, ha dichiarato per chiarire come, partendo dalle pre-enlargement policy reviews, l’Albania sarà progressivamente coinvolta nelle diverse policy areas dell’Unione mentre procede verso il raggiungimento dello status di Paese membro.

Il processo sarà lungo, ma non necessariamente lento, secondo von der Leyen, alla luce anche dell’importanza di costruire rapidamente un’Unione europea più ampia e competitiva in un contesto internazionale sempre più caotico.

Dopo una visita programmata alla scuola Emin Duraku di Tirana, crollata per via di un terremoto nel 2019 e ricostruita grazie anche a fondi europei, von der Leyen lascerà l’Albania per proseguire il suo tour nei Balcani occidentali. La presidente della Commissione si recherà in Kosovo, Montenegro e Macedonia del Nord, dove incontrerà i rispettivi presidenti e primi ministri.

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