L’Europa fa un nuovo passo avanti per ridurre la dipendenza dai sistemi di pagamento statunitensi con la nascita della European Network for Payments (ENP) iniziativa lanciata mercoledì dai principali gruppi di pagamenti europei: l’italiana BANCOMAT, la spagnola Bizum, la società con sede in Belgio EPI Company/Wero, la portoghese SIBS-MB WAY e la norvegese-danese Vipps MobilePay. I cinque gruppi, che servono circa 130 milioni di persone in 13 Paesi europei, hanno annunciato una nuova joint venture che avrà sede a Madrid e collegherà i sistemi di pagamento nazionali.
La decisione giunge mentre l’UE i suoi Paesi membri hanno fatto della sovranità dei pagamenti una priorità, per contrastare i rischi derivanti dall’attuale contesto internazionale che solleva preoccupazioni in merito all’accesso ai sistemi di pagamento critici controllate da operatori extraeuropei, in particolare Visa e Mastercard che da sole controllano circa due terzi dei pagamenti con carta nell’area euro.
In base a quanto annunciato dalle cinque società la rete collegherà i sistemi di pagamento esistenti attraverso un livello tecnico e operativo comune, basato su standard europei e pagamenti istantanei da conto a conto. Il gruppo dei pagamenti ha affermato che i piani della Banca Centrale Europea per un euro digitale entro il 2029, essenzialmente un portafoglio online garantito dalla BCE ma gestito da società private, comprese le banche, potrebbero eventualmente integrare il loro progetto.
Le aziende hanno affermato che in futuro potrebbero aderire altri sistemi di pagamento europei, aggiungendo che l’implementazione graduale inizierà con i pagamenti transfrontalieri tra privati, seguiti dalle transazioni di e-commerce e dai pagamenti nei punti vendita.
La nascita della ENP è stata presentata dai promotori come un passo verso una maggiore autonomia europea nel settore dei pagamenti digitali. Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat, ha definito l’iniziativa una priorità strategica per costruire “un modello europeo scalabile”, capace di combinare innovazione, interoperabilità e resilienza e di rafforzare il ruolo delle banche e delle infrastrutture europee nel futuro dei pagamenti digitali.
Anche Martina Weimert, amministratrice delegata della European Payments Initiative, ha indicato nella frammentazione il principale ostacolo che finora ha impedito ai sistemi europei di pagamento di competere su scala continentale. ENP punta proprio a superare questo limite, mettendo in comunicazione soluzioni nazionali che continueranno a mantenere i propri marchi e le rispettive esperienze d’uso.
Per Bizum, l’obiettivo è costruire una massa critica europea senza dover creare da zero un nuovo circuito. Fernando Rodríguez, deputy general manager for international expansion della società spagnola, ha spiegato che ENP ha già selezionato un nuovo amministratore delegato e si prepara ad assumere personale, mentre la fase iniziale sarà finanziata direttamente dagli azionisti. La rete partirà dai pagamenti transfrontalieri tra persone, per poi estendersi all’e-commerce e ai pagamenti nei negozi fisici.
Il progetto, secondo i promotori, dovrà progressivamente consentire agli utenti di effettuare pagamenti transfrontalieri mantenendo le soluzioni nazionali che già utilizzano.
Più prudente la valutazione di Marcel Hörauf, partner dello studio legale Mayer Brown, secondo cui ENP riflette la scelta di “collegare i sistemi di pagamento che gli europei già utilizzano, anziché sostituirli”. Citato da Reuters, Hörauf ha però avvertito che la capacità dell’iniziativa di tradursi in una vera sovranità europea dei pagamenti dipenderà dall’evoluzione della regolamentazione, dall’adozione da parte degli esercenti e dal sostegno politico degli Stati membri.
[a cura di Simone Cantarini]

