L’Ucraina ha chiesto ai partner europei di mettere a disposizione intercettori per la difesa aerea provenienti dalle scorte esistenti e di garantire finanziamenti tempestivi per la produzione ucraina di droni nel 2027, mentre la Polonia è stata scelta per ospitare un centro europeo di manutenzione dei missili utilizzati dal sistema di difesa aerea Patriot, prodotto negli Stati Uniti.

Nel corso di un incontro con i rappresentanti dei ministeri della Difesa di Germania, Regno Unito, Francia, Polonia e Italia – il cosiddetto gruppo E5 – il ministro della Difesa ucraino Yevheniy Khmara ha chiesto misure immediate per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina, garantendo al contempo che il sostegno militare possa essere pianificato per gli anni a venire.

Alla riunione dei ministri della Difesa dell’E5, tenutasi a Parigi lunedì (26 ottobre), hanno partecipato anche il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius, l’alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera Kaja Kallas e la vice segretaria generale della NATO Radmila Shekerinska.

Khmara ha dichiarato che l’Ucraina ha già firmato contratti per la futura fornitura di missili intercettori e ha proposto un meccanismo di scambio in base al quale i partner trasferirebbero ora parte delle loro scorte esistenti in cambio di future consegne all’Ucraina.

Ha chiesto ai cinque Paesi di valutare il trasferimento del 10% delle loro scorte di intercettori interessati, in particolare dei missili destinati ai sistemi Patriot e IRIS-T. Secondo il ministro della Difesa ucraino, Kyiv ha già stipulato contratti per la futura fornitura di questi missili utilizzando un prestito dell’Unione europea.

Secondo Khmara, tali trasferimenti permetterebbero all’Ucraina di rafforzare più rapidamente la protezione delle proprie città, dimostrando al contempo l’efficacia di un modello che potrebbe essere seguito anche da altri partner.

Il ministro ha inoltre sottolineato la necessità di sistemi di difesa aerea portatili (MANPADS) per contrastare i droni a propulsione a getto, chiedendo sia finanziamenti per nuovi acquisti sia trasferimenti dalle scorte già disponibili dei partner.

L’appello arriva mentre a Kyiv continuano a destare preoccupazione i tempi di consegna degli intercettori. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina attendeva da quasi un mese che il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth autorizzasse il trasferimento di intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot e NASAMS.

Zelensky ha inoltre esortato Washington a sbloccare le forniture di intercettori Patriot già concordate dai partner europei. In un’intervista ad ABC News, il presidente ucraino ha dichiarato che nei tre mesi precedenti il Paese aveva ricevuto dagli Stati Uniti soltanto 24 missili intercettori Patriot.

L’Ucraina punta a raddoppiare la produzione di droni

La seconda priorità indicata da Khmara riguarda la garanzia dei finanziamenti per i sistemi senza pilota ucraini nel 2027. Il ministro ha affermato che i produttori ucraini avrebbero la capacità di raddoppiare la produzione di droni il prossimo anno, a condizione che le decisioni sui finanziamenti vengano prese in tempo.

Kyiv vuole che i partner non si limitino ad aumentare gli acquisti di droni ucraini, ma contribuiscano anche ad ampliare la produzione congiunta in altri Paesi. Secondo Khmara, ciò permetterebbe all’Ucraina di ottenere i sistemi di cui ha bisogno, rafforzando al contempo le capacità di difesa dei Paesi coinvolti.

Il ministro ha sottolineato che l’assistenza militare dovrebbe essere pianificata tenendo conto della realtà della guerra, nella quale i sistemi senza pilota continuano ad assumere un ruolo sempre più importante.

L’Ucraina vuole una pace giusta e duratura, ha affermato il ministro, ma per raggiungerla sono necessarie forza militare, capacità di difendersi e decisioni prese tempestivamente. L’obiettivo, ha aggiunto, è garantire che l’Ucraina riceva le armi necessarie nel momento in cui servono.

La Polonia ospiterà il centro per la manutenzione dei missili Patriot

La spinta ad accelerare il sostegno alla difesa aerea coincide con un altro sviluppo nella cooperazione europea in materia di difesa: la Polonia è stata scelta per ospitare un centro per la manutenzione dei missili PAC-3 utilizzati dai sistemi Patriot.

La viceministra polacca della Difesa Magdalena Sobkowiak-Czarnecka ha annunciato la decisione su X, definendola storica. La Polonia era in competizione con Germania, Paesi Bassi e Norvegia per ospitare la struttura.

Il centro si occuperà della manutenzione, delle ispezioni e degli interventi necessari a mantenere i missili pronti al combattimento, ma non della loro produzione. Secondo i media polacchi, sarà l’unica struttura di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. Il progetto dovrebbe costare circa 227 milioni di euro e le attività dovrebbero iniziare tra poco più di un anno.

Sobkowiak-Czarnecka ha dichiarato che il risultato è arrivato dopo mesi di negoziati e di lavoro costante da parte del team polacco. Anche il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha accolto con favore la decisione, descrivendo la Polonia come un alleato affidabile e un luogo strategico per la sicurezza globale.

La struttura dovrebbe ridurre i tempi necessari per la manutenzione dei missili, migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e sviluppare le competenze industriali polacche. Il Patriot rappresenta un elemento centrale del programma polacco di difesa aerea Wisła e il Paese ha acquistato otto batterie Patriot e missili PAC-3 MSE.

A luglio, Stati Uniti, Polonia, Germania, Paesi Bassi e Svezia hanno firmato un accordo con il produttore Lockheed Martin per valutare la possibilità di realizzare una struttura di questo tipo. Una possibile sede è lo stabilimento elettronico WZE di Zielonka, a circa 15 chilometri da Varsavia. L’azienda produce già componenti chiave per i missili PAC-3 MSE e ne cura la manutenzione sulla base di un accordo del 2019 con Lockheed Martin.

Varsavia spera che l’investimento possa creare, in prospettiva, le condizioni per produrre in Polonia anche i missili Patriot. Sono inoltre in corso discussioni con Kyiv sulla possibilità di una produzione congiunta, anche se resta incerto se l’Ucraina possa ottenere una licenza statunitense, alla luce delle tensioni nei rapporti tra Washington e Kyiv.

Foto di: Soldato americano addetto alla batteria di missili antiaerei Patriot, [Sgt. Christopher Hubenthal, U.S. Air Force, CC0 Public Domain]

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

, , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *