Il ritorno della Russia nel novero del G20 al vertice dei ministri delle Finanze di Asheville, nella Carolina del Nord, ha suscitato forte irritazione tra i Paesi europei, che hanno sfruttato la presenza del ministro russo Anton Siluanov per ribadire direttamente a Mosca la richiesta di porre fine alla guerra contro l’Ucraina. Una presenza che segna una discontinuità rispetto agli ultimi anni e che è stata resa possibile dalla decisione degli Stati Uniti, attuali presidenti di turno del G20.

La Commissione europea ha preso le distanze dalla scelta. Il commissario europeo all’Economia e alla produttività, Valdis Dombrovskis, che rappresenta l’UE alla riunione di Asheville, “non intende avere alcuna interazione con il ministro delle Finanze russo”, ha riferito oggi un portavoce dell’esecutivo comunitario a Bruxelles. Una posizione ribadita poco dopo dallo stesso Dombrovskis, secondo cui per l’Unione europea “non è il momento di normalizzare la relazione con la Russia o la sua presenza in questo tipo di incontri”.

“Personalmente, ho sempre trovato difficile discutere di questioni delicate con rappresentanti di regimi che conducono guerre e uccidono civili ogni giorno”, ha aggiunto il commissario a margine dei lavori. Bruxelles considera quindi quantomeno inopportuna la presenza di Siluanov al vertice, pur ricordando che la decisione di invitare la Russia è spettata agli Stati Uniti in qualità di presidenza di turno del G20.

Washington ha adottato invece un approccio diverso. Secondo quanto riportato da Politico il 31 agosto, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha avuto un incontro bilaterale con Siluanov a margine della prima giornata dei lavori. “Il segretario Bessent ha avuto un incontro proficuo con il ministro delle Finanze russo”, ha dichiarato Erin Browne, sottosegretario al Tesoro statunitense per gli Affari internazionali, spiegando che Bessent gli ha fatto presente che “la guerra deve finire” e che Washington vuole “una soluzione pacifica”. I due hanno discusso anche del piano dell’amministrazione Trump per la pace e la crescita economica.

Secondo una fonte citata da Politico, tuttavia, il confronto sarebbe stato tutt’altro che conciliante. Quando Siluanov avrebbe provato ad affrontare possibili aree di cooperazione economica, Bessent lo avrebbe interrotto chiarendo che gli Stati Uniti non intendono offrire alcun sostegno economico alla Russia finché la guerra in Ucraina non sarà terminata.

La Casa Bianca ha comunque difeso la scelta di includere Mosca nei lavori. Browne ha spiegato che la partecipazione russa rientra nelle decisioni assunte dalla presidenza americana nell’ambito del protocollo del G20, mentre Donald Trump ha motivato la linea con il desiderio di “andare d’accordo con tutti”.

Molto più fredda la reazione europea. I rappresentanti dei Paesi UE hanno rifiutato di farsi fotografare insieme a Siluanov. Il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil ha dichiarato di aver coordinato la propria posizione con gli altri funzionari europei e la tradizionale foto di gruppo è stata infine scattata senza il ministro russo e senza la delegazione di Mosca. Klingbeil ha inoltre spiegato di aver sfruttato il vertice per “dire in faccia al ministro delle Finanze russo” che il governo di Vladimir Putin deve porre fine alla guerra contro l’Ucraina.

In una dichiarazione rilasciata a Reuters, il ministro delle Finanze polacco, Andrzej Domanski, ha espresso il suo dispiacere per la presenza della Russia, pur riconoscendo il diritto dei Paesi ospitanti del G20 di invitare degli ospiti. “Non ci fidiamo della Russia. Mentono costantemente e bisogna essere molto, molto cauti quando si discute con loro”, ha dichiarato, sottolineando che la Russia è stata l’aggressore nel conflitto con l’Ucraina. Domanski ha poi ammesso: “Per me sarebbe quindi molto difficile avere qualsiasi tipo di dialogo con la Russia.”

La partecipazione di Siluanov ad Asheville interrompe almeno in parte una lunga fase di isolamento politico della Russia nei principali appuntamenti economici internazionali. Dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, i rappresentanti occidentali avevano infatti trasformato gli incontri del G20 in occasioni per manifestare apertamente il proprio dissenso nei confronti di Mosca. Nell’aprile di quell’anno, durante una riunione dei ministri delle Finanze del G20 organizzata a margine degli incontri primaverili del Fondo monetario internazionale, l’allora segretaria al Tesoro statunitense Janet Yellen lasciò la sala insieme ad altri rappresentanti occidentali nel momento in cui Siluanov, collegato in videoconferenza, prese la parola.

La tensione era proseguita anche l’anno successivo. Nel 2023, durante il G20 in India, Yellen aveva affrontato direttamente i rappresentanti del ministero delle Finanze russo, accusando Mosca non soltanto delle morti provocate dalla guerra in Ucraina ma anche delle conseguenze economiche globali dell’invasione.

Da allora la Russia era rimasta formalmente membro del G20, ma la sua partecipazione politica agli incontri ministeriali era stata accompagnata da un sostanziale isolamento da parte delle principali economie occidentali., mentre gli europei continuano a mantenere una linea di forte distanza politica.

Interpellato sulla presenza di Siluanov, il portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP che l’amministrazione Trump stava lavorando con la Russia per promuovere un accordo che “ponesse fine all’incessante spargimento di sangue che il presidente ha fermamente condannato”.

“Il presidente e l’amministrazione non si tireranno mai indietro dal parlare con le persone con cui dobbiamo parlare per portare avanti questo obiettivo”, ha affermato. “È su questo che stiamo lavorando qui al G20”.

[A cura di Simone Cantarini]

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