L’amministrazione statunitense, guidata dal presidente Donald Trump, sta valutando la possibilità di revocare le sanzioni contro il principale fondo di investimento statale russo, il Russian Direct Investment Fund (RDIF), da tempo considerato dai funzionari statunitensi uno degli strumenti più potenti del Cremlino per esercitare la propria influenza a livello internazionale.
Lo ha riferito The New York Times, citando fonti a conoscenza dei negoziati, tra cui un resoconto di European Pravda. I funzionari russi hanno fatto pressione affinché le sanzioni venissero rimosse nell’ambito di colloqui più ampi riguardanti il coinvolgimento del fondo nella spedizione di carburante diesel russo verso gli Stati Uniti.
Un funzionario statunitense ha confermato che l’amministrazione sta esaminando la richiesta del fondo di ottenere un’esenzione dalle sanzioni attraverso le procedure previste, nell’ambito degli sforzi “per migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Russia e contribuire a porre fine alla guerra”.
Lo stesso funzionario ha elogiato il responsabile del fondo, Kirill Dmitriev – coinvolto nei negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina – definendolo “un intermediario efficace” per i negoziatori statunitensi.
La revoca delle sanzioni al RDIF, un fondo con disponibilità di diversi miliardi di dollari, rappresenterebbe un significativo cambio di rotta rispetto ad anni di politiche statunitensi volte a utilizzare la pressione economica per spingere la Russia a porre fine alla guerra contro l’Ucraina.
Il fondo ha investito miliardi di dollari in società russe, spesso insieme a investitori del Medio Oriente e di altre regioni, contribuendo ad ampliare l’influenza globale della Russia.
L’amministrazione Biden aveva imposto sanzioni al fondo pochi giorni dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, nel febbraio 2022, definendolo il “fondo nero” di Putin e un “simbolo della più ampia cleptocrazia russa”.
Il diplomatico Eric Green, che all’epoca era responsabile della politica statunitense sulla Russia presso il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, aveva affermato che imporre sanzioni all’istituzione rappresentava una priorità iniziale, poiché il suo accesso al sistema finanziario occidentale avrebbe potuto aiutare la Russia a finanziare la guerra.
Oggi il RDIF svolge un ruolo di primo piano nell’attuazione del cosiddetto “accordo sul diesel” tra il presidente Trump e la Russia. Dmitriev ha agito come emissario economico di Putin presso l’amministrazione Trump, guidando gli sforzi del Cremlino per convincere i funzionari statunitensi delle potenzialità di importanti accordi commerciali con la Russia.
Il team di Trump ritiene che concludere ora accordi economici con Putin possa contribuire a porre fine alla guerra in Ucraina, mostrando al leader russo che gli Stati Uniti sono seriamente intenzionati a costruire con Mosca una nuova relazione, caratterizzata dalla prosperità.
I critici di questo approccio, tra cui alcuni parlamentari repubblicani, sostengono invece che Trump stia semplicemente concedendo vantaggi economici a Putin senza esercitare una reale pressione per porre fine alla guerra.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta seguendo la procedura standard per esaminare le richieste di revoca delle sanzioni. Secondo fonti a conoscenza del procedimento, il fondo dovrà dimostrare che le ragioni originarie che avevano portato all’imposizione delle sanzioni non sono più valide.
In precedenza, Reuters aveva riferito che l’amministrazione Trump stava valutando un allentamento delle sanzioni sulle navi della cosiddetta «flotta ombra», che hanno trasportato petrolio e prodotti petroliferi provenienti da Russia, Iran e Venezuela.
I media hanno inoltre riferito che l’amministrazione Trump avrebbe offerto alla Russia diversi incentivi economici qualora Mosca accettasse un cessate il fuoco con l’Ucraina nel settore energetico o in quello marittimo.
Il ruolo di Kirill Dmitriev
Kirill Dmitriev è da lungo tempo amministratore delegato del RDIF, fondo creato nel 2011, ed è stato nominato nel febbraio 2025 inviato speciale del presidente Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri.
È diventato una figura centrale nei contatti informali tra Stati Uniti e Russia durante la seconda amministrazione Trump, mantenendo frequenti contatti con emissari come Steve Witkoff e Jared Kushner.
Dmitriev ha promosso attivamente la cooperazione economica – compreso l’accordo sul diesel e altri progetti nel settore energetico e degli investimenti – come parte dei più ampi negoziati in corso. Gli attuali funzionari statunitensi lo hanno descritto come un intermediario efficace.
Come al fondo anche a Dmitriev l’amministrazione Biden aveva imposto sanzionipoco dopo l’invasione del 2022.
Foto di: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump [The White House, X]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

