L’Ungheria ha espulso dieci diplomatici russi per attività ritenute incompatibili con lo status diplomatico ai sensi della Convenzione di Vienna, in uno dei segnali più evidenti finora del nuovo atteggiamento più duro di Budapest nei confronti di Mosca sotto il nuovo governo del primo ministro Péter Magyar.

La ministra degli Esteri Anita Orbán ha dichiarato che i diplomatici avevano svolto in Ungheria attività che le autorità consideravano inaccettabili per personale diplomatico. L’ambasciatore russo è stato informato della decisione ieri (8 settembre) e alle persone coinvolte è stato ordinato di lasciare il Paese.

La misura mira a proteggere la sicurezza e la sovranità dell’Ungheria, ha dichiarato Orbán, sottolineando tuttavia che non rappresenta una rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia. “L’Ungheria intende continuare il dialogo necessario, basato sul rispetto reciproco e sul rispetto delle regole”, ha affermato.

La decisione rappresenta un significativo allontanamento dall’approccio adottato dal precedente governo nei confronti di Mosca. Il governo guidato da Magyar ha cercato di riposizionare la politica estera ungherese dopo più di un decennio di governo di Viktor Orbán, anche assumendo una posizione più critica nei confronti della Russia ed esprimendo un sostegno più forte all’Ucraina.

Le identità dei dieci diplomatici russi non sono state rese pubbliche, così come le autorità ungheresi non hanno fornito dettagli sulle attività che hanno portato alla loro espulsione.

Nel documento programmatico dell’Ungheria per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite – iniziata ieri – la Russia viene esplicitamente identificata come una fonte di pericolo e la sua guerra di aggressione viene ufficialmente condannata.

Anita Orbán ha inoltre adottato una posizione nei confronti della Russia più conflittuale rispetto al suo predecessore, Péter Szijjártó. Ha convocato l’ambasciatore russo al ministero degli Esteri il giorno dopo il suo insediamento, in seguito a un attacco con droni russi in Transcarpazia. Szijjártó aveva convocato l’ambasciatore russo l’ultima volta nel 2022, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.

Il cambiamento nell’atteggiamento di Budapest è emerso anche dopo il tentativo di attacco con droni all’aeroporto di Lipsia, in Germania, ad agosto. Dopo che Berlino ha concluso che la Russia era responsabile e ha descritto l’incidente come parte di un quadro più ampio di operazioni ibride russe in Europa, Anita Orbán ha dichiarato che l’Ungheria era “profondamente preoccupata” per il crescente numero e la crescente intensità di tali attività, esprimendo piena solidarietà alla Germania.

Berlino ha successivamente chiuso un consolato russo e un centro culturale russo, mentre Mosca ha reagito ordinando la chiusura del consolato tedesco a San Pietroburgo e dei centri del Goethe-Institut in Russia.

Attività dell’intelligence russa

Il processo di espulsione del personale dell’intelligence russa dall’Ungheria era in realtà iniziato alcuni giorni prima che Péter Magyar prestasse giuramento come primo ministro.

L’8 maggio, VSquare ha pubblicato un’inchiesta secondo cui l’Ungheria aveva espulso silenziosamente l’ufficiale dell’intelligence russa Artur Sushkov e sua moglie, dopo che l’Ufficio per la Protezione della Costituzione aveva scoperto che l’uomo aveva trascorso anni a raccogliere informazioni su istituzioni vicine al governo mentre operava sotto copertura diplomatica presso l’ambasciata russa a Budapest.

Secondo fonti governative citate all’epoca da VSquare, il controspionaggio ungherese aveva raccomandato l’espulsione di Sushkov già a febbraio, ma il governo Orbán aveva bloccato la misura.

Sushkov, 36 anni, era stato assegnato all’Ungheria come terzo segretario dell’ambasciata russa a Budapest. Secondo VSquare, le sue attività si concentravano su organizzazioni supervisionate da Balázs Orbán, direttore politico dell’ex primo ministro e responsabile della campagna elettorale di Fidesz.

Tra queste figuravano il Mathias Corvinus Collegium (MCC), l’Istituto ungherese per gli Affari Internazionali (Magyar Külügyi Intézet, MKI) e il John Lukacs Institute for Strategy and Politics presso la Ludovika University of Public Service.

Sushkov aveva vissuto per la prima volta in Ungheria dal 2019 al 2022, prima di tornarvi nel febbraio 2023, questa volta insieme alla moglie. Successivamente era stato promosso a terzo segretario dell’ambasciata russa. La moglie lavorava ufficialmente presso l’Accademia diplomatica del ministero degli Esteri russo.

Sushkov aveva attirato l’attenzione delle autorità ungheresi cercando di organizzare incontri privati con persone legate all’MCC e all’MKI che si riteneva avessero stretti rapporti con il governo Orbán.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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