Con una scissione all’interno di Diritto e Giustizia (PiS | ECR) sempre più probabile, il vicepresidente del partito e leader dell’associazione Rozwój Plus, Mateusz Morawiecki, potrebbe fondare una propria formazione politica. Secondo un sondaggio realizzato da IBRiS per Wirtualna Polska, il nuovo partito dell’ex primo ministro otterrebbe il 6,9% dei voti, superando così la soglia di sbarramento e conquistando seggi al Sejm, la Camera bassa del Parlamento polacco.
Un simile risultato avrebbe ripercussioni significative sugli equilibri della destra polacca, in particolare su PiS e su Konfederacja. Diritto e Giustizia perderebbe infatti oltre quattro punti percentuali, scendendo al 18,9% dei consensi, mentre la Confederazione lascerebbe sul terreno 3,7 punti, attestandosi al 12%. La nascita di una nuova forza conservatrice guidata da Morawiecki rischierebbe quindi di frammentare un elettorato finora rimasto relativamente compatto, rendendo più difficile la costruzione di una futura maggioranza alternativa all’attuale governo.
La forza politica che manterrebbe il maggiore sostegno resterebbe invece Coalizione Civica (KO | PPE), con il 29% delle preferenze, seguita dalla Confederazione della Corona Polacca (KKP), al 10,9%. Nella simulazione della distribuzione dei seggi, tuttavia, la Coalizione Civica ne otterrebbe soltanto 176, mentre la Sinistra (Lewica | S&D), accreditata dell’8,3%, ne conquistarebbe 36: un totale insufficiente per formare una maggioranza di governo.
Lo scenario delineato dal sondaggio suggerisce quindi un Parlamento ancora più frammentato, nel quale nessuno dei principali blocchi politici sarebbe in grado di governare autonomamente, rendendo inevitabili nuove alleanze o accordi post-elettorali.
La scissione nel PiS appare imminente
All’interno di PiS è in corso uno scontro tra due correnti: da un lato i cosiddetti “maślarze” (“i burrai”), vicini tra gli altri a Jacek Sasin e Przemysław Czarnek; dall’altro gli “harcerze” (“gli scout”), raccolti attorno a Mateusz Morawiecki. Dietro lo scontro si celano non solo rivalità personali, ma anche differenti visioni sul futuro del partito, sul ricambio della leadership e sulla strategia da adottare dopo le recenti sconfitte elettorali.
Il 23 luglio scadrà il termine fissato dal leader del partito Jarosław Kaczyński entro il quale tutti gli iscritti al PiS dovranno presentare una dichiarazione attestante di non appartenere ad alcuna associazione. Gli esponenti vicini a Morawiecki e a Rozwój Plus hanno però già fatto sapere che non intendono conformarsi alla richiesta. Una situazione che rende sempre più concreta l’ipotesi di una scissione all’interno del principale partito dell’opposizione polacca.
Qualora il confronto sfociasse in una rottura definitiva, il sistema politico polacco potrebbe entrare in una nuova fase di riorganizzazione del campo conservatore. Molto dipenderà dalla capacità di Morawiecki di attrarre parlamentari e dirigenti locali, trasformando il consenso rilevato dai sondaggi in una struttura politica radicata sul territorio e competitiva alle prossime elezioni.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

