La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, porterà il caso dei contatti tra il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, e il capo della diplomazia russa, Sergej Lavrov, anche a livello di leader europei. A rivelarlo è la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, che rispondendo alle domande dei giornalisti nel briefing di mezzogiorno dell’esecutivo UE, conferma lo stato di preoccupazione che si respira a Bruxelles.

Il caso sui rapporti stretti tra il ministro degli Esteri ungherese e l’omologo russo è esploso il 21 marzo, quando un rapporto del quotidiano statunitense The Washington Post, aveva rivelato che Szijjártó informava regolarmente il suo omologo russo Sergej Lavrov su discussioni sensibili durante le riunioni del Consiglio dell’Unione europea. All’epoca il ministro degli Esteri ungherese aveva ammesso le conversazioni con Lavrov, sostenendo che si trattava di una pratica normale tra responsabili della diplomazia.

Tuttavia, il caso è nuovamente esploso nei giorni scorsi dopo la pubblicazione delle registrazioni audio diffuse da un consorzio di testate giornalistiche investigative, tra cui VSquare.org, dalle quali emerge il rapporto amichevole tra il ministro ungherese e l’omologo russo, confermando la vicinanza tra i governi di Budapest e Mosca e aprendo all’ipotesi che l’esecutivo del primo ministro ungherese Viktor Orbán abbia in qualche modo lavorato per servire gli interessi russi e minare gli sforzi dell’UE per aiutare l’Ucraina.

Rispondendo a una domanda su eventuali misure da parte della Commissione, la portavoce capo della Commissione UE ha sottolineato che le presunte rivelazioni contenute nella nuova inchiesta giornalistica “mettono in luce l’allarmante possibilità che il governo di uno Stato membro si stia coordinando con la Russia, lavorando così attivamente contro la sicurezza e gli interessi dell’UE e di tutti i suoi cittadini”. Secondo Pinho, “si tratta quindi di una questione estremamente preoccupante ed è il governo dello Stato membro in questione che deve spiegarsi con urgenza”. La portavoce capo della Commissione UE ha confermato infine che “la presidente solleverà la questione anche a livello di leader”.

Lo scandalo delle conversazioni telefoniche giunge a pochi giorni dalle elezioni ungheresi del 12 aprile, in cui il primo ministro Viktor Orbán, a lungo al potere, si trova ad affrontare la sfida più ardua degli ultimi 16 anni. I sondaggi mostrano il suo partito Fidesz in netto svantaggio rispetto al partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, un ex membro del partito trasformatosi in un suo acceso critico.

In base alle rivelazioni pubblicate dal consorzio giornalisti che comprende, oltre a VSquare, anche FRONTSTORY, Delfi Estonia, The Insider e il Centro investigativo Jan Kuciak, emergono dettagli fortemente compromettenti per l’esecutivo ungherese.

In una delle conversazioni, il ministro degli esteri ungherese si sarebbe offerto di inviare al suo omologo russo un documento sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.  “Tanti auguri amico mio”, dice Lavrov al termine di una conversazione sulla convocazione di una commissione economica intergovernativa a Budapest. “Sono a tua disposizione per qualsiasi necessità”, risponde Szijjarto. Altre conversazioni, dettagliate in forma scritta, riguardano i preparativi per un viaggio di Orban a Mosca nel 2024, quando l’Ungheria deteneva la presidenza di turno dell’UE, o il blocco di un’altra serie di sanzioni dell’UE contro Mosca nel 2025 a causa dell’invasione dell’Ucraina. In una terza clip audio, Szijjarto chiede a Lavrov dettagli su quanto discusso durante un incontro tra i presidenti Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska nel 2025.

Szijjarto si è recato frequentemente a Mosca dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Il 4 marzo ha incontrato Putin per discutere , tra le altre cose, delle forniture di petrolio.

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