Durante una videoconferenza di martedì tra il presidente russo Vladimir Putin e i militari dell’esercito russo, il comandante delle Forze Missilistiche Strategiche (RVSN), il colonnello generale Sergej Karakajev, ha riferito di un nuovo test riuscito del complesso missilistico “Sarmat”, che potrebbe rivelarsi il migliore al mondo.
“Compagno comandante supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, oggi alle 11:15 le Forze Missilistiche Strategiche hanno effettuato il lancio del più recente missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido ‘Sarmat’. Il lancio si è concluso con successo. La missione è stata completata” ha dichiarato, secondo quanto riportato dall’agenzia TASS.
Karakajev ha affermato che l’utilizzo del sistema missilistico “aumenterà significativamente le capacità operative della componente terrestre delle forze nucleari strategiche in termini di distruzione garantita degli obiettivi e di deterrenza strategica”.
Secondo Putin, si tratta del “sistema missilistico più potente al mondo” e la potenza complessiva del suo carico bellico “supera di oltre quattro volte quella di qualsiasi equivalente occidentale attualmente esistente”.
Come ha spiegato Karakajev, i test hanno confermato i parametri previsti del missile e, sotto il profilo delle capacità operative, il “Sarmat” supera il “Voevoda”, il più pesante missile finora in dotazione alla Russia, ancora di produzione sovietica.
L’RS-28 “Sarmat” è un missile intercontinentale superpesante alimentato a combustibile liquido. Il suo sviluppo è iniziato nei primi anni Duemila presso il Centro Statale Missilistico V.P. Makeev di Miass, come successore del missile R-36M2 “Voevoda” (denominato dalla NATO “Satan”), in servizio nelle Forze Missilistiche Strategiche dal 1988. Il “Sarmat” viene già soprannominato informalmente “Satan II”.
Gittata di 35 mila chilometri?
Il primo lancio riuscito del missile balistico intercontinentale “Sarmat” è stato effettuato dal cosmodromo di Pleseck, nella regione di Arcangelo, il 20 aprile 2022 alle 15:12 ora di Mosca, ricorda TASS.
Secondo il ministero della Difesa russo, “gli obiettivi del lancio sono stati pienamente raggiunti e i parametri progettuali sono stati confermati in tutte le fasi del volo; le testate di addestramento hanno colpito l’area designata nel poligono di Kura, in Kamčatka”.
Il ministero sottolineò allora che il “Sarmat” è “il missile più potente con la maggiore gittata al mondo”, destinato ad aumentare significativamente il potenziale delle forze nucleari strategiche russe.
Secondo Karakajev, il successo dei test consentirà entro la fine dell’anno l’entrata in servizio del primo reggimento equipaggiato con questo sistema missilistico nel distretto di Užur, nel territorio di Krasnojarsk. Putin ha confermato questi piani.
“Sergej Viktorovič, mi congratulo con lei e le auguro ulteriori successi” ha dichiarato Putin dopo aver ascoltato il rapporto. Il presidente ha inoltre congratulato il ministero della Difesa, i lavoratori del settore militare-industriale, gli scienziati, gli ingegneri e l’intera industria della difesa “per questo grande evento e indubbio successo”.
Secondo Putin, la gittata operativa del “Sarmat” potrebbe superare i 35 mila chilometri. “Il missile può muoversi non solo lungo una traiettoria balistica, ma anche suborbitale, consentendo di raggiungere tale distanza aumentando al contempo di due volte la precisione e la capacità di superare tutti i sistemi di difesa antimissile esistenti e futuri” ha affermato.
I missili russi
Secondo il presidente russo, dopo il ritiro degli Stati Uniti dal trattato ABM del 2002 sui sistemi di difesa antimissile, Mosca fu costretta a “riflettere su come garantire la propria sicurezza strategica nelle nuove condizioni e mantenere l’equilibrio strategico delle forze”.
“I lavori per il perfezionamento della deterrenza sono ripresi in Russia e proseguono senza interruzioni dall’inizio degli anni Duemila. Non è stato facile per noi: la Russia attraversava allora un periodo molto difficile della sua storia” ha sottolineato Putin.
Il presidente ha inoltre ricordato che la Russia sta attuando gradualmente il programma di sviluppo delle proprie forze nucleari. “Nel 2004 sono iniziati i lavori sul complesso missilistico intercontinentale ‘Avangard’, entrato in servizio operativo nel 2019”.
Il 19 luglio 2018 il ministero della Difesa russo annunciò invece l’avvio dei test del sistema sottomarino senza pilota “Poseidon”, una nuova arma basata su droni subacquei a propulsione nucleare.
Quest’arma dovrebbe superare più volte il “Sarmat” in termini di potenza, mentre il sistema sarebbe praticamente impossibile da intercettare, soprattutto grazie alla sua velocità.
Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, nonché ex presidente e primo ministro Dmitrij Medvedev, ha dichiarato che “il Poseidon è l’arma del giorno del giudizio”.
Putin ha ricordato anche che dall’anno scorso è operativo il sistema missilistico terrestre a medio raggio “Oreshnik”, anch’esso potenzialmente equipaggiabile con testate nucleari.
In autunno, il presidente russo ha annunciato il completamento dei test principali del missile “Burevestnik”, dotato di gittata illimitata, ordinando l’avvio dei preparativi infrastrutturali per il suo dispiegamento.
Il nome “Burevestnik” – che significa letteralmente “uccello delle tempeste” e richiama un poema di Maksim Gor’kij – fu scelto dagli utenti internet tramite una votazione sul sito del ministero della Difesa russo: la prima volta nella storia della Russia in cui il nome di un’arma veniva deciso tramite voto popolare.
Lo sviluppo del missile iniziò dopo il ritiro degli Stati Uniti dal trattato ABM del 1972. Secondo il ministero della Difesa russo, i nuovi sistemi strategici hanno lo scopo di rafforzare la capacità difensiva del Paese e prevenire qualsiasi aggressione contro la Russia e i suoi alleati.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

