La Commissione europea ha designato lunedì il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme Raffaele Fitto quale Rappresentante speciale dell’Unione europea per Cipro.
Fitto manterrà il suo incarico di vicepresidente esecutivo responsabile per la coesione e le riforme, continuando a supervisionare anche la Cyprus Settlement Support Unit (CCSU), l’unità incaricata di fornire supporto tecnico e politico agli sforzi delle Nazioni Unite per una soluzione della questione cipriota. La CCSU gestisce inoltre il Programma di aiuti alla comunità turco-cipriota e il quadro della Green Line, la linea di demarcazione che divide l’isola.
Secondo una nota della Commissione, il nuovo rappresentante speciale contribuirà al processo negoziale nel quadro delle Nazioni Unite, lavorando in stretta collaborazione con l’inviata personale della segretaria generale dell’ONU per Cipro María Ángela Holguín.
“Questa nomina riflette il forte impegno della Commissione europea a favore della riunificazione di Cipro, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione globale, funzionale e sostenibile, nel rispetto delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e in linea con i principi, i valori e la legislazione dell’Unione europea”, si legge nel comunicato.
La Commissione sottolinea inoltre che Fitto metterà a disposizione “la sua consolidata esperienza nella governance europea, nella cooperazione regionale e nel dialogo istituzionale” per favorire progressi verso una soluzione complessiva della questione cipriota.
Succede a Johannes Hahn
Come il suo predecessore Johannes Hahn, Fitto sarà chiamato a dialogare con tutte le parti coinvolte per creare le condizioni necessarie alla ripresa dei negoziati e sostenere una soluzione globale e duratura, anche attraverso iniziative volte a rafforzare la fiducia reciproca.
Hahn aveva lasciato l’incarico nel marzo 2026, dopo appena dieci mesi, per assumere la presidenza del Consiglio generale della Banca nazionale austriaca, ruolo ricoperto dal gennaio dello stesso anno.
Prima delle dimissioni era riuscito a ottenere un incontro con il leader turco-cipriota Tufan Erhürman nel dicembre 2025, un risultato che non era stato possibile raggiungere durante la precedente leadership di Ersin Tatar. Ankara, tuttavia, aveva continuato a rifiutare incontri diretti con Hahn, almeno pubblicamente.
Secondo un funzionario europeo citato dalla Cyprus News Agency (CNA), la scelta di Fitto è stata una decisione personale della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. A differenza di Hahn, nominato inviato speciale con una decisione formale del Collegio dei Commissari, Fitto assume il titolo di rappresentante speciale, una distinzione che riflette la diversa natura dell’incarico.
Commentando la nomina, Fitto si è detto onorato dell’incarico e ha ribadito il proprio pieno sostegno al processo guidato dalle Nazioni Unite, ringraziando von der Leyen per la fiducia accordatagli.
Oltre a seguire direttamente il dossier cipriota nell’ambito delle proprie competenze, il commissario italiano conosce da vicino la realtà dell’isola. Vi aveva già preso parte ai lavori del Collegio dei Commissari durante il semestre di presidenza cipriota del Consiglio dell’UE e, il mese scorso, ha visitato la regione montuosa di Pitsillia, incontrando gli abitanti e confrontandosi con loro sulle difficoltà della vita nelle comunità rurali.
Prima di entrare nella Commissione europea come vicepresidente esecutivo, Fitto è stato ministro nei governi italiani guidati da Giorgia Meloni (2022-2024) e Silvio Berlusconi (2008-2011). Ha inoltre trascorso molti anni al Parlamento europeo, dove ha ricoperto il ruolo di co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR).
Una nomina di alto profilo
Il presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodoulides ha accolto con favore la designazione di Fitto, definendola una nomina di alto livello che “dimostra il crescente interesse dell’Unione europea e la sua disponibilità ad assumere un ruolo guida più incisivo negli sforzi per la ripresa dei negoziati” nel quadro delle Nazioni Unite, conferendo al tempo stesso maggiore peso politico all’iniziativa.
Secondo Christodoulides, la strategia perseguita dal governo cipriota per coinvolgere maggiormente l’UE nei colloqui di pace sta producendo risultati concreti, generando “nuovo slancio e iniziative tangibili”.
Il presidente ha ricordato che questo percorso è iniziato con il riferimento alla questione cipriota nelle conclusioni del Consiglio europeo dell’aprile 2024 ed è stato successivamente rafforzato dalla lettera congiunta inviata nel marzo 2025 dai presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo al Segretario generale dell’ONU António Guterres.
La scorsa settimana anche von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno affrontato il dossier cipriota nel corso di un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, a margine del vertice NATO di Ankara.
L’Unione europea e le Nazioni Unite sembrano puntare a far avanzare parallelamente il processo di pace e le relazioni tra UE e Turchia, collegando i progressi su un fronte ai risultati ottenuti sull’altro.
In questi giorni l’inviata ONU María Ángela Holguín è attesa a Bruxelles, dove dovrebbe essere aggiornata sugli esiti dei colloqui di Ankara e potrebbe incontrare il nuovo rappresentante speciale dell’Unione europea. Al momento, tuttavia, il calendario ufficiale degli incontri non è stato reso noto e sia Costa sia von der Leyen si trovano fuori Bruxelles.
“Mentre è in corso l’iniziativa del Segretario generale delle Nazioni Unite, l’Unione europea segnala di essere pronta a utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone. I progressi nelle relazioni tra Unione europea e Turchia sono direttamente collegati ai progressi sulla questione cipriota e possono creare incentivi concreti per una soluzione vantaggiosa per tutte le parti”, ha dichiarato Christodoulides.
Il presidente ha assicurato che il governo cipriota coglierà “ogni finestra di opportunità” per favorire passi avanti significativi, auspicando che “tutte le parti, e in particolare la Turchia, dimostrino la stessa autentica volontà politica”.
Bruxelles si prepara a rafforzare il proprio ruolo
La nomina di Fitto arriva mentre resta ancora incerto se e quando António Guterres convocherà una nuova riunione allargata nel formato 5+1, che riunisce le due comunità cipriote e le tre potenze garanti (Grecia, Turchia e Regno Unito), oltre alle Nazioni Unite.
Domenica, Ursula von der Leyen ha annunciato di aver avuto una “proficua conversazione telefonica” con Guterres, lasciando intendere che nei prossimi mesi potrebbero registrarsi sviluppi significativi sul dossier cipriota.
“Percepiamo un nuovo slancio verso una soluzione della questione di Cipro nel quadro delle Nazioni Unite e nel rispetto dei principi, dei valori e della legislazione dell’Unione europea. È un’opportunità che deve essere colta. Guardiamo con fiducia ai progressi che potranno essere compiuti nei prossimi mesi.”
La presidente della Commissione ha ribadito la piena disponibilità dell’Unione a sostenere il processo con tutti gli strumenti necessari, spiegando che la nomina del rappresentante speciale è stata decisa “in previsione di un’intensificazione del nostro impegno”.
Anche l’ex leader del partito DISY Averof Neophytou ha commentato gli sviluppi attraverso i social media, sostenendo che gli ultimi eventi confermano come il dossier cipriota stia entrando in una fase decisiva.
Ha richiamato le recenti indiscrezioni pubblicate da autorevoli media internazionali su un possibile piano di pace elaborato dall’inviata ONU Holguín e ha sottolineato che la nomina di Fitto dimostra come “la situazione stia diventando sempre più seria” e conferma “la determinazione dell’Unione europea a impegnarsi con maggiore decisione nel processo di pace”.
Neophytou ha invitato Christodoulides a mantenersi pronto a cogliere ogni opportunità verso una soluzione, ricordando che “le occasioni non saranno infinite e le circostanze non si ripetono”.
Domenica, The Independent ha riferito che le Nazioni Unite avrebbero elaborato una proposta per superare l’attuale stallo attraverso una versione attenuata della soluzione federale, più vicina alle richieste turche di due entità separate.
Il piano riprenderebbe sostanzialmente alcune ipotesi già pubblicate dal quotidiano cipriota Politis come idee allo studio: una federazione molto più decentrata, con competenze limitate per il governo centrale – che i greco-ciprioti potrebbero definire una federazione e i turco-ciprioti una confederazione – un consiglio presidenziale a rotazione, l’assenza di un Parlamento federale eletto direttamente, un periodo di transizione, un nuovo sistema di sicurezza ispirato alla NATO in sostituzione delle attuali garanzie internazionali e possibili accordi sullo sfruttamento delle risorse di gas naturale.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

