Il Parlamento europeo ha autorizzato, con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni, l’Autorità per i partiti politici e le fondazioni politiche europee (APPF) a verificare se il partito di estrema destra Europa delle Nazioni sovrane (Europe of Sovereign Nations, Esn) rispetti le condizioni per la registrazione e il finanziamento previste dal regolamento europeo sullo statuto dei partiti politici. Il voto, a scrutinio segreto, si è tenuto oggi a Strasburgo.
Come precisato dallo stesso Parlamento europeo, il voto favorevole costituisce un passaggio procedurale che apre la strada alla verifica, non una presa di posizione nel merito della vicenda. Sarà l’APPF, organo indipendente, a stabilire se Esn abbia violato i valori fondanti dell’Unione, tra cui lo Stato di diritto, la dignità umana e la tutela delle minoranze. In caso di esito negativo, il partito rischia di perdere lo status di partito politico europeo e l’accesso ai fondi Ue.
ESN è stato fondato nell’agosto 2024 da un gruppo di forze sovraniste tra cui l’Alternative für Deutschland (AFD), il francese Reconquête, il polacco Confederation e, per l’Italia, Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci. I Verdi, tra i promotori dell’indagine, hanno ricordato che esponenti del gruppo sono stati accusati di dichiarazioni razziste, omofobe e antisemite, oltre che di posizioni favorevoli a Mosca. The Left ha inoltre richiamato l’inchiesta della procura sull’ex gruppo parlamentare Identità e Democrazia (ID), che riuniva Patrioti ed ESN prima della scissione, per la sottrazione di 4,3 milioni di euro di fondi europei.
Nel briefing pre-plenaria che ha anticipato il voto, tutte le forze pro-europeiste, PPE, S&D, Verdi, Left e Renew, avevano annunciato il sostegno alla richiesta di indagine. “L’UE non deve essere una macchina per fare soldi per forze che rifiutano ciò che la nostra Unione rappresenta”, aveva dichiarato il portavoce dei Socialisti, sottolineando che il Parlamento europeo “non è il giudice in questo caso, ma l’organo che avvia questa procedura”. Il portavoce del Ppe aveva usato toni simili: “Se ESN non ha nulla da temere, dovrebbero votare a favore anche loro”.
Contrari i due gruppi di destra ECR, dove siede Fratelli d’Italia, e Patrioti per l’Europa, dove siede la Lega. Il portavoce di ECR aveva motivato il voto negativo con il rischio di “trasformare le procedure e i partiti politici europei in strumenti politici contro gli avversari”, distinguendo tra “una condotta deliberata” e “un discorso politico semplicemente controverso, provocatorio o, per alcuni, impopolare”. Posizione condivisa dai Patrioti, secondo cui la verifica “creerebbe un precedente”. Lo stesso Esn si è difeso dalle accuse sostenendo che “un organo non eletto non può criticare un partito per la scelta dei suoi argomenti” e rivendicando la libertà di espressione degli eletti.
L’eurodeputato del PD Alessandro Zan ha commentato l’esito del voto in una nota: “Oggi il Parlamento europeo ha chiesto di verificare se ESN, il partito dell’estrema destra europea di cui fanno parte anche Futuro Nazionale e Afd, rispetti i valori fondamentali dell’Unione per valutare un’eventuale sospensione dei fondi. È una scelta di coerenza dopo la relazione dell’Autorità per i partiti politici e le fondazioni politiche europei che ha evidenziato diverse criticità: i soldi europei non possono finire nelle casse di organizzazioni neofasciste che attaccano l’uguaglianza e i diritti umani”. Zan ha aggiunto: “Non è censura, è rispetto delle regole. Ora sarà la stessa autorità indipendente a valutare il caso. Ma il principio è chiaro: nessun euro pubblico a chi calpesta i valori fondamentali su cui l’Unione è nata”.

