La banca centrale olandese, De Nederlandsche Bank (DNB), ha autorizzato Qivalis a operare come istituto di moneta elettronica. Si tratta di una tappa importante per il progetto sostenuto da 37 grandi banche europee, che punta a lanciare un token in euro conforme al regolamento europeo MiCA e destinato a rendere i trasferimenti in euro più rapidi, tracciabili e compatibili con la tecnologia blockchain. L’autorizzazione non significa però che la stablecoin sia già disponibile. Qivalis dovrà ancora completare gli adempimenti previsti dal regolamento europeo sui mercati dei crypto-asset, tra cui la pubblicazione del white paper, prima di poter emettere il proprio token, previsto nei prossimi mesi. (vedi anche, <Qivalis receives authorisation as an Electronic Money Institution from De Nederlandsche Bank>)

Che cos’è Qivalis

Qivalis[i] è una società con sede ad Amsterdam, nata nel settembre 2025 con l’obiettivo di creare una stablecoin denominata in euro e sostenuta da un ampio consorzio bancario europeo. In pochi mesi il progetto è cresciuto fino a coinvolgere 37 istituti finanziari provenienti da 15 Paesi, tra cui BBVA, BNP Paribas, ING e DZ Bank. L’idea di fondo è semplice: creare un “euro digitale” emesso da un soggetto regolamentato, pienamente coperto da riserve e utilizzabile per effettuare pagamenti e regolamenti tra banche, imprese, exchange e fornitori di servizi di pagamento. Non si tratta quindi di una criptovaluta speculativa, ma di uno strumento pensato soprattutto per l’uso istituzionale e per i pagamenti.

Con il riconoscimento come istituto di moneta elettronica, Qivalis ottiene una delle condizioni fondamentali per poter emettere un cosiddetto electronic money token, o EMT. Si tratta di una categoria specifica di stablecoin prevista dal regolamento MiCA, l’insieme di regole europee che disciplina i crypto-asset e i relativi fornitori di servizi. In pratica, la licenza consente a Qivalis di avvicinarsi all’emissione di un token il cui valore è ancorato all’euro. Tuttavia, prima dell’effettivo lancio, la società dovrà ancora dimostrare di rispettare tutti i requisiti operativi, di trasparenza e di tutela degli utenti richiesti dalla normativa europea.

Come funzionerà il token

Il token di Qivalis sarà progettato per rappresentare un valore equivalente a un euro. Chi lo possiederà avrà quindi un diritto nei confronti dell’emittente e potrà richiederne la conversione nuovamente in euro al valore nominale. La distribuzione non avverrà direttamente ai consumatori. Qivalis intende infatti affidarsi a banche, piattaforme di scambio di crypto-asset e operatori di pagamento, che potranno integrare il token nei propri servizi e offrirlo ai propri clienti finali. L’obiettivo è rendere possibile il trasferimento di euro attraverso infrastrutture blockchain, con potenziali vantaggi in termini di velocità, automazione e riduzione delle frizioni nei pagamenti tra operatori finanziari.

MiCA (Regolamento Europeo per crypto-assets) distingue con precisione le diverse tipologie di token. Ogni EMT è una stablecoin, ma non tutte le stablecoin sono EMT. Un EMT è ancorato a una sola valuta ufficiale, come l’euro o il dollaro, mentre altre stablecoin possono essere riferite a un paniere di valute o ad altri attivi. Per emettere un EMT è necessaria un’autorizzazione: possono farlo soltanto banche autorizzate oppure istituti di moneta elettronica riconosciuti dalle autorità competenti. È proprio questo il punto raggiunto da Qivalis con la licenza olandese. Inoltre, il regolamento vieta agli EMT di remunerare i possessori con interessi. La funzione prevista è quindi quella di strumento di pagamento e regolamento, non di prodotto finanziario che genera rendimento.

Il confronto con le stablecoin in dollari

Il progetto si inserisce in un dibattito più ampio sulla competizione tra euro e dollaro negli asset digitali. Oggi molte stablecoin diffuse a livello globale sono denominate in dollari, come USDC, che può anch’essa qualificarsi come EMT qualora rispetti i requisiti europei. La creazione di un euro token regolamentato e supportato da un’ampia rete bancaria rappresenta quindi anche una scelta strategica: offrire all’Europa uno strumento di pagamento digitale denominato nella propria valuta, soggetto alle regole europee e supervisionato dalle autorità dell’Unione.

Come ha dichiarato il chief executive officer di Qivalis, Jan-Oliver Sell: l’obiettivo è avere un asset di regolamento in euro on-chain, emesso secondo il diritto europeo e sottoposto agli standard regolamentari europei.

Perché è una novità rilevante e cosa fare

Qivalis ha selezionato Fireblocks come partner tecnologico per fornire l’infrastruttura digitale necessaria al funzionamento del progetto. L’azienda dovrà supportare aspetti centrali come la tokenizzazione (vedi anche: La tokenizzazione dei mercati finanziari: la scommessa europea di Pontes e Appia), la custodia degli asset digitali e i controlli di conformità. Questa scelta conferma la natura istituzionale dell’iniziativa. Il token non è pensato come uno strumento di nicchia per il mercato crypto, ma come infrastruttura che banche e operatori di pagamento potranno integrare nei propri sistemi esistenti.

Nonostante la licenza ottenuta, il percorso verso il lancio non è ancora completato. Qivalis dovrà pubblicare il white paper richiesto da MiCA, completare gli adempimenti residui e preparare l’operatività necessaria per l’emissione e la gestione del token. Restano inoltre aperte alcune questioni pratiche: quali banche del consorzio utilizzeranno effettivamente il token, quali casi d’uso saranno prioritari e quale volume di transazioni si potrà raggiungere. L’azienda non ha ancora reso pubblici questi dettagli. La decisione della DNB rappresenta un segnale concreto dell’avanzare dell’euro digitale regolamentato in Europa. Se Qivalis riuscirà a completare il proprio percorso autorizzativo e a garantire un’adozione reale da parte delle banche, potrebbe diventare uno dei primi esempi importanti di stablecoin in euro costruita su scala continentale. Per il sistema finanziario europeo, la sfida non è soltanto tecnologica. Si tratta di dimostrare che un token in euro possa offrire efficienza e innovazione, mantenendo al contempo trasparenza, tutela degli utenti e piena conformità alle regole europee.

[i] Le banche italiane che fanno parte di Qivalis sono quattro: Banca Sella, UniCredit, Intesa Sanpaolo e BPER Banca.

*Antonio Lanotte è consulente fiscale internazionale e senior auditor di Futura Law Firm S.B. a r.l. 

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