La Procura europea (EPPO) ha sollevato nuove e significative preoccupazioni sul rispetto dello Stato di diritto in Grecia, segnalando alla Commissione europea una serie di sviluppi normativi e istituzionali che, secondo l’ufficio guidato dalla Procuratrice capo Laura Codruța Kövesi, rischiano di comprometterne il funzionamento indipendente ed efficace nel Paese.

La comunicazione è stata inviata venerdì 22 maggio. Secondo quanto reso noto, due elementi in particolare avrebbero stimolato l’intervento dell’EPPO in Grecia. Il primo riguarda una recente modifica del codice di procedura penale, adottata in tempi rapidi, che introduce un regime procedurale speciale per i reati gravi commessi da membri del Parlamento. Il secondo concerne la decisione del Consiglio superiore della magistratura ellenico di non riconoscere pienamente gli effetti della decisione del Collegio dell’EPPO relativa al rinnovo del mandato di tre procuratori europei delegati per un periodo di cinque anni.

La modifica legislativa sul trattamento dei reati commessi da parlamentari è considerata dall’EPPO problematica perché potrebbe limitare l’efficacia delle indagini su reati che rientrano nella sua competenza, in particolare quelli che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea. In termini pratici, l’introduzione di un canale procedurale differenziato rischia di rallentare o complicare l’azione penale su casi che coinvolgono soggetti politicamente esposti.

In un contesto in cui l’EPPO è chiamata a perseguire in modo uniforme frodi transfrontaliere, corruzione e altri reati contro il bilancio europeo, qualsiasi frammentazione procedurale nazionale viene vista con cautela. L’ufficio europeo sottolinea infatti che la propria efficacia dipende dalla capacità di operare senza ostacoli nei sistemi giudiziari nazionali, in un quadro di cooperazione piena.

Ancora più delicato, sul piano istituzionale, è il secondo punto sollevato: il mancato riconoscimento da parte delle autorità giudiziarie greche degli effetti della decisione del Collegio dell’EPPO. I procuratori delegati rappresentano un elemento centrale dell’architettura dell’EPPO, poiché operano direttamente nei sistemi giudiziari nazionali ma sotto il coordinamento e la direzione dell’ufficio europeo. Il loro mandato e la loro indipendenza funzionale sono quindi essenziali per garantire continuità investigativa e uniformità nell’applicazione del diritto europeo.

Il rifiuto di riconoscere la decisione di rinnovo solleva interrogativi sulla tenuta del principio di leale cooperazione tra Stati membri e istituzioni dell’Unione, sancito dall’articolo 4, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea. Proprio su questo punto la Procura europea ha richiamato l’attenzione della Commissione.

La segnalazione attiva formalmente il perimetro del Regolamento sulla condizionalità, che consente alla Commissione europea di proporre misure correttive – inclusa la sospensione dei fondi europei – quando violazioni dello Stato di diritto incidono o rischiano di incidere sulla tutela del bilancio europeo.

Non si tratta di un passaggio automatico, ma di un processo che richiede una valutazione politica e giuridica da parte dell’esecutivo europeo. Tuttavia, il coinvolgimento diretto dell’EPPO conferisce particolare peso alle segnalazioni, trattandosi dell’organo incaricato proprio di indagare i reati contro le finanze dell’Unione.

Il caso greco si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra alcune istituzioni nazionali e gli organi giudiziari europei, soprattutto in materia di indipendenza della magistratura e gestione delle competenze concorrenti. Per Bruxelles, la questione non riguarda solo l’efficienza delle indagini, ma anche la credibilità complessiva dell’architettura giuridica dell’Unione.

Per l’EPPO, invece, si tratta di un test cruciale della propria capacità operativa: la sua efficacia dipende infatti dalla collaborazione leale degli Stati membri e dalla piena accettazione delle sue decisioni da parte delle autorità nazionali.

La Commissione europea dovrà ora valutare la segnalazione e decidere se e come intervenire.

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