Il 2026 sarà ricordato come l’anno del rilancio senza precedenti delle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico, ma avrà come protagonista non l’alleato di sempre, ovvero gli Stati Uniti, bensì il Canada, che potrebbe diventare il primo membro associato dell’Unione europea. A definire il nuovo rapporto è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo atteso discorso sullo Stato dell’Unione davanti alla plenaria del Parlamento europeo, il sesto pronunciato alla guida dell’esecutivo europeo. Il discorso è stato pronunciato alla presenza del premier canadese Mark Carney, accolto nell’emiciclo di Strasburgo tra gli applausi e atteso giovedì per un intervento davanti alla plenaria.
Von der Leyen ha messo sul piatto una nuova formula di cooperazione, sottolineando di voler “aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’UE”.
Con un riferimento indiretto alla linea sostenuta da Carney sulle medie potenze e sulla cooperazione tra democrazie, in un contesto segnato dalle tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump, von der Leyen ha sottolineato che Europa e Canada “credono nella democrazia”, che “il potere non appartiene ai più forti, ai più ricchi o ai più rumorosi, ma a tutti noi” e che le democrazie “hanno la libertà di scegliere con chi collaborare”.
La presidente della Commissione UE ha affermato che per le due parti si prospetta “un’Alleanza per il Futuro per creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica”, che le vedrà lavorare sulla produzione intelligente, sulle nuove tecnologie, sull’integrazione delle rispettive basi industriali della difesa, sull’Artico, ma anche su energia, minerali critici, batterie e intelligenza artificiale.
“Questa è una partnership non contro nessun altro, ma per la nostra forza comune”, ha voluto però chiarire von der Leyen, che non ha mai citato nel suo discorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Cosa significa in realtà “membro associato dell’Unione europea”? Von der Leyen, nel suo intervento, non ha specificato cosa comporterebbe questo status, una formula che al momento non corrisponde a una categoria prevista dai Trattati europei. L’articolo 49 del Trattato sull’Unione europea prevede infatti che ogni “Stato europeo” possa chiedere di diventare membro dell’Unione, mentre l’articolo 217 del Trattato sul funzionamento dell’Ue consente di concludere con Paesi terzi accordi di associazione che comportino diritti e obblighi reciproci, azioni comuni e procedure particolari. Non esiste tuttavia una categoria intermedia di “membro associato” dell’Unione: resta quindi da definire quale veste giuridica Bruxelles intenda dare alla proposta. Anche l’ipotesi di un ingresso del Canada nello Spazio economico europeo non è prevista dall’attuale Accordo SEE: l’articolo 128 consente infatti di chiedere l’adesione agli Stati europei che entrano nell’UE o nell’EFTA, oltre alla specifica previsione riguardante la Svizzera.
Il concetto di “membro associato” non è del tutto nuovo. Come sottolinea Euractiv.com, era stato evocato lo scorso maggio dal cancelliere Friedrich Merz, che aveva proposto per l’Ucraina uno status di “membro associato” come possibile passaggio intermedio verso la piena adesione, consentendo a Kyiv di partecipare alle istituzioni europee senza diritto di voto mentre prosegue il processo di adesione.
Parlando ai giornalisti a Toronto, Carney ha dichiarato che il Canada sta cercando un’alleanza “unica” con l’UE, escludendo però un’adesione formale. “Quello che stiamo cercando – e per cui avvieremo delle discussioni – è un’alleanza unica con l’Unione europea”, ha detto Carney.
In precedenza, il Wall Street Journal aveva riferito, citando fonti vicine al dossier, che vi sarebbe un’apertura alla possibilità di rendere il Canada un “membro associato” del blocco. Secondo il quotidiano statunitense, Carney avrebbe incaricato il suo inviato speciale per l’Europa di “esaminare le possibilità più ambiziose al di fuori dell’adesione a pieno titolo”.
Parlando con i giornalisti al Festival internazionale del cinema di Toronto, il premier canadese ha ribadito di non puntare all’ingresso formale nell’UE. “Condividiamo gli stessi valori. Abbiamo le stesse priorità e punti di forza molto complementari… Insieme siamo più forti. E questo in un momento in cui il mondo è più pericoloso e diviso, e in questi momenti gli amici devono restare uniti”.
Il riavvicinamento tra UE e Canada ha registrato una forte accelerazione dopo l’inizio del mandato di Carney, nel marzo 2025. Al vertice UE-Canada del 23 giugno 2025, Bruxelles e Ottawa hanno rilanciato il partenariato strategico e firmato un partenariato sulla sicurezza e la difesa, ampliando la cooperazione a settori come il sostegno all’Ucraina, la mobilità militare, l’industria della difesa, le minacce ibride, la cybersicurezza, lo spazio, le tecnologie emergenti e la sicurezza economica.
Un ulteriore salto di qualità è arrivato nel 2026 con l’ingresso del Canada nel programma europeo SAFE. Ottawa è diventata il primo Paese non europeo a partecipare allo strumento da 150 miliardi di euro destinato agli appalti comuni nel settore della difesa, dopo l’accordo firmato il 14 febbraio e formalmente concluso dal Consiglio il 15 giugno. Inoltre, a maggio Carney è diventato il primo leader non europeo a partecipare al vertice della Comunità politica europea, forum volto a rafforzare la sicurezza e la cooperazione economica nel continente.

