La crisi del diesel che sta investendo i mercati energetici internazionali potrebbe avere ripercussioni anche sulla mobilità militare europea, rendendo più complesso garantire il rifornimento dei mezzi e il rapido trasferimento delle forze armate attraverso il continente in caso di emergenza. È uno degli aspetti al centro delle iniziative che la Commissione europea sta mettendo a punto per fronteggiare l’aumento dei prezzi dei carburanti e le tensioni sulle forniture, nel tentativo di tutelare non soltanto cittadini e imprese, ma anche la capacità di difesa dell’Unione.
Lo scorso 6 ottobre davanti al Parlamento europeo, la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha annunciato la volontà di creare una nuova piattaforma per aggregare la domanda energetica europea e l’apertura di un dialogo strategico con l’industria della raffinazione con l’obiettivo di mitigare l’aumento dei prezzi.
Rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di mezzogiorno a Palazzo Berlaymont, la portavoce della Commissione per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha illustrato i primi elementi delle misure annunciate da von der Leyen, precisando che il dialogo strategico sarà guidato congiuntamente dai commissari all’Energia, Dan Jørgensen, e alla Difesa, Andrius Kubilius.
“L’industria militare e della difesa è un importante consumatore di diesel in Europa. Per questo è importante che anche questo aspetto sia rappresentato nei colloqui”, ha spiegato Itkonen, confermando che i servizi della Direzione generale Energia e quelli responsabili della difesa stanno lavorando alla definizione del nuovo confronto con le raffinerie.
L’iniziativa punta a rafforzare il coordinamento con un settore che riveste un ruolo strategico nell’approvvigionamento europeo di carburanti, in una fase segnata dalle conseguenze della guerra in Iran, dalle tensioni sui mercati petroliferi e dalle difficoltà nell’offerta internazionale di prodotti raffinati.
Interrogata sull’eventualità che i cittadini europei debbano preoccuparsi per la disponibilità di carburante destinato ai mezzi chiamati a difenderli, Itkonen ha richiamato il ruolo di coordinamento svolto dalla Commissione nella gestione delle scorte strategiche. “È proprio in questo ambito che il nostro ruolo di coordinamento diventa centrale”, ha affermato la portavoce, ricordando l’attività dell’Oil Coordination Group, il gruppo attraverso il quale Bruxelles raccoglie informazioni dagli Stati membri sulla disponibilità delle riserve petrolifere e sull’evoluzione delle condizioni di approvvigionamento.
Secondo Itkonen, gli ultimi dati disponibili indicano che le scorte di emergenza europee rimangono su livelli elevati e possono essere utilizzate in caso di perturbazioni del mercato.
“Il nostro compito e la nostra responsabilità sono coordinare e avere una visibilità completa della situazione, in modo da sapere quando adottare ulteriori misure. Ed è esattamente quello che stiamo facendo”, ha spiegato.
La portavoce ha quindi escluso la necessità di un allarme immediato, sottolineando che “non c’è motivo per i cittadini europei di preoccuparsi” e richiamando i meccanismi di risposta predisposti durante le precedenti crisi energetiche.
Bruxelles ha inoltre confermato che il gruppo di coordinamento petrolifero tornerà a riunirsi la prossima settimana per proseguire il monitoraggio della situazione.
Tuttavia, durante il briefing la Commissione non ha fornito dati specifici sulle quantità di diesel immediatamente utilizzabili dalle forze armate, né sulla capacità di rifornimento in caso di operazioni militari su larga scala.
Mercoledì i prezzi del diesel in Europa sono aumentati fino all’8% dopo che l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha dichiarato che gli Stati membri non avrebbero aggiunto ulteriori 400 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati ai quantitativi che si erano impegnati a immettere sul mercato a marzo.
L’annuncio dell’agenzia fa seguito a una riunione convocata in fretta e furia dai leader del G7 venerdì, durante la quale è stato raggiunto un accordo per immettere sul mercato 100 milioni di barili di petrolio nei prossimi quattro mesi, dando priorità al gasolio nei primi 20 giorni.
Dopo una riunione dei membri dell’AIE tenutasi mercoledì, l’organismo di controllo del settore energetico ha dichiarato che questi 100 milioni di barili proverranno dallo stock di 400 milioni di barili concordato a marzo e non includeranno barili aggiuntivi.
I membri, tuttavia, hanno concordato di accelerare il previsto rilascio di scorte di petrolio sul mercato e di dare priorità al gasolio, “vista l’attuale scarsità” sui mercati.
A seguito dell’annuncio dell’IEA i prezzi dei futures europei di riferimento sono cresciuti dell’8%, raggiungendo i 1.435,25 dollari a tonnellata. Successivamente, i prezzi sono scesi a 1.389,50 dollari, con un aumento del 4,5% rispetto al giorno precedente.
Crisi energetica, von der Leyen rilancia gli acquisti comuni e apre il confronto con le raffinerie
Un dialogo strategico con le raffinerie europee e aggregazione della domanda
La guerra con l’Iran ha contribuito a ridurre la disponibilità di carburanti, mentre la Russia ha limitato le proprie esportazioni di diesel dopo i danni subiti da diverse raffinerie nei continui attacchi ucraini. L’ultimo attacco è avvenuto giovedì e ha interessato la più grande raffineria di petrolio della Russia, a Omsk, nel cuore della Siberia. Anche le raffinerie cinesi hanno sospeso le esportazioni di carburante per ottobre per rafforzare le disponibilità sul mercato interno. A questa situazione si aggiunge la minaccia di uno stop degli Stati Uniti alle proprie forniture di diesel all’Europa per soddisfare il mercato interno e mitigare così i prezzi in vista delle elezioni di midterm.
In questo contesto, il nuovo dialogo strategico con l’industria della raffinazione rappresenta una delle principali risposte politiche annunciate da von der Leyen alla crisi dei carburanti.
Secondo quanto spiegato da Itkonen, l’obiettivo è rafforzare il confronto diretto con gli operatori industriali per avere un quadro aggiornato delle capacità produttive europee e delle condizioni necessarie a garantire un approvvigionamento sufficiente di diesel agli Stati membri.
“Per quanto riguarda le raffinerie e l’industria della raffinazione, e il ruolo che svolgono nel garantire ai Paesi europei quantità sufficienti di diesel, è importante avere una visione completa della situazione”, ha dichiarato la portavoce.
L’annuncio è stato accolto favorevolmente anche da FuelsEurope, l’associazione che rappresenta l’industria europea della raffinazione, secondo cui il confronto potrebbe contribuire a individuare le esigenze di investimento e le condizioni necessarie a preservare la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività del settore.
Parallelamente al confronto con le raffinerie, la Commissione sta lavorando alla creazione di un nuovo strumento europeo per aggregare la domanda energetica e rafforzare il potere negoziale degli acquirenti.
La proposta, illustrata da von der Leyen il 6 ottobre, riprende l’esperienza maturata durante la crisi energetica del 2022 con gli acquisti congiunti di gas, ma intende estendere il meccanismo anche ad altri prodotti energetici.
“Questa volta si tratterà di prodotti energetici, quindi non soltanto di gas”, ha precisato Itkonen, spiegando che la Direzione generale Energia sta collaborando con altri servizi della Commissione, in particolare su quelli relativi agli appalti e agli acquisti congiunti.
Restano tuttavia da definire gli aspetti tecnici della piattaforma, compresa la possibilità di utilizzare gli strumenti informatici già sviluppati per il gas e l’eventuale inclusione di prodotti specifici come diesel e cherosene.
La portavoce ha riconosciuto che la Commissione dispone già di un modello di riferimento nell’esperienza di AggregateEU, ma ha sottolineato che l’intenzione è sviluppare uno strumento più ampio. “Abbiamo già un buon modello per aggregare la domanda, che si è rivelato un esercizio utile nel 2022. Ma ora, naturalmente, vogliamo portarlo a un livello superiore”, ha spiegato.
“Una delle idee alla base è chiaramente che, aggregando la domanda, saremo in grado, per esempio, di negoziare prezzi migliori”, ha aggiunto la portavoce rispondendo a chi gli faceva notare come il problema sia ad oggi la scarsità sul lato dell’offerta.
Di fronte all’ipotesi che la crisi possa rendere necessarie misure più drastiche, comprese eventuali limitazioni dei consumi di diesel, la portavoce ha ribadito la volontà della Commissione di esaminare tutte le opzioni disponibili.
“Sarebbe irresponsabile da parte nostra non valutare tutte le possibili soluzioni per stabilizzare i mercati e, possibilmente, aumentare il nostro potere d’acquisto, ottenendo così la possibilità di negoziare prezzi migliori”, ha dichiarato, riconoscendo che l’Europa sta affrontando una crisi globale dell’accessibilità economica dell’energia.

