Le notizie che arrivano dal fronte russo-ucraino raccontano un conflitto sempre più logorante, che ha portato un soldato russo nella Crimea occupata ad aprire il fuoco contro dei suoi commilitoni prima contro alcuni commilitoni e poi contro dei civili. Ma raccontano anche l’evoluzione della guerra tecnologica combattuta nei cieli, con Mosca accusata di utilizzare i droni anche per attacchi contro obiettivi civili e Kyiv impegnata nello sviluppo e nell’impiego di nuovi sistemi, tra cui un modello particolare di fabbricazione portoghese.
È di questa mattina l’annuncio di Mikhail Razvozhayev, governatore di Sebastopoli, nella Crimea annessa dalla Russia, che un militare, ancora non identificato, avrebbe aperto il fuoco uccidendo quattro persone, a partire da un proprio collega di reparto. “I servizi di emergenza, gli investigatori e gli esperti forensi stanno lavorando sul posto. Si stanno accertando tutte le circostanze e le cause dell’accaduto”, ha dichiarato Razvozhayev, invitando la popolazione a mantenere la calma.
Le prime ricostruzioni ipotizzano che il soldato possa non aver retto alla pressione del conflitto, particolarmente intensa nell’ex regione ucraina, da settimane sottoposta a una serie di attacchi da parte di Kyiv con l’obiettivo di colpire la logistica e le infrastrutture delle forze russe presenti sul territorio.
Nel frattempo, al centro della guerra rimangono i droni, ma con modalità differenti. Da un lato, un video diffuso dalla Polizia nazionale ucraina mostra quello che Kyiv descrive come un drone russo impegnato nell’inseguimento deliberato di un uomo all’interno di un mercato di Kherson, città situata non lontano dalla Crimea.
Secondo le autorità ucraine, l’uomo, un venditore di ortaggi, è sopravvissuto all’attacco riportando ferite provocate dall’esplosione e dalle schegge. Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito l’episodio un ulteriore esempio della campagna di attacchi contro la popolazione civile, mentre le autorità di Kyiv hanno annunciato l’apertura di un’indagine per presunti crimini di guerra.
Dall’altro lato, Mosca ha annunciato di aver abbattuto un drone da ricognizione di fabbricazione portoghese utilizzato dalle forze ucraine e di averlo trasferito a un istituto di ricerca per analizzarne caratteristiche e tecnologie.
L’episodio, reso noto dall’agenzia di stampa statale russa TASS, evidenzia il ruolo crescente delle tecnologie sviluppate nell’Unione europea all’interno del conflitto e l’interesse strategico di Mosca verso i sistemi occidentali recuperati sul campo di battaglia.
Secondo il comandante di un battaglione russo specializzato nella guerra anti-drone, operativo nella regione di Bryansk al confine con l’Ucraina, il velivolo abbattuto sarebbe un Tekever AR3, un drone da ricognizione prodotto dall’omonima azienda portoghese. Il militare ha spiegato che il mezzo presentava caratteristiche costruttive insolite rispetto ai droni normalmente intercettati, motivo per cui sarebbe stato recuperato quasi integro e inviato a un centro di ricerca affinché gli specialisti russi possano studiarne progettazione e specifiche tecniche.
Fondata nel 2001, Tekever è oggi il principale esportatore portoghese di droni destinati all’Ucraina. Negli ultimi anni l’azienda ha aumentato significativamente la propria produzione, diventando uno degli attori del rafforzamento della cooperazione tecnologica tra Lisbona e Kyiv.
Il settore dei sistemi a pilotaggio remoto rappresenta infatti uno degli ambiti in cui l’industria europea ha ampliato il proprio sostegno militare e tecnologico all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa su larga scala nel febbraio 2022, trasformando i droni in uno degli strumenti più rilevanti della guerra contemporanea.

