L’Unione europea rafforza il proprio impegno per la sicurezza e la stabilità del Libano con l’istituzione di una nuova missione civile e militare destinata a sostenere le forze armate e le istituzioni di sicurezza del Paese. Il Consiglio dell’UE ha adottato lunedì 12 ottobre la decisione che istituisce la Missione di sostegno dell’Unione europea in Libano (EUSM Libano), nell’ambito della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), con un mandato iniziale di tre anni.

L’obiettivo è contribuire al ripristino della piena sovranità dello Stato libanese, rafforzandone la capacità di controllo del territorio, la sicurezza delle frontiere e la gestione delle minacce interne. La missione opererà in conformità alla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e sarà articolata in due componenti, una militare e una civile, coordinate attraverso un unico mandato politico.

Sul piano operativo, secondo quanto riferito da Euronews, la missione dovrebbe coinvolgere circa 150 membri tra personale civile e militare, mentre l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha indicato un possibile avvio entro due mesi. La missione non sostituirà UNIFIL, il cui mandato terminerà il 31 dicembre, ma contribuirà al rafforzamento delle istituzioni libanesi in una fase particolarmente delicata per la sicurezza del Paese.

“Oggi i ministri degli Esteri dell’UE hanno concordato di istituire una nuova missione di sostegno dell’Unione europea in Libano”, ha dichiarato l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas. “La missione fornirà consulenza e assistenza alle Forze armate libanesi e alle Forze di sicurezza interna per rafforzare il controllo del territorio, la sicurezza delle frontiere e la sicurezza interna”, ha aggiunto.

“L’Europa è impegnata nel futuro del Libano. Con questa nuova missione, che rappresenta un importante rafforzamento delle nostre relazioni in materia di sicurezza, continuiamo a sostenere le istituzioni del Paese nel ripristino della piena sovranità e nella costruzione di una stabilità duratura per il popolo libanese”, ha aggiunto Kallas.

Tramite un comunicato stampa diffuso dalla presidenza libanese, il capo dello Stato, Joseph Aoun, ha accolto “con favore la decisione dell’Unione europea di istituire una nuova missione di sostegno alle istituzioni militari e di sicurezza libanesi”. Il presidente ha sottolineato che le attività europee di formazione, consulenza e assistenza contribuiranno a estendere l’autorità statale sull’intero territorio e a rafforzare il controllo delle frontiere.

Due componenti per rafforzare la sicurezza del Libano

La nuova missione europea sarà strutturata attorno a due pilastri complementari, con competenze distinte ma inseriti in un quadro politico comune. La componente militare si concentrerà sul rafforzamento delle capacità delle Forze armate libanesi (LAF), attraverso attività di consulenza, assistenza e addestramento. Particolare attenzione sarà riservata alla sorveglianza e al controllo delle frontiere terrestri, alla sicurezza marittima e allo sviluppo delle capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Il personale della missione contribuirà inoltre al miglioramento del coordinamento operativo e delle attività di contrasto al contrabbando, con l’obiettivo di consentire alle autorità libanesi di esercitare un controllo più efficace sul proprio territorio.

La componente civile sarà invece destinata a sostenere le Forze di sicurezza interna (ISF), attraverso programmi di formazione specializzata e consulenza per il rafforzamento delle capacità operative e delle strutture nazionali di addestramento.

Tra i settori prioritari figurano il contrasto alla criminalità informatica, la lotta al contrabbando e il miglioramento della governance della sicurezza portuale, con particolare attenzione al porto di Beirut, infrastruttura strategica per l’economia e i collegamenti commerciali del Paese.

L’intervento europeo punterà dunque a rafforzare le strutture di sicurezza già esistenti, sostenendo le autorità libanesi attraverso attività di assistenza e formazione, senza prevedere nel mandato annunciato operazioni di combattimento.

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Il sostegno europeo alle forze armate libanesi

L’istituzione della missione si inserisce in un più ampio programma di assistenza europea alle istituzioni di sicurezza del Libano, sviluppato anche attraverso il Fondo europeo per la pace (European Peace Facility, EPF).

Dal 2022 l’UE ha approvato misure di sostegno alle Forze armate libanesi per un valore complessivo di 182 milioni di euro. L’ultimo intervento, adottato dal Consiglio il 4 giugno 2026, prevede ulteriori 100 milioni di euro per rafforzare le capacità operative delle forze armate in cinque settori: controllo territoriale, conoscenza della situazione operativa, sicurezza marittima, protezione delle infrastrutture militari critiche e assistenza sanitaria.

In quell’occasione Kallas aveva collegato esplicitamente il rafforzamento dell’esercito libanese alla necessità di ripristinare il monopolio statale delle armi e di favorire il disarmo degli attori non statali, tra cui Hezbollah.

La nuova EUSM Libano contribuirà a integrare questi strumenti finanziari con attività di consulenza e addestramento, attraverso un coordinamento con le istituzioni europee, gli Stati membri, le Nazioni Unite e gli altri partner internazionali impegnati nel sostegno al settore della sicurezza libanese.

L’iniziativa si colloca inoltre nel quadro degli sforzi internazionali per l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata nel 2006, che costituisce uno dei principali riferimenti per la stabilizzazione del Libano meridionale e il rafforzamento dell’autorità dello Stato.

Il dispiegamento richiederà un secondo via libera

La decisione adottata lunedì rappresenta un passaggio politico e giuridico fondamentale, ma non coincide ancora con l’avvio operativo della missione. La pianificazione proseguirà nelle prossime settimane per definire le modalità concrete del futuro dispiegamento. Una volta completata questa fase, il Consiglio dovrà adottare una seconda decisione per autorizzare formalmente l’avvio delle attività.

Il percorso che ha portato all’istituzione della missione era stato avviato dal Consiglio europeo del 19 giugno 2026, quando i leader dei Ventisette avevano ribadito il sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e alle istituzioni statali libanesi, aprendo alla possibilità di una missione nell’ambito della PSDC.

Il 24 luglio il Consiglio aveva successivamente approvato il concetto di gestione delle crisi, primo passaggio nella definizione del futuro intervento europeo. La nuova missione è stata infine istituita a seguito di un invito formale delle autorità libanesi, elemento che ne definisce il carattere di sostegno alle istituzioni nazionali.

 

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