Nella giornata di domani la premier Giorgia Meloni interverrà prima al Senato e poi alla Camera per le consuete comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. L’appuntamento parlamentare è stato anticipato di una settimana alla luce della crescente instabilità del quadro internazionale. Ad attenderla all’esterno di Palazzo Madama ci sarà un presidio della Gioventù Federalista Europea (GFE).

L’organizzazione federalista, che già prima del Consiglio europeo di dicembre si era fatta notare in piazza Montecitorio, si radunerà dalle 9 di mattina per richiamare Meloni, come tutti i leader politici del continente, alle proprie responsabilità in una fase segnata da tensioni geopolitiche e da un rapido mutamento degli equilibri globali.

L’aprirsi della crisi in Iran ha riacceso, più del solito, gli appelli a un’Europa più presente sulla scena internazionale, oggi dominata da logiche di potenza esercitate, di volta in volta, da Stati Uniti, Russia e Cina. Secondo i federalisti europei, senza una politica estera realmente unitaria e senza un sistema di difesa comune e autonomo, i Paesi europei rischiano di essere progressivamente marginalizzati nello scenario globale, finendo per subire decisioni prese da potenze che continuano a parlare il linguaggio della forza.

Dopo il Consiglio europeo informale di Castello di Alden Biesen, che non ha prodotto risultati sostanziali oltre all’avvio del progetto di One Single Market, l’organizzazione chiede che il prossimo vertice europeo, in programma il 19 e 20 marzo a Bruxelles, segni un cambio di passo. L’obiettivo è spingere gli Stati membri ad assumersi la responsabilità di rafforzare il processo di integrazione.

Dal testo diffuso dalla GFE emerge con chiarezza la critica a un’integrazione europea giudicata ancora incompiuta. “Non si tratta di rinnegarla, ma neppure di accontentarsene”, affermano i federalisti, secondo cui l’Unione deve compiere un salto di qualità verso un’Europa “più unita, pienamente democratica, solidale e federale, capace di contribuire in modo credibile alla costruzione di un ordine internazionale multilaterale fondato sul diritto”.

Con il presidio di domani, la GFE intende sollecitare il governo italiano a farsi promotore, nel dibattito europeo, di un deciso passo avanti nel processo di integrazione e “nella costruzione di una vera unione federale”. L’obiettivo, sottolineano i federalisti, è spingere gli Stati membri a “rafforzare l’unità del continente e consentire ai cittadini europei di restare protagonisti del proprio destino”.

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