Il presidente della Corea del Sud Lee Jae-Myung avvia il suo tour europeo con un vertice cruciale a Bruxelles. L’obiettivo è rafforzare il fronte economico e di difesa delle democrazie in risposta al crescente consolidamento dell’asse autoritario tra Pyongyang e Pechino.
Seul compie infatti la propria mossa decisa sullo scacchiere globale proprio mentre il leader cinese Xi Jinping è in visita nella la capitale nordcoreana. Il tour europeo di Lee durerà dieci giorni, sarà la sua prima visita di questo tipo dall’inizio del mandato e porta con sé un forte valore simbolico.
Mentre la Corea del Nord consolida i propri legami con gli Stati autoritari, Seul invia un messaggio chiaro: il futuro risiede nella stretta cooperazione tra le democrazie del mondo.
Questa svolta diplomatica non è casuale. Di fronte alla crescente imprevedibilità degli Stati Uniti, che per decenni hanno rappresentato il principale garante della sicurezza nella regione indo-pacifica, la Corea del Sud è alla ricerca di partner stabili e affidabili. L’Europa emerge così come una scelta naturale e strategica per Seul.
Il legame polacco e gli interessi strategici in Europa
Per la Corea del Sud, il teatro europeo è ormai molto più di un semplice mercato redditizio per la tecnologia e l’industria automobilistica. È uno spazio di interessi geopolitici e militari concreti, nel quale la relazione con Varsavia occupa un posto centrale.
La recente visita del primo ministro polacco Donald Tusk a Seul e l’approfondimento del partenariato polacco-coreano costituiscono uno dei pilastri della nuova strategia economica e di difesa. Carri armati sudcoreani e sistemi militari avanzati affluiscono sempre più numerosi verso il Vecchio Continente, in particolare verso la Polonia, che è diventata una piattaforma fondamentale per l’espansione dell’industria della difesa sudcoreana in Europa.
Sono proprio questi interessi concreti a conferire particolare rilevanza all’undicesimo vertice tra Unione europea e Repubblica di Corea, che si terrà oggi a Bruxelles. Lee Jae-myung incontrerà il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non solo per celebrare anni di cooperazione, ma soprattutto per definire una strategia comune in un’epoca di crescenti turbolenze globali.
Dal libero scambio allo spazio e al cyberspazio
I colloqui che si svolgeranno nel cuore dell’Unione europea offriranno l’occasione per raccogliere i frutti diplomatici degli ultimi anni. I leader europei e sudcoreani analizzeranno i benefici generati dall’accordo di libero scambio; negli ultimi anni gli scambi commerciali sono cresciuti costantemente e l’attenzione si concentra ora sul commercio digitale avanzato. Si prevede che saranno discussi temi quali le regole comuni sul flusso dei dati, la tutela dei consumatori online e l’intelligenza artificiale.
Tuttavia, sullo sfondo della guerra in Ucraina e delle tensioni in Medio Oriente e nell’Indo-Pacifico, sarà la sicurezza a dominare l’agenda. L’Unione europea e la Corea del Sud discuteranno dell’attuazione del partenariato in materia di sicurezza e difesa firmato nel novembre 2024. Nell’era delle guerre ibride, la cooperazione si estende oggi dalla sicurezza marittima alla lotta contro le manipolazioni informative straniere, dalla cybersicurezza alla protezione dello spazio extra-atmosferico.
L’agenda comprenderà inoltre discussioni sulla transizione energetica, sull’economia verde e sulle innovazioni tecnologiche destinate a rafforzare ulteriormente l’alleanza tra Bruxelles e Seul.
Una maratona diplomatica con finale in Francia
Per il presidente Lee, la visita a Bruxelles rappresenta soltanto l’inizio di una lunga maratona europea. Prima dell’incontro con i vertici dell’Unione, il presidente vedrà il primo ministro belga Bart De Wever e il re dei Belgi Filippo, gettando le basi per nuovi investimenti tecnologici.
Dopo gli incontri nelle istituzioni europee, il leader sudcoreano si recherà in visita di Stato a Roma. La tappa italiana comprenderà colloqui ai massimi livelli con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre a una visita simbolica in Vaticano. Qui, durante una speciale messa per la pace, incontrerà Papa Leone XIV per trasmettere un messaggio a favore della stabilità mondiale e della pace nella penisola coreana.
Il culmine di questa offensiva diplomatica sarà il vertice del G7 nella città francese di Évian. Per Seul, che partecipa a questo formato per il secondo anno consecutivo, si tratta di un’ulteriore conferma del proprio status di potenza globale responsabile.
Questo tour europeo non mira soltanto a rafforzare le relazioni economiche esistenti, ma soprattutto a dimostrare che, in un mondo sempre più polarizzato tra democrazia e autoritarismo, Seul sa da che parte della storia vuole – e deve – stare.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

