Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito Democratico, vicepresidente della commissione per i Bilanci e componente della commissione Pesca del Parlamento europeo, in un’intervista con Focus Europe Italia critica la proposta di accorpare in un fondo unico le risorse per la coesione nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Secondo l’eurodeputato, l’operazione renderebbe imprevedibile l’entità dei finanziamenti destinati a territori, agricoltura e pesca, settori che a suo avviso richiedono certezze di bilancio distinte.

Per Lupo, l’Unione europea “deve fare di tutto per realizzare il dettato dell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, ovvero “combattere le diseguaglianze, realizzare una vera coesione sociale, territoriale, ma anche combattere le diseguaglianze di genere che purtroppo sono ancora molto presenti”. L’eurodeputato indica come priorità dare “forza, aiuto, pari opportunità ai territori più fragili e alle fasce sociali più bisognose”, citando in particolare la propria circoscrizione elettorale: “Penso alle nostre isole, penso alla Sicilia, alla Sardegna”.

Lupo individua tre opportunità nell’agenda europea attuale: “C’è una nuova strategia per le isole, c’è una nuova strategia per le aree costiere e soprattutto stiamo lavorando su un nuovo Quadro finanziario pluriennale”. Tre elementi che, secondo l’eurodeputato, “possono rappresentare una grande opportunità per la coesione territoriale a vantaggio soprattutto delle aree più svantaggiate”, incluse “le aree interne”.

Le richieste per il bilancio 2028-2034

Sulle richieste del Parlamento per la prossima programmazione, Lupo è netto: “Chiediamo maggiori finanziamenti ma anche maggiori certezze”, ovvero “una previsione di bilancio adeguata rispetto ai bisogni reali della coesione territoriale, dell’agricoltura, della pesca, della coesione sociale”. L’eurodeputato rivendica in particolare l’impegno sul Fondo sociale europeo: “Abbiamo chiesto, come Parlamento, almeno 124 miliardi di euro”.

Sull’architettura di bilancio proposta dalla Commissione, Lupo esprime una contrarietà netta: “Non ci convince il fondo unico della coesione della Rubrica 1, che accorperebbe tutti questi programmi rendendo di fatto imprevedibile l’entità dei finanziamenti dedicati a ogni settore”.

Nuove priorità, ma non a scapito della coesione

Sul finanziamento di difesa comune, competitività e transizione verde e digitale, Lupo riconosce che si tratta di “priorità oggettive”: “Non si tratta di riconoscerle, si tratta di aprire gli occhi e rendersi conto che ci sono”. Ma l’eurodeputato pone un limite netto alle fonti di finanziamento: “Non possiamo pensare di finanziarle con le risorse di sempre, dedicate alla coesione territoriale, all’agricoltura o alla pesca”. E aggiunge: “Non possono essere i nostri agricoltori, non può essere la nostra sicurezza alimentare a pagare il costo di queste nuove priorità”.

La soluzione indicata da Lupo passa da nuove risorse: “Servono maggiori entrate di bilancio, quindi una maggiore contribuzione degli Stati membri, servono nuove entrate proprie”. L’eurodeputato propone inoltre il ricorso al debito comune, sul modello già sperimentato: “Penso che per queste nuove priorità serva anche il debito comune, quello che abbiamo conosciuto con l’RRF per finanziare il Next Generation EU”, lo strumento con cui l’Unione ha finanziato gli investimenti “per fronteggiare la crisi economica dopo la pandemia da Covid-19”.

La difesa della governance multilivello

Sulla gestione dei fondi in Italia, Lupo rivendica il principio della programmazione dal basso: “L’Europa è l’Europa delle regioni, noi difendiamo la governance multilivello”. Per l’eurodeputato, “nessuno meglio delle regioni e delle autonomie locali conosce le esigenze reali dei cittadini”, ed è per questo che “qualsiasi tentativo di accentrare a livello nazionale la programmazione è un tentativo destinato a fallire” e “non può migliorare la qualità dell’attuazione della programmazione con fondi comunitari”.

Lupo chiarisce il ruolo che, a suo avviso, spetta allo Stato: “Ha una funzione di coordinamento”, mentre “l’Europa deve essere in ascolto rispetto ai territori”. Su queste basi, l’eurodeputato critica apertamente l’esecutivo italiano: “Il tentativo del governo Meloni di centralizzare la programmazione dei fondi comunitari è un tentativo sbagliato, che mortifica il ruolo delle regioni” e rappresenta “un modo sbagliato di guardare ai diritti di cittadinanza”.

Competitività, Eurobond e il rapporto Draghi

Interpellato sul rischio che la coesione resti subordinata a difesa e competitività, Lupo risponde: “Mi auguro di no, e noi ci batteremo affinché ciò non accada”. L’eurodeputato sostiene la necessità di investire su competitività e produttività, richiamando il titolo dell’ultimo libro di Mario Draghi: “‘Competere o sparire’ è verissimo, noi siamo sostenitori del rapporto Draghi”. Ma pone una condizione sulle fonti di finanziamento: “Per attuare il rapporto Draghi servono gli Eurobond: non possiamo pensare di finanziarlo con i fondi destinati alla pesca, che nel 21-27 sono stati appena 6 miliardi di euro, o con i fondi destinati all’agricoltura”.

Sulla sicurezza alimentare, Lupo la definisce “una priorità per l’Europa”, su cui “dobbiamo lavorare per renderci autonomi e indipendenti rispetto ai mercati esterni”, investendo anche sull’export e sulla diversificazione commerciale: “Non possiamo rimanere ostaggio di Trump e dei suoi dazi, dobbiamo guardare al Mercosur, all’India, al Canada”.

Il no al riarmo e il nuovo patto per il Mediterraneo

Sulla difesa, Lupo distingue nettamente tra difesa comune e riarmo nazionale: “Il riarmo è un errore. Abbiamo dato vita all’Unione europea dopo la Seconda guerra mondiale per aprire una nuova fase di prosperità e di pace in Europa: non possiamo tornare ai riarmi nazionali”.

L’eurodeputato cita infine il nuovo patto per il Mediterraneo e la proposta di un’università del Mediterraneo, che permetterebbe “di studiare e poi lavorare insieme per costruire il Mediterraneo del futuro” ai giovani “non solo dei 27 Paesi dell’Unione europea, ma anche di quelli extra Unione europea” affacciati sul bacino. Chiude Lupo: “Dobbiamo seguire questa via della pace, della prosperità, della coesione, della competitività”, perché “coesione e competitività sono due facce della stessa medaglia”.

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